martedì 11 settembre 2007

Vivere!

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1994, Zhang Yimou.

Percorrendo la vita di una famiglia si percorrono una serie di eventi storici fondamentali della Cina contemporanea.

1940: inizia la storia. Lui è ricco, ha proprietà terriere e una casa grandissima, solo che ha anche un vizio terribile: il gioco dei dadi. Perderà tutto, si ritroverà per strada con moglie e figli, ma ritroverà sé stesso in un lavoro onesto ed artistico con il bellissimo "teatro delle ombre".

1949: guerra civile. Rivoluzionari contro reazionari. Molti, come il nostro protagonista, si ritroveranno a combattere loro malgrado, tutto dipende da quale delle 2 parti è vincente nel luogo in cui ti trovi e coi quali sarai costretto ad arruolarti. Al ritorno troverà una moglie in grande difficoltà eppur inserita nel nuovo stile di vita collettivo, con una casa, un lavoro e condizioni di vita accettabili. Anche lui aderirà, senza passione ma con buon senso, al nuovo stile di vita.
1958: raccolta del metallo. E' il primo grande momento, post-rivoluzione, di massima aggregazione delle forze e di chiamata generale a contribuire al paese. Tutti gli oggetti metallici vengono fusi e spediti per contribuire alla "grande causa". La nostra famiglia protagonista vivrà il primo dei suoi momenti più drammatici.
1966: rivoluzione culturale. La figura di Mao è ormai un culto. La vita è difficilissima, basta un niente per diventare "nemici del popolo" e passare dei guai molto seri. Nemmeno Orwell poté prevedere tanta pazzia. E' il delirio del "proletarismo estremo" che porterà ingiustizie, conseguenze nefaste in tutti i campi e la nostra povera famiglia ce ne darà un esempio dei più incredibili.

La parte del 1966 è la più lunga ed anche la meglio sviluppata, fermo restando che tutto il film è veramente fantastico, solo un piccolo gradino sotto la soglia del capolavoro.
Il realismo è estremo, le recitazioni fantastiche e la stupenda Gong-Li, pupilla di Yimou, si supera. Vivere tutti quegli avvenimenti, poi, con la telecamera sulle spalle di una famiglia, è il miglior modo per studiarli.

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