martedì 18 settembre 2007

Le notti bianche

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1957, Luchino Visconti.

Visconti ambienta in Italia, in una città non ben definita e splendidamente creata interamente negli studi di Cinecittà, l'omonimo romanzo breve di Dostoevskij che ha ispirato diversi registi (ed anche, solo nel titolo, qualche iniziativa "notturna" in alcuni comuni italiani).

Mario vive solo, in un'appartamento a pensione. Una sera incontra Natalia che piange e ne fa amicizia. Lei aspetta da tempo l'uomo che ama e che le ha promesso di tornare un anno prima, ma non è ancora tornato. Cominciano a frequentarsi, da amici, però Mario è innamorato, lei vorrebbe ricambiare solo che si sente in dovere di restare fedele all'uomo che le ha fatto la promessa, che tarda a venire e più tarda, più le speranze di Mario aumentano insieme ai dubbi di Natalia, che comincia ad innamorarsi anche lei.

Trascorreranno molte notti insieme, a parlare, nei locali, per strada. La presenza dell'assente si sentirà sempre e...

Bellissimo film, con una fotografia curata da Giuseppe Rotunno semplicemente proverbiale.
Il finale sembra un quadro impressionista.

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