venerdì 14 settembre 2007

L'indiscreto fascino del peccato

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1983, Pedro Almodóvar.

Film divertentissimo, se si ha un po' di piacere nel vedere cose assurde.
Una cantante da night assiste alla morte del fidanzato per overdose. Scappa, non si capisce se inseguita da polizia o da spacciatori, forse da entrambi, e si rifugia in un piccolo convento di suore, sue ammiratrici.
Dal momento che entra in convento non passa minuto senza che si veda o si senta qualcosa che lascia di stucco! Tutte cose normali, o quasi, ma che certo non ce le si aspetta in quel luogo. Vien voglia di ridere ma lo stupore blocca ed è uno stupore che origina dal fatto che ogni cosa assume un aspetto, come dire, "usuale" e non atipico.

"Viviamo in un mondo tormentato dal peccato, abbiamo bisogno dei peccatori e se lo siamo anche noi possiamo aiutare tutti al meglio": più o meno così si esprime ad un certo punto la madre superiora. Il film è tutto un susseguirsi di eventi, piccoli intrighi, segreti nascosti ma nemmeno più di tanto, che ho trovato estremamente esilarante.

Peccato che la versione integrale è introvabile. In italiano poi non esiste, perché il film è stato boicottato e tagliato per oltre un quarto della sua durata dalla nostrana e immarcescibile censura.

Adoro l'Almodovar degli inizi, dissacratore e amorale, come quello di "Pepi, Luci, Bom e le altre ragazze del mucchio".

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