domenica 16 settembre 2007

Lolita

2

1962, Stanley Kubrick.

Riproduzione cinematografica dell'omonimo romanzo di Vladimir Nabokov, il quale ha curato anche la sceneggiatura per questo grandissimo capolavoro di Kubrick.

Il termine "lolita" da nome è diventato ormai anche aggettivo. Individua una ragazza minorenne quanto già formata come donna e dai modi particolarmente ammalianti. E questo grazie al romanzo ed a questo film. Il regista ha scelto un'attrice tredicenne perfetta per questo ruolo, Sue Lyon, che impressiona per bravura e bellezza.

E' la semplice e rovinosa storia di un uomo che per puro caso, affittando un appartemento presso una famiglia, incontra Lolita e ne rimane folgorato. Uomo tranquillo, scrittore e professore di letteratura francese, venuto in america per cercare tranquillità, scoprirà il turbamento. Da quel momento non ci sarà altro nella sua testa.
Una serie di eventi lo porteranno a vivere con lei, a dedicarle tutto e ad una gelosia possessiva parossistica. Lui sarà la vera vittima della situazione, fino ad estremi gesti finali. Lolita in qualche modo uscirà dalla situazione, ma è lui che vive nel tormento continuo, nel timore delle dicerie, nella continua voglia di fuggire e cercare un luogo dove isolarsi con la sua ninfa.
Un personaggio cinico ed intelligente lo seguirà in tutta la sua avventura e solo alla fine scoprirà quanto sarà determinante.

Un film che tiene costantemente attenti ad analizzare ogni sfumatura. Non c'è una sola scena di sesso, che non sarebbe servita a nulla se non a suscitare morbosità. Il vero protagonista è l'uomo e la sua psiche, la sua debolezza.

Regia e montaggio impeccabili. Musiche bellissime. Attori bravissimi.
Capolavoro immortale.

2 commenti:

  1. Vabbè non volevo commentarlo ma poi non ho resistito. Io l'ho trovato altamente drammatico no? L'uomo che viene catapultato in una giovinezza perduta, ossia quella di Lolita.

    *Lolita, luce della mia vita, fuoco dei miei lombi. Mio peccato, anima mia. Lo-li-ta: la punta della lingua compie un breve viaggio di tre passi sul palato per andare a bussare, al terzo, contro i denti. Lo-li-ta. Era Lo, null'altro che Lo, al mattino, diritta nella sua statura di un metro e cinquantotto, con un calzino soltanto. Era Lola in pantaloni. Era Dolly a scuola. Era Dolores sulla linea punteggiata dei documenti. Ma nelle mie braccia fu sempre Lolita*.

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  2. meno male che non hai resistito, anzi ti dirò di più, qua il tuo motto è: non-resistere, non-resistere, non-resistere! :)

    splendida citazione, film stupendissimo.

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