mercoledì 5 settembre 2007

Cane Randagio

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1949, Akira Kurosawa.

Nell'Agosto del 1947, in una Tokio che con affanno cerca di riprendersi, ad un poliziotto ex-soldato viene rubata la colt d'ordinanza. E' un fatto grave e parte immediatamente un indagine alla ricerca del borseggiatore.
Il film con questo pretesto porta a realizzare, nella realtà, uno straordinario documento sui quartieri poveri e malfamati, passando da una realtà all'altra mano a mano che l'indagine prosegue. Lunghe carrellate nei mercati, fra le baracche, fra locali notturni.

Gli straordinari dialoghi sulla difficoltà di vivere in quel periodo, che possono portare le persone alle più differenti scelte, sono eccezionali. Mi hanno ricordato alcune riflessioni di Tolstoj che compaiono nel suo ultimo grande romanzo: "Resurrezione". Ci si interroga appunto sulle ragioni della delinquenza, sul corretto modo di operare della giustizia, su quanto conti l'ambiente in cui si vive.

Film fantastico, al limite del capolavoro, ma Kurosawa è davvero un grandissimo regista e si rischia di assegnargli spesso, ai suoi film, questo giudizio. Meravigliosa interpretazione di Toshiro Mifune ed anche del meno famoso, ma onnipresente nei film di Kurosawa fino ai primi anni '60, Takashi Shimura, altra icona del cinema giapponese.


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