lunedì 31 gennaio 2011

La lunga notte del '43

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1960, Florestano Vancini.

Siamo a Ferrara nell'autunno del 1943, è da poco stato firmato l'armistizio. Serpeggia una certa incertezza, città di uomini mediamente moderati finora poco toccata da violenze e guerra, pochi fascisti invasati felici che mussolini abbia stabilito al nord la r.s.i., molti gli antifascisti tra i c.d. notabili che pubblicamente però rimangono silenziosi anche se le loro posizioni sono note.

La giovane moglie del farmacista in questo contesto rincontrerà un vecchio amore, ancora più bramato visto che il marito è infermo da tempo per una malattia venerea, uomo che trascorre le sue giornate alla finestra della casa che guarda sulla via di fronte alla farmacia nel centro di Ferrara. I 2 innamorati consumeranno la loro rinata passione proprio la notte che il padre del giovane verrà "rastrellato", da squadristi provenienti da Verona e da Padova, ed ucciso insieme ad altri uomini proprio di fronte alla farmacia e di fronte agli occhi del marito, eccezionalmente alla finestra anche di notte perché aspettava la moglie. Senza voler saper nulla, sconvolto, il giovane fuggirà in Svizzera, mentre... lascio il finale, toccante e drammatico per diversi aspetti, meriterebbe trattazione e la tentazione è forte ma sarebbe uno spoiler clamoroso.

Al di là dell'importanza storica del film, c'è un raffinato parallelo tra la vicenda d'amore dei 2 giovani e l'ambientazione di guerra, più precisamente di un contesto sociale dittatoriale e rigido sulle regole. Lei non può separarsi dal marito il quale però non essendo di fatto più tale rappresenta suo malgrado un vincolo dispotico, però saprà compiere scelte che solo la pavidità di lui non permetteranno di realizzarsi appieno. Lui fuggirà da tutto, anche da lei, non sapendo cogliere l'opportunità di un gesto coraggioso che sarebbe stato di per sé stesso felicità, comunque fossero andate le cose. Ci sarà un distacco tragicamente meraviglioso tra i 2, denso di un significato che ho cercato di spiegare ma mi risulta difficile; è Cinema in cui immergersi, la vita stessa di chi assiste a quel momento vi si deve confrontare, metafora forte ed esplicita anche per chi vive in situazioni apparentemente più libere.

Opera prima di un grande, Florestano Vancini. Dopo aver visto questo e "Bronte" posso affermarlo definitivamente, 2 Olimpo in piena regola. Girato in studio ma anche in molti esterni proprio a Ferrara, sua città natale. Molte le scene bellissime che andrebbero sottolineate, comprese inquadrature di aree golenali e lungo Po che col bianco e nero di quegli anni sono di una suggestione particolare. Fotografia a cura di un "certo" Carlo Di Palma, basti il nome. Altri complimenti al regista, ed anche agli ottimi attori, nei frame sotto.

Il film è tratto dal racconto "Una notte del '43" di Giorgio Bassani, scrittore nato a Bologna ma cresciuto a Ferrara. A parte la vicenda sentimentale che è d'invenzione, perfettamente integrata però nel tessuto sociale dei tempi, i fatti storici narrati sono veri! E' un film importante infatti, perché come ben riporta wiki:
"...La lunga notte del '43 anticiperà anche il filone dei film denuncia/inchiesta degli anni '60 e '70 di cui lo stesso Vancini sarà protagonista...".
Onore quindi a Vancini!!, ha aperto per primo un Mondo, quello del Cinema Italiano "impegnato" degli anni a seguire che adoro e rimpiango, oggi scomparso o quasi, defunto salvo pochissime eccezioni. Non bastò essere bravo, ci volle anche un certo coraggio e tenacia, basti leggere queste note storiche, sempre da wiki:
"A causa della delicatezza della vicenda narrata, tratta da un fatto vero (l'eccidio del novembre del 1943 di una decina di antifascisti ferraresi davanti al muretto del castello), Vancini incontrò non poche difficoltà a realizzare il film: i produttori avrebbero preferito che la rappresaglia venisse attribuita ai nazisti anziché ai fascisti ma Vancini tenne lodevolmente duro ed il film fu un grande successo.
Il film, per la trama ed alcune sequenze vagamente erotiche che all'epoca erano ritenute scabrose, fu vietato ai minori di 16 anni. I partiti e le associazioni di sinistra e antifasciste, unitamente allo stesso Vancini, insorsero nei confronti di tale divieto, ritenendolo - fondatamente - il frutto di una volontà puramente censoria nei confronti dei contenuti antifascisti e accusatorii del film, viste anche le traversie che il medesimo aveva subìto nella sua produzione.
"

Che tempi, e nemmeno troppo lontani. Sono passati 50anni dal film, meno della vita media di un uomo. In altre occasioni ho parlato di cos'era l'italia nel 1960 e dintorni, non mi ripeto, vi rimando alla rece del film che le contiene, di solo un anno dopo e per certi aspetti affine: "Il federale". Era un paese il nostro in piena restaurazione, diciamolo pure senza remore. Fortunatamente tra la fine dei '60 e nei '70 è stato possibile ottenere una serie di riforme importanti: famiglia, divorzio, aborto, statuto dei lavoratori, per citare i casi più "rumorosi". Nonostante ora sembriamo regrediti di 50anni netti a causa dei Brubbrù che ci governano, perlomeno i passi più importanti non riescono (pare) a cancellarli. Tante le ragioni del risveglio di allora, tra le quali bisogna mettere anche grandi film come questo che contribuirono a tenere desta la memoria, ed anche a nutrire l'intelligenza, degli italiani.

A mussolini, per contrappasso, rubo l'espressione per qualificare il mio consiglio: VISIONE IMPERATIVA CATEGORICA!

Gabriele Ferzetti e Belinda Lee, bella da morire anche se qua in abiti castiganti, attrice che morì in un incidente stradale l'anno successivo al film a soli 25 anni.

 Una serie di cartoline....

Le chiese, in questo come molti altri film, luoghi con privacy adatta ad incontri clandestini.


 Gino Cervi, che attore...


Enrico Maria Salerno, alla finestra. Il personaggio che interpreta è un fascista (tra quelli della famosa marcia) ma il senso di vergogna che prova per quanto avvenuto, che ha visto, supera ogni convinzione.

 Frame importante per ricordare...

La lapide commemorativa della strage come compare nel film. Parla del 15 dicembre, la strage vera fu invece tra la notte del 14 e del  15 novembre 1943. Non so dire se i nomi siano reali o meno, probabile che no, ad ogni modo prima occasione che vado a Ferrara controllo. Mi sono chiesto se esiste veramente una lapide in quel luogo, la risposta eccola qua, commemorazione del 2010:


20 commenti:

  1. Caspità che bel sito! :-) Non pensavo avessi visto così tanti film. Io amo andare al cinema e amo anche i film degli anni 1955/65.
    Complimenti per la costanza! Ora cerco tre film che mi piacciono molto, vediamo se li hai recensiti!
    "Delitto sotto il sole"
    "La finestra sul cortile"
    "Picnic ad Hanging Rock "

    Buona giornata :-) Ciao Cri

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  2. ciao Cri, ooohh! sono contento di vederti, ero sicuro poi ti piacesse il Cinema, quasi un dovere per chi ama la fotografia.
    Mi cogli in castagna, ce n'è molti ma di quelli che citi c'è solo "Picnic ad Hanging Rock": http://robydickfilms.blogspot.com/2006/08/picnic-ad-hanging-rock.html
    arriveranno anche gli altri, col tempo... :)

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  3. Cos'è? Ma dev'essere stupendo! Non l'ho visto… devo categoricamente e imperativamente rimediare! :) Bacione *****

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  4. lo è Milena, meraviglioso, storia terribile di guerra e storia d'amore... lo adorerai.
    bacissimi! :****
    p.s.: ti consiglio tanto una visita da cristina di cui sopra, fa delle foto magnifiche!

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  5. roby altro capolavoro, che poni giustamente nell'olimpo.
    mi pare che Salerno sia stato davvero un fascista, e forse con questo film segna un'atto di pentimento verso errori di gioventù... chissà! comunque resta un grande attore.

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  6. :-))) mò intanto guardo Picnic.... :-)

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  7. Lasciato un commento sul film Picnic... :-)

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  8. Sì, anch'io come petrolio devo rimediare... e mi sento doppiamente in colpa, perché vedo che l'hanno dato su cinema classics, e me lo sono lasciato sfuggire... Mi sa che andrò in cerca pure del romanzo...

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  9. il finale non me lo ricordo, quindi dovrò andarmelo a rivedere...molto bello e drammatico il personaggio di Salerno, che qui credo voglia simboleggiare il popolo italiano, alla finestra impotente di fronte agli eventi, e vittima del "peccato originale" (punito con il mal francese, e quindi più o meno condannato). a mio giudizio è però forse un po' troppo carica, assomiglia troppo a quelle punizioni divine invocate dai puritani di Salem...:)

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  10. grande film,lo ricordo.ah..grazie x le diritte su designer..mi ci so divertendo parecchio..ciao minatore

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  11. Il miglior film da Bassani ed il più amaramente bello su Ferrara, la mia città. Ne sentii parlare fin da piccolo perchè mia madre fece il tirocinio proprio nella farmacia in questione. L'ho rivisto recentemente per poi leggere d'un fiato "le cinque storie" e tutto il romanzo di Ferrara (splendido Bassani). Credo, semplicemente, che film così andrebbero proiettati nelle scuole!
    Grande Roby, complimenti per la scaletta!

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  12. ...avete già detto tutto voi !
    ***** cinque stelle, per uno dei capolavori della cinematografia italiana.
    Cast Stellare e regia strepitosa. Un bianco e nero così (mi ricorda "Il Terzo Uomo" di Welles) esalta la "bassa" di Giorgio Bassani al meglio.
    ...oltre l'olimpo.

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  13. giornata campale oggi, e me ne aspettano altre.
    sono sfinito e ho ancora una rece da scrivere ed un film da vedere, perché non posso nemmeno concepire l'idea di un giorno senza film.

    per cui oggi scusatemi se non sono molto di compagnia. vi mando un saluto a tutti, i vostri commenti sono splendidi come sempre.

    Roberto, sono veramente contento di aver recensito un "tuo" film. non sapevo o non ricordavo tu fossi di Ferrara. che coincidenze certe volte, vero? dopo la chiacchierata di ieri... ciao

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  14. visto quest'estate, in un pigro pomeriggio, tra un pastis e una gratinata di acciughe. film immenso, girato in una Ferrara che sembra uscita da un sogno e il rimpianto che film fatti così in Italia non li vedremo più.

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  15. pastis e gratinata d'acciughe... m'ispira un pezzo di n.k.cole: uncommentable :)

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  16. Bellissimo film di Vancini di cui non va dimenticato, poco successivamente, e dalla stessa ambientazione, "La Banda Casaroli", anch'esso tratto da una storia vera, e forse primo vero film anche di "genere" poliziesco e di rapina, italiano.
    Ferzetti e Salerno, due dei miei attori preferiti, del cinema italiano dagli anni '50 agli '80.
    Anche grandi doppiatori, non dimentichiamoci cosa sarebbe mai stato il Biondo o il Monco Clint Eastwood della "Trilogia del dollaro" Leoniana senza la voce di Salerno, o il Col. Kurtz di Marlon Brando in "Apocalypse Now", senza quella di Ferzetti.(di Sergio Fantoni, nelle scene dei 40' e passa minuti in più della versione "Redux", del 2001).
    Salerno era stato sì un giovane repubblichino, forse nemmeno ancora maggiorenne, o comunque poco di più.
    Fu prigioniero per diversi mesi dopo il 25 aprile, nel campo di prigionia degli angloamericani, a Coltano, fra Pisa e Livorno, dove fu pure detenuto niente di meno che Ezra Pound.
    Insieme ad altri repubblichini poi divenuti famosi e il cui elenco potrebbe non arrestarsi mai come Walter Chiari, Enrico Ameri, Dario Fo, Raimondo Vianello,Piero Vivarelli, e tanti altri.

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  17. Banda Casaroli già in programma! di Vancini poi ne vedrò diversi... wilson, grande omaggio il tuo a Ferzetti e Salerno, anche a me piacciono molto, non sapevo dell'attività di doppiatori

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  18. Grazie per tutto roby, post e immagini!
    un saluto

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  19. Film immenso ... l'ho visto anni fa in tv. Vorrei vederlo al cine.

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