lunedì 17 gennaio 2011

Girolimoni, il mostro di Roma

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1972, Damiano Damiani.

Olimpo tra i più obbligatori! Un film che contiene, nella "piccola" Storia Vera di Gino Girolimoni, una grandissima quantità di spunti sulla storia d'italia del tristemente noto ventennio fascista, fino ad uno splendido finale intorno al 1961, anno della morte di questo personaggio che voleva essere anonimo e gli eventi costrinsero a diventare Qualcuno.

Damiani mi perdonerà se mi limito a dire che il film è bellissimo, anzi di più!, girato meravigliosamente e con un'interpretazione di Nino Manfredi memorabile, e non solo lui, tutti bravissimi gli attori. Preferisco parlare della storia, così tragicamente bella e coinvolgente, anche grazie al grande regista che l'ha riprodotta realisticamente, con fedeltà e solo un dettaglio è ipotetico, non riportato da wiki ma giustificato da altre fonti, desumibile dalle indagini.

Girolimoni, figlio di enneenne, era un giovane uomo single diremmo oggi, fotografo lavorava in proprio e se la passava più che bene, possedeva persino un'auto, cosa non da tutti nel 1926. Dopo una serie di delitti orribili, violenza carnale e quasi sempre omicidio, ai danni di bambine piccolissime tra gli 1 e i 5 anni il duce, che non può ammettere una cosa simile, decide che Deve essere trovato il colpevole e i suoi tirapiedi trasformano "il" in "un" (era sottinteso) mettendo insieme un castello d'improbabili indizi uniti a testimonianze palesemente false di bambini, dementi ed altri palesemente interessati solo ai soldi della taglia. Come ben detto nel film, c'era di mezzo l'onore del governo, le promozioni dei tirapiedi e soprattutto la ferma volontà di ripristinare la pena di morte in italia, cosa che poi avvenne, pena a furor di popolo per fatti di cronaca come quelli, che poi doveva servire al dittatore per liberarsi dei dissidenti. Notizie a piena prima pagina dopo l'assurda incriminazione, trafiletti invisibili 11 mesi dopo quando venne liberato di nascosto. Parole del duce (che di trovare il vero colpevole se ne impippava): Girolimoni è stato Uomo-Notizia, ha svolto il suo ruolo prima, ora il suo ruolo doveva essere "scomparire"; divieto assoluto di parlarne sui giornali, tutti indistintamente da lui pilotati. Quando uscì il povero Gino trovò solo terra bruciata, nessun indennizzo, provò a cambiar cognome ma avrebbe dovuto cambiare continente. Girolimoni nel frattempo era diventato sostantivo ed aggettivo, pare che a Roma qualcuno lo usi ancora in tal guisa, una condanna a vita.
Indagini successive portarono seri indizi a carico di un prete straniero che viveva a Roma (ma tu pensa...) però l'ipotesi che fosse qualcuno che vivesse vicinissimo ad alcune vittime è quella proposta dal film, e qua siamo sull'ipotetico che dicevo: un giovane protetto da amicizie e parentele mentalmente deviato. Una delle vittime porta decisamente in quella direzione, mentre le altre sono più casuali ma compatibili.

Ci sono diversi film che parlano di "errori giudiziari", ne ho visti recentemente di importanti. "Detenuto in attesa di giudizio" è proprio errore nel senso più puro del termine. "Sbatti il mostro in prima pagina" già è più affine a questo, c'è l'uso indiscriminato del giornale ma è una vicenda che, pur influenzata dalla politica, è circoscritta ad un solo quotidiano e molto pilotata dall'ambizione di un capo redattore, inoltre è solo ispirato da fatti di cronaca. Qua invece siamo di fronte a avvenimenti realmente accaduti, molto gravi quelli di cronaca, gravissimi quelli giudiziari volutamente e forzatamente falsati, una giustizia totalmente pilotata dalla politica e la diffamazione a mezzo stampa è l'ultima, fatale, goccia che fa esondare il dramma.

La parola "incredibile" stona, oggi di fatti come questo ne conosciamo molti e sono avvenuti nelle dittature come nelle democrazie, un esempio su tutti, Sacco e Vanzetti, per citare un altro ottimo film che ho visto. Non di meno il film è terribile, così come il coraggio e la dignità di Gino Girolimoni suscitano ammirazione e sdegno per le infamità da lui subite.

Ancora encomio a Damiano Damiani e a Nino Manfredi per aver in questo modo, con l'arte popolare d'eccellenza che è il Cinema, contribuito non solo a riabilitare il buon Gino Girolimoni ma ad evidenziare, perlomeno moralmente, i veri colpevoli di quanto è accaduto a lui, che ebbero anche la grave colpa di non trovare poi il vero assassino.

il non-adescaggio con la servetta della sua amante, latrice di messaggi della padrona, che gli costò carissimo

quella, dio benedica mamma sua, dovrebbe essere Angela Covello, attrice sexy italiana di Gran Pregio e Fattura. ho dovuto faticare per l'accredito, alla fine l'ho individuata confrontando, questa con altre immagini trovate nel web, le sue migliori peculiarità fisiche... non mi riferisco agli occhi.

è il momento chiave in cui nasce la definizione di uomo-notizia, coniata direttamente dal duce in persona

è una delle tante pagine dedicate al mostro

gino per un po' è andato nella trattoria di proprietà di alcuni dei falsi testimoni che lo accusarono, giuda che si sono venduti per 50000 lire. qualcuno non li biasimerebbe mica, nel 1926 era una cifra mica da ridere!

siamo agli inizi del '60, fatti di cronaca, ancora di violenza su minori, portano alcuni a manifestare a favore della pena di morte, un tormentone duro a morire

grande inquadratura del povero Gino, poverissimo letteralmente, che guarda quello che per lui è stato un incubo


23 commenti:

  1. Un filmone, cambiando i personaggi, e arrivando all'oggi, direi che non è cambiato niente.

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  2. sì caro Harmonica, ormai è una costante quasi dei film storici italiani, "similitudini" tremende soprattutto tra il ventennio ed il diciassettennio attuale. abbiamo la memoria corta, lo sanno bene certi personaggi, però qualche film può aiutare a rinfrescarla fortunatamente.

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  3. veramente interessante. segno subito. grazie roby!!!

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  4. Lo vidi poco più che bambino, e direi sia ora di rivederlo... Oltre a mettere il dito nella piaga purulenta dell'abuso di privilegi e di potere, e dell'inumana idiozia del potere stesso, è anche un bel monito contro le periodiche tentazioni della plebe bovina che invoca la pena di morte: la giustizia non esiste, ci vanno sempre di mezzo i poveracci, ERGO STATE BONI!

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  5. prego Frank, è un piacere! :)

    Zio, anche se l'hai visto da bambino, t'è rimasto bene in mente il messaggio finale devo dire! sottoscrivo in toto il tuo commento.

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  6. veramente un gran film!
    ciao Roby

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  7. mi fa venire in mente il caso Pacciani...un mostro preso a caso, e molto conveniente, per proteggere non si sa bene chi...

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  8. ciao Ernest, grazie della visita :)

    ahah! unwise, hai fatto un'osservazione perfetta e sai perché rido? perché se passa di qua Wilson gli hai dato un LA, ma di quelli buoni eh, che non puoi credere!

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  9. speriamo che passi allora...felice di essere utile..:)

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  10. grande film..prima che manfredi si rincoglionisse..

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  11. Robydick...Apparte Unwise e lo ringrazio per il là sul "Caso Pacciani", "Girolimoni" è un film tremendo, "tremendo" nel senso di stupendo, "tremendo" nel senso che ce ne sono pochi di film in cui la distruzione l'annientamento della vita di un'uomo buono e innocente è reso con così lucida partecipata passione da Damiani, vuoi anche per l'empatia abbacinante della straordinaria, straziante impersonificazione totale che è stato in grado di raggiungere Manfredi con questo suo famoso ruolo...Ci sono delle parti in questo film, e non lo dico tanto per dire, che sono insostenibili, dal lato emotivo, e non per effetto "patetico", ma sempre e solo, drammatico..

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  12. We're sorry for a poor little, dazzling error of "engagement", and an another "alias"...Cheers..

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  13. ahahah! Wilson, ti sei battezzato da solo :D
    e va be', un nome dice poco...

    daccordissimo, aggiungo anche che, cosa che non ho sottolineato forse abbastanza nella rece, ci sono diversi momenti che come dici si fatica a sostenere la visione tanta è l'ingiustizia, il cinismo e la perfidia a cui si assiste e non mi riferisco solo al duce.

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  14. 'Dove mi giro mi giro'… tipica espressione pugliese per dire che il male di cui parliamo è sempre lo stesso! :/

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  15. eh petro', pertinente citazione. non l'ho fatto apposta a far uscire proprio oggi questa rece, eppure... va' che giornata, in pieno scandalo sessuale ai vertici della politicA.

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  16. Mi è sempre piaciuto il Cinema do Damiani, e questo film è il chiaro esempio del suo utilizzo in chiave di denuncia a sfondo sociale. Davvero apprezzabile, anche perchè, al di là dello sdegno e degli interrogativi che provoca, si vede la mano di un regista "vero".
    Manfredi poi è il massimo. Personalmente mi è sempre piaciuto mooooolto di più del tanto osannato Alberto Sordi, che ha legato la sua carriera alla figura del verme o del cialtrone. Decisamente meglio Nino, più versatile e scenograficamente appagante (provate a vedere "Il giocattolo" e vi renderete conto).
    Film davvero notevole.....

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  17. Già, ma non è neanche il mio "vero" nome il bell è quello...Anche se è pur il nome di Berlinguer e di Mattei, tanto per citare i primi che mi vengono sempre a mente, di grandi uomini e personaggi...Lo sai che anche il Capo degli "investigatori" sul caso Girolimoni fu ostracizzato perchè non si era mai piegato agli "indirazzamenti" dell'indagine sulla colpevolezza del Girolimoni a cui non aveva mai minimamente creduto fin da principio, e la sua carriera finì come quella del Maggiore della Stasi, grandissimo protagonista, ne "Le Vite degli altri"...,stroncata anche nel dopoguerra, giacchè si ritrovò sopra di lui e ai vertici gli stessi uomini compromessi del ventennio, scelti da Scelba, che lo temevano personalmente, per ciò che gli era stato fatto, e per quel che sapeva su di loro.
    Per molti aspetti ebbe un destino accomunato all'avvitarsi tragico di quello del Girolimoni, scarcerato con tante scuse e un trafiletto in settima di cronaca nei giornali capitolini, e basta...!
    Oggi, incredibile...

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  18. tutto il mio rispetto magar, invidio sempre chi ha le idee chiare. io non saprei proprio scegliere tra Manfredi e Sordi, li amo entrambi parimenti, quelli di Sordi che ho scelto per il blog sinora sono dei film grandiosi

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  19. brazzz, scusa, m'era scappato il tuo intervento. in che senso è rincoglionito Manfredi? O_O

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  20. Wilson, Enrico è anche Ghezzi, eheh! Io sono cresciuto e vivo nel regno di Mattei, sarà un caso? :)

    la figura di quell'investigatore, che benissimo hai fatto a commemorare, forse poteva essere più valorizzata dal film, a pensarci ora. eh, sul fatto che poi ai vertici delle forse dell'ordine di ogni genere siano finiti tutti (o quasi) fascisti ne ho parlato qualche rece fa...

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  21. film agghiacciante, grazie della segnalazione. Non ho nulla da aggiungere a quanto scritto, se non che dubito che oggi in Italia per un film del genere si troverebbe un produttore disposto a cacciare un euro! Penso sia il primo che vedo di Damiani, qualche consiglio per continuare?

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  22. ciao Roberto! per ora è il primo anche per me di Damiani, se è quello il consiglio che chiedi.
    di film italiani, con storie più o meno agghiaccianti, volendo ne ho parecchi da consigliarti, con storie vere o praticamente tali... te ne metto qualcuno, poi magari li hai già visti:
    http://robydickfilms.blogspot.com/2010/12/todo-modo.html
    http://robydickfilms.blogspot.com/2010/10/la-classe-operaia-va-in-paradiso.html
    http://robydickfilms.blogspot.com/2010/09/indagine-su-un-cittadino-al-di-sopra-di.html
    sono solo quelli di Petri. poi:
    http://robydickfilms.blogspot.com/2011/01/bronte-cronaca-di-un-massacro-che-i.html
    http://robydickfilms.blogspot.com/2010/08/sacco-e-vanzetti.html
    http://robydickfilms.blogspot.com/2010/12/giordano-bruno.html
    http://robydickfilms.blogspot.com/2010/10/cadaveri-eccellenti.html
    http://robydickfilms.blogspot.com/2010/12/sbatti-il-mostro-in-prima-pagina.html

    non so...
    ce n'è ancora e altri sono in arrivo ;-)

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  23. Grazie caro omonimo! Mi riferivo a Damiani, ma tra quelli che hai linkato mi mancano todo modo, bronte e sbatti il mostro: provvederò! Gli altri sono tutti tra i miei preferiti (Rosi e Petri vette altissime).
    Ciao!

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