sabato 15 gennaio 2011

Signori, in carrozza!

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1951, Luigi Zampa.

Altra pietra miliare della coppia Aldo Fabrizi e Peppino de Filippo. Stavolta Aldo è un conduttore di vagoni letto che fanno la spola tra Roma e Parigi mentre Peppino fa il mantenuto a casa sua, fratello della moglie, scroccone e pure ladro all'occorrenza.

Si scoprirà presto che Fabrizi ha una doppia vita con doppia famiglia, una a Roma con la moglie regolarmente sposata, ed un'altra a Parigi, dove ha un'altra donna e pure una figlia (non ho ben capito se sua o di primo letto di lei). Gli verrà offerto di passare, dopo tanti anni di treno, ad un posto in ufficio; dovrà scegliere se a Roma o a Parigi. Sceglierà Parigi, la ama di più, peccato che Peppino, che è in fuga da creditori agguerriti, come una zecca lo seguirà fin lì...

Commedia d'equivoci, con molte gag divertenti, ma non è certo il capolavoro a cui hanno partecipato i 2 illustri protagonisti. Confesso che mi aspettavo di più, la consiglio solo se siete fan di entrambi come me. Molto interessante il tema trattato per i tempi, c'è una sostanziale bigamia in gioco, roba da far storcere il naso non poco ai bigotti moralisti di cui mai la madre fu sterile da noi. Forse anche per questo ho un residuo di delusione; alla commedia potevano essere aggiunti aspetti drammatici importanti nel finale, pur facendo felice quella ignobile categoria di persone citata, realizzando così un film completo a tutto tondo, e Fabrizi ne sarebbe stato degno interprete, ne sono convintissimo! Invece il finale stempera e degrada ancora sulla gag, riposiziona il tutto sulla "semplice" commedia.
Si poteva fare molto meglio, sicuramente, anche allora.

Ho detto "pietra miliare" all'inizio solo perché Fabrizi è diventato un'icona anche nel cabaret come uomo in divisa da ferroviere o tramviere, aveva sicuramente un affetto particolare per questi mestieri anche se non ne conosco le reali ragioni, probabilmente legate alle sue popolari origini. Chissà, se non avesse fatto l'attore forse avrebbe tentato quella carriera, fortunatamente non è stato necessario. E' stato il mio motivo sprone per vederlo.

Io con l'occasione consiglio uno splendido film, attinente solo per la professione ritratta, questo veramente imperdibile (è una rece vecchia, un po' miserrima): "Il Ferroviere" di Pietro Germi.

6 commenti:

  1. Questo me lo sono perso, ma da quel che dici, non farò le corse per cercarlo. Su "Il ferroviere" siamo su ben altro livello; un film "massiccio", duro, lontano dalle carinerie dei registini di oggi, solido come erano i melodrammi di Douglas Sirk.
    Ma di registi alla Germi, pur con tutti i suoi difetti, se ne è perso lo stampo, oggi vanno di moda "quelli di Zelig".

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  2. Comunque, il sapore del tempo che fu!

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  3. Concordo con te. Film decisamente minore. Di maniera direi, dove i due protagonisti si limitano a fare da spalla (a chi non si sa, quì non c'è Toto a dare spessore), e Zampa sembra dirigere contro voglia. Tipica commedia di secondo piano, ma dignitosa e ,a volte, anche divertente.
    Per quanto riguarda "Il Ferroviere" be,... li concordo in pieno con le parole di Harmonica. Altro spessore, altro Film....insomma tutta un'altra storia.
    In definitiva, un film come "Signori in Carrozza" lo puoi anche perdere, "Il Ferroviere" decisamente no.
    Però mi fa piacere questa tua recensione, il cinema non è certo fatto solo di capolavori, e uno sguardo più ampio è una cosa saggia e utile.
    Muy Bien !!!

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  4. mi fa molto piacere che conoscete Il Ferroviere di Germi, realista ma già film impegnato, notevolissimo.

    sì harmo, non c'è da impazzire per cercarlo, ma se capita, alla tele magari, si può guardare. c'è proprio, come dice adriano, il sapore di un tempo, di come si facevano film leggero-drammatici diciamo.
    magar dice benissimo: se guardassi solo capolavori rischierei anche di stancarmi del cinema probabilmente, ci vuole di tutto e Fabrizi e De Filippo è sempre un piacere vederli.

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  5. Me lo son perso anch'io.
    Mi sa che da noi le mamme dei bigotti fanno sempre solo, da secoli, ma in segreto, dei parti dodecagemellari, altrimenti certe cose non si spiegherebbero... :D
    Ti segnalo una curiosa coincidenza (ferroviaria): stamattina nel mio blog roll il titolo del tuo film appariva subito sopra al nome del blog (ottimo) "Solo valigie di cartone per carrozze di III classe".

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