giovedì 6 gennaio 2011

Velvet Goldmine

23
1998, Todd Haynes.

Se amate il genere glam-rock evitate di leggere quanto segue, che è più un promemoria per chi scrive che una recensione vera e propria, io di quel genere musicale salvo ben poca roba e quindi del film pure, di riflesso.
EDIT: agli ospiti raccomando di leggere i commenti di amici competenti sotto, vi farete un'idea migliore e più corretta della mia.

Si ispira, in alcuni casi dichiaratamente in altri è deducibile, alle vite di Oscar Wilde, David Bowie ed altri. A me il titolo ricorda il gruppo di Lou Reed, i Velvet Underground (del quale Bowie fu corista, per la cronaca), altri rappresentanti del genere. Con la vita di una star di fantasia di nome Brian Slade si vede un po' la nascita del glam, il suo irrompere nella scena musicale, una star che si è fatta "uccidere" sul palco durante un concerto. Tramite un giornalista che indagherà anche sulla presunta farsa dell'omocidio, la vita di Slade la si vedrà descritta. Fatto bene il film, qualche momento noioso e lento ma costumi sgargianti e riprese sfarzose, canzoni ben interpretate, nulla da dire, dal punto di vista squisitamente cinematografico è passabile.
Chiudo qui la sinossi e il giudizio personale puramente filmico.

Siete ancora qui? Be', io ora sparo ciò che penso sul glam, dettato dal mio gusto musicale, con la massima sincerità: questa musica mi nausea. Non tutta, come detto qualche pezzo mi piace, qualcosa di Bowie, di Lou Reed, ma poco poco poco, l'ascolto di rado e possibilmente i brani più tendenti al rock duro che i melodici.
La parola glam (che abbinerei al pop, per me la parola Rock è sacra) e i suoi derivati mi danno già il voltastomaco, ed il nome al genere è azzeccato: tanto fumo e arrosto zero, tanta attenzione all'immagine, all'apparenza, si creano stelle per i media in un attimo, bastano 4 ingredienti giusti, ma la musica, quella che richiede di farsi il culo a studiare su strumenti e spartiti, niente o poca e cara grazia se ne viene bene un pezzo ogni tanto, ma lì finisce. Ai tempi, da ragazzo, quando ero molto più duro e puro di ora come spesso sono i giovani, i rappresentanti del genere (che non sapevo si chiamasse glam) li trovavo insopportabili. Anche i gruppi che ascoltavo io curavano look ed immagine, come tutti nella musica, ma in un modo che ritenevo molto più vicino ai miei gusti. Pensavo, con gli anni passati e la vecchiaia dietro l'angolo, di riuscire a digerirli, invece niente, disgusto totale, a un certo punto sulle canzoni ho cominciato ad andare avanti veloce per raggiungere la storia narrata altrimenti m'addormentavo secco. Lo so lo so! Questo film ed alcuni brani sono da culto! Non per tutti, prendetene atto, per me è monnezza.

Questa poi è bella: ho detto "la storia narrata"? Lapsus, deformazione da recensore. Le "storie" sono insulse, insignificanti quanto le persone, totalmente prive d'interesse per me. Chissenefrega di 'sta gente! Sono omosex?, bisex?, trisex?, drogati o meno?, dovrei emozionarmi per queste cose ma non mi riesce. Gente inutile e salvo qualche eccezione la loro comparsa ed eventuale scomparsa sulla faccia della terra mi ha lasciato indifferente. Trucchi, costumi, acconciature passino, ma quelle facce di merda ammiccanti in continuazione... ma vaffanculo. Non ho potuto non pensare allo sguardo "Blue Steel" del protagonista di Zoolander, satira riuscitissima di Ben Stiller proprio rivolta al mondo glam-glamour, film divertentissimo e a suo modo spietato.

Se a qualcuno piace 'sta roba non se la prenda, mi spiace ma la penso così, non potevo dire nulla di diverso. Avevo avvisato all'inizio eh! Onore al film però, lo dico sinceramente e infatti non lo metto nell'Ade. Ha rappresentato alla perfezione quel mondo e mi ha definitivamente convinto che da quella roba sono lontano anni luce. Io non sono nemmeno alla lontana un esperto di musica e dei suoi generi, per cui biasimare il glam nella sua interezza non mi sento di farlo, ho giudicato quello che si sente e si vede nel film e quel poco altro che conosco.

Torno in Taverna, nella grotta dei rozzi e spartani, vino in botte e boccali di legno, spiedi a cuocere, odore di sudore e fatica, vestiario quanto necessita a coprirsi e star comodi, a sentire la musica che mi piace, lontanissima da questa.

23 commenti:

  1. Dal punto di vista cinematografico, "Velvet Goldmine" à ben fatto. Concordo con il tuo giudizio quindi, e gli riconosco il merito di documentare in modo onesto, anche se molto superficiale, il fenomeno Glam.
    Mi sembra un film fatto da un fan, arrivato fuori tempo massimo, e che quindi scontenta un pò tutti. Tecnicamente, come ho già detto è ben fatto, anche se la regia è un pò piatta, senza quel mordente che ti aspetti da un film che parla di musica. Non mi convince la sceneggiatura; con così tanto materiale a disposizione (quegli anni furono davvero ricchi di episodi talvolta eclatanti) mi aspettavo più incisività.
    Meno male che ci sono gli attori a risollevare le sorti della pellicola. Ewan McGregor è bravissimo, in una parte che gli calza a pennello e che si rifà al grande Iggy Pop(a me lui è piaciuto molto in "Moulen Rouge" e, ovviamente, nella parte del giovane Obi Wan Kenobi, e meno in "Traispotting"). Bravissimo Jonathan Rhys Meyers, perfetto e a suo agio in una parte non facile (lo ritrovo a questi livelli solo anni dopo in Match Point di Woody Allen). E poi c'è Christian Bale che focalizza molto bene la figura del giornalista incaricato di frugare nel passato e di "scrivere la storia"
    E poi c'è la colonna sonora....
    Tra brani originali di Brian Eno, Lou Reed e Roxy music, e cover illustri ( su tutti i Venus in Furs che interpretano i Roxy Music) risulta ben fatta. Ma risente ovviamente moltissimo della mancanza di brani Di Davi Bowie.
    Bowie secondo me è il vero personaggio del film. Ossia lo è per la sua assenza, per aver rifiutato di concedere le sue canzoni (in un primo momento aveva accettato) ad un film in cui certo non si riconosceva. E nel quale, giustamente, non riconosceva neppure lontanamente quel periodo.
    Per scoprirlo, per "sentire" quegli anni bisogna ascoltarsi gli Album capolavoro di "Ziggy"...
    ...da "Hunky Dory" a "Aladdin Sane", passando per "The Man Who Sold The World" e "The Rise And Fall Of Ziggy Stardust".....

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  2. magar, devo ringraziarti veramente molto.
    il tuo commento risolleva una rece che non sapevo nemmeno se pubblicare tanto mi sento inadeguato sia al film che al genere musicale. l'ho schedulata oggi proprio contando sul giorno di festa e sulla scarsa visibilità che potrà avere. :)

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    1. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

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    2. E della serie "Band che ascolto perché fà figo" ci metto alla grande gli U2, la brand più sopravvalutata del pianeta:)

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  3. si concordo con quanto scritto da magarsia per quanto riguarda il film che il genere musicale..il glam ha avuto comunque il merito di avviare le carriere di gente come eno,o i roxy,oltre che bowie..ch peraltro,da volpe qual'è,cavalcò bellamente la cosa,a mioavviso..di bowie preferisco il periodo berlinese,ma un album come alladin sane rimane fra i miei preferiti

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  4. lo vidi all'epoca e mi piacque parecchio, oggi non saprei è da rivedere! dal punto di vista musicale, mi spiace roby, ma non posso essere d'accordo. il glam lo reputo un fenomeno cardine della storia del rock, per aver creato e influenzato musicisti come bowie, lou reed, marc bolan, eno, roxy music, alice cooper fino ai queen, i guns & roses, i kiss e i poison... e la lista potrebbe continuare.

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  5. ecco, faccio ammenda su Eno, grande musicista non ci piove, meritava citazione ma anche per lui, come per tutti quelli che cita Frank, salvo pochissimo quando nulla.

    non spiacerti frank, anzi sono contentissimo per te, come per brazzz (un maestro) e magar, dimostrate competenza e apertura mentale, tutta la mia stima, tanto che ho persino cambiato l'incipit della rece, andate a leggere. ;-)
    io musicalmente parlando non mi piaccio per nulla, ahah!, è la verità :)

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  6. ci sei andato giù leggerino eh?
    non sono d'accordo, il glam ha avuto la sua importanza nella storia del rock, come ha già detto Frank Manila, pensa soltanto ad un artista come Marc Bolan e ai suoi T.Rex.
    Del resto la musica rock è piena di atteggiamenti e pose, non soltanto nel glam, per esempio un artista come Bono Vox è l'archetipo del cantante rock impegnato per le giuste cause; si, con il conto in banca miliardario e ti dirò mi da il voltastomaco come a te lo danno i glammettari.
    Chiaro che non tutto è oro, ma Bowie, Bolan i Roxy Music, Lou Reed sono stati qualcosa di più che una semplice moda, anche nel loro momento Glam.
    Il film da vedere su questo periodo è comunque il concerto di Bowie "Ziggy Stardust and the Spiders from Mars" girato nel 1973, quindi in pieno periodo glam, che fa giustizia di un filmetto insulso come "Velvet Goldmine."

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  7. Bono sarebbe quello degli udue? sotto minaccia armata per ascoltarli, non li reggo proprio! :D
    stessa minaccia per il film di bowie, che con tutto il rispetto m'è piaciuto solo qua: http://robydickfilms.blogspot.com/2006/08/cristiana-f-noi-i-ragazzi-dello-zoo-di.html

    massima stima anche per harmo!

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  8. parlando di film conceti,il migliore film concerto di bowie direi che sia,secondo me,quello del 1997 per festegiare i 50 anni..si vede un bowie davvero in forma,uscito dagli orrori defli anni 80,e finalmente dedito solo alla musica..poi se devo scegliere il più bel film concerto vado,ovvio,con sop making sense..riguardo al glam,fenomeno modaiolo,lou reed lo ha attraversato solo marginalmente(magari i velvet eran altra cosa),ma che ha dato qualche cosa di buono..i primi 2 album dei roxy sono favolosi,i primi album solisti di eno pure..

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  9. ALT ! Il film di Bowie per eccellenza è senza ombra di dubbio "L'Uomo che Cadde Sulla Terra"
    GRANDISSIMO.
    Se non l'hai visto cercalo.....slla Scighera

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  10. ho scritto qua un post conciliatorio: http://robydickwritings.blogspot.com/2011/01/brian-eno-by-this-river.html
    oddio, proprio completamente conciliatorio non saprei se lo è, ma almeno ho resto onore a Brian Eno :)

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  11. ah mi liquidi così uno dei migliori film sulla musica mai girati??
    musica a parte, anche dal punto di vista cinematografico è un film notevolissimo, con una costruzione temporale pazzesca. grandiose poi le interpretazioni di christian bale e ewan mcgregor...
    vabbè, dai sei perdonato :D

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  12. riguardo all uomo che cadde sulla terra..esiste un libro di J. Ballard dove sono stati riuniti i suoi articoli giornalistici,fra cui recnsioni cinematografiche..molto interessante,e decisamente non convenzionale..lo stroncò abbastanza,direi..

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  13. povero bowie, ahah! avevo un ricordo vago d'averlo visto attore in un film non male, eccolo qua: http://robydickfilms.blogspot.com/2006/07/miriam-si-sveglia-mezzanotte.html
    pensa che chiamo il genere musicale "dark-pop", tanto per dare l'idea della mia "conoscenza" musicale...

    grazie marco per la compassione dimostratami :D
    dovrei evitarli i film musicali, o almeno di recensirli, ma va be' dai... tolleratemi!

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  14. ok ho letto tutto un po' velocemente perchè sono abbastanza sbronza(di una roba molto glam MARTINI ROSé)... ma nell'elenco dei film del DUCA BIANCO aggiungerei "Labirinth", e poi... l'interpretazione spettacolare dell'ANDY warhol in BASQUIAT ,,, e bravo Roby che hai citato il vampiro!
    CMQ io sono di parte perchè VELVETGOLDMINE è uno di quei film che proietterei nelle pareti del mio locale ideale (Roby anche se disprezzi hai fatto giustamente notare la bellezza dei costuni e delle immagini di per sè ...)

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  15. ah e poi vorrei far notare IL Cantante dei PLACEBO nella parte di Marc BOLAN, nipote di Oscar Wilde...e la spilla fil rouge che finisce in bocca di Christian Bale tramite la BECK'S lasciata da IGGY-MCGRAGOR... che eredità!

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  16. ma nessun frame? Sono belli i tri - sex (T-rez)

    http://www.youtube.com/watch?v=sXVzR6C7K94

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  17. fiuuu.... temevo il tuo commento Gloria, Grazia mi aveva allertato :D
    grazie anche a te per aver corretto la rece, e non aver infierito sul sottoscritto. oh, se apri il locale (coi tappi di cera) ci vengo, non temere, ahah!
    i frame? eh, non so perché (più falso di giuda) ma non mi piacevano...

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  18. mi trovo abbastanza d'accordo con te Roby...pure io preferisco le costate alla griglia alla nouvelle cuisine! niente di male nell'avere un'immagine, ma se diventa più importante della sostanza...ahi ahi ahi!
    il film mi ha piuttosto annoiato, devo dire. ho anche avuto l'impressione che ci sia un'atmosfera più anni 90 che 70...fintarello direi :))

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  19. caro unwise, vedo con piacere che condividi la metafora culinaria che ho messo nel finale :)
    viva le osterie!

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  20. Max, anch'io pensavo peggio di un eventuale tuo commento! :D
    va be', i gusti non si discutono, ovvio, e l'ho appunto ribadito benbene nella rece. coi Duran ricordo delle gran pomiciate, ai tempi l'eri giuvin, non posso parlarne male.
    degli U2 invece, dopo aver visto l'albergo per vips che han fatto in Temple Bar a Dublino, posso solo confermare quanto penso da sempre: me fanno cacà.

    p.s.: scrivi i tuoi commenti in fondo, senza fare "rispondi" salvo eccezioni, ché è sempre un casino vedere dove scrivi... grazie ;-)

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  21. oddio, i Queen degli inizi mi piacciono ancora oggi, poi che siano glam o meno...

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