mercoledì 5 gennaio 2011

Una lucertola con la pelle di donna (aka La Gabbia)

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1971, Lucio Fulci.

Ambientato all'estero come il precedente "Una sull'altra", questa volta siamo a Londra. Ancora un thriller, con molto giallo e tracce non banali di horror (film che fu applaudito da Mario Bava!) e di gore, assemblati da una regia fantastica! Altro Cult per me con Fulci.

Una donna, ricca, padre avvocato ricchissimo presso il quale lavora il marito. E' in analisi, ha spesso incubi. Ha una vicina di casa "esuberante" la cui casa è teatro di frequenti festini hippy. I suoi ultimi incubi riguardano proprio suoi rapporti intimi con la bella vicina nell'ultimo dei quali, che l'ha particolarmente angosciata, si vede protagonista dell'omicidio della stessa. Dopo qualche giorno la vicina verrà veramente trovata morta, e proprio nel modo in cui lei lo aveva raccontato allo psichiatra.

Sarà presto la prima sospettata, per diversi indizi fin troppo evidenti, ma poi le cose cambieranno, e continueranno a cambiare, una serie infinita di colpi di scena, 99 minuti di continua sorpresa e tensione, eccezionale! Diversi i personaggi in ballo, tanti i sospettati e sospettabili. Novità, almeno non m'è parso di vederlo nei film anteriori, un importante uso della macchina da presa a mano, come si dice "in spalla", in piani sequenza non lunghissimi ma vibranti come il mezzo. Attenzione alla durata, dev'essere quella, corrisponde alla versione uncut che contiene al completo le scene di nudo ed horror: anche questo film fu vietato ai minori, quasi una costante finora per Fulci, qua poi gliene capitarono anche altre, dico dopo nei frame.

Bando alle ciance, su questi film di trama non se ne può rivelare troppa.
Solo qualche dettaglio che nemmeno mi va di sottolineare tiene il film un filo sotto l'Olimpo, un film che è un misto di Bava, Argento e Hitchcock. Imperdibile!

aaahhh !!! che scene queste, non commento i frame successivi. Florinda Bolkan era attrice certo sexy e disponibile a scene di nudo come poche, ma aveva anche una classe... volgarità zero! menzione doverosa per la partner più che degna, Anita Strindberg.



sangue che cola, devo dire, splendidamente

uno dei 1000 frame che avrei dovuto mettere sulle notevolissime inquadrature

i 2 investigatori

FRAME DI UNA SCENA MOSTRUOSA!
Riporto da wiki: "La sequenza più famosa del film è probabilmente quella in cui la Bolkan apre la porta del laboratorio di una clinica e si trova davanti quattro cani vivisezionati. La scena costò al regista un processo intentato da una società protettrice degli animali, che Fulci vinse portando in aula i cani finti, creati da Carlo Rambaldi."
Veramente dura da mandar giù, è di un realismo incredibile ed i guaiti delle povere bestie... mai visto nulla di simile!

22 commenti:

  1. Potente! L'avesse girato oggi, gli avrei dato anche un gatto - per buon peso, non si sa mai...

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  2. roby qua si fa sul serio! un must del bis italiano. come ogni volta che fulci tocca un genere, lo sconvolge. questa volta è toccato al giallo, ed è rigorosamente diverso da quello argentiano e simili. il titolo "la gabbia" era più azzeccato, poi per rimanere nella scia dei film zoologici si optò per la lucertola. la bolkan come sempre bellissima e sensuale ma non volgare (comee hai fatto giustamente notare), nel paperino poi fulci le riserva un trattamento coi fiocchi eheheheheh.

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  3. Bello!
    E poi...questi sono i miei film !
    Splendida la Bolkan, e anche Jean Sorel non è male.
    Presto li troverai anche da me...
    ...ho due splendide versioni !

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  4. Lu, questi film oggi in italidiot sono impossibili :(
    non ho capito il "gatto", che intendi?

    molto sul serio Fra' !! paperino è il prossimo... bonooooo, stai bonooooo, ahah!

    vero magar, jean sorel poi è proprio "fulciano". oh, è un "caso" eh, ci siamo trovati che sono in pieno perioodo 70s, eheh!

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  5. I film di quegli anni hanno un fascino irresistibile.
    A proposito, conosci la Bolkan in versione cantante? Stonatissima come poche, ma conturbante anche con la voce. "metti ogni sera che siamo a cena...noi due soltanto..." indovina il film, difficile vero? :o)

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  6. mmmmm... Morricone? :D
    se ho capito bene lo conosco ma non l'ho visto

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  7. yes Morricone la ost, "metti una sera a cena" il film, Patroni Griffi il regista.

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  8. Volevo intendere che, se fossi stato nell'occasione, avevo giusto un gatto che m'avanzava, da mettere con i cani... 'Sto gatto ('sta gatta, più precisamente) è 'na piaga - ma forse l'avevi capito dal mio ultimo post...
    :-D

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  9. aaaahhh... okkei. povera micia, ahah! :)

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  10. ...E c'è pure nientedimeno che Stanley Baker...Come vedi anche da uno dei frame da te scelti, sopra...Forinda Bolkan era molto brava, bella sì, ma un po troppo androginamente, almeno per i miei gusti..E'piatta come una tavola da surf (come direbbe Lt.Col. Kilgore) ai piani superiori, e di fortuna femminile e fianchi è stretta come un uomo. Grosso difetto, uno dei peggiori, per una donna, e lo senti soprattutto proprio a letto, garantito..Molto meglio la comunque superlativa Anita Strindberg, più maternale e "avvolgente" nelle misure delle naturali "accoglienze", come deve essere una bella donna, e non era di certo un tipo "mediterraneo" essendo anzi, svedese...
    Per poter "giudicare" in rari full frontal vedere un mitico servizio del grande Angelo Frontoni, per il n°di Febbraio 1977 di Playmen...Dal set di "Manhaus"('77) di Alberto/Antonio Figueroa con Fabio Testi e molti altri interpreti di vaglia...
    "Una Lucertola dalla pelle di donna" è un bel giallo che risente più che altro solo nel titolo, delle "normali" perchè all'epoca di moda, influenze "argentiane" del thriller italiano di quegli anni di grandi successi, a partire dal titolo da filone "zoofilo"allora imperante. Ma risente ancora molto dello stile e del filone del "giallo morboso" di fine anni '60 alla Lenzi o alla Guerrieri, che aveva iniziato il grande successo internazionale del giallo-thrilling all'italiana. Sarà per questo, che comunque gli preferisco -ma è, incommensurabilmente superiore di statura universalmente riconosciuta- "Non si sevizia un paperino", prossimo che ti troverai ad affrontare, molto più moderno e precursore, dello stesso "Sette note in nero" cinque anni dopo, con cui Fulci compirà il definitivo passaggio al thriller soprannaturale che ne decreterà la sua imperitura fama, affermazione, e seconda, grandiosa(ma forse anche terza, quarta..., impensabile carriera...).Consacrata con "Zombi2" (tra l'altro anche fortunosamente e grazie in buona misura all'onesto "altruismo" professionale di Castellari, almeno stando all'"ufficiosità" di come si arrivò ad affidare la regia del poi divenuto capolavoro zombesco, a Fulci). Tra l'altro tra "Non si sevizia un paperino" e "Sette note in nero" c'è una circolarità autocitazionistica formidabile, tra il finale prodigioso del primo, e l'incipit magnifico del secondo, di cui potrai renderti conto solo vedendoli.

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  11. "Florinda"ovviamente, e mi riferivo a lei da poter vedere full frontal,la Bolkan, nel mitico Playmen del n°di Febbraio 1977, in un portfolio fotografico del grande Angelo Frontoni.

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  12. ahah! Wilson, sei impietoso con Florinda :)
    hai empiricamente ragione, le foto testimoniano, ma sai, c'ho ricordi ancora intensamente legati a lei della mia era brufolpipparola, non posso farci nulla, solo a vederla s'allertava il bicipite destro, la mia miopia le è debitrice...

    paperino e sette note già visti, non quando avevo scritto questa rece però. non anticipo pareri. ;-)

    certo che oh, hai una cultura di tale spettro, pure citazioni su playmen... non ti sei perso nulla nella vita! ahah! chapeau

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  13. No...Lavori a mano, come dice Tony Manero in "Saturday Night Fever", mai fatti.

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  14. eeehhhhhh, ahahah! non sei "umano" Wilson, dopo quest'ultima tua non ci sono più dubbi!

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  15. No, sono ancora per qualche lato "umano", di cui non sono riusciti a deprivarmi del tutto, ma come scrive Charrier nel suo grande romanzo "Papillon", non sono neppure stupidamente aduso ad infierire su mè stesso per farmi del male, in quanto "songo carcerato" come direbbe il monumentale Merola.

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  16. eh, gli accenti non sono il tuo forte Wilson :)

    su questo tuo essere "incarcerato" non è la prima volta che... ma in "carcere" c'è internet? quasi quasi mi faccio arrestare: vitto, alloggio e web, sono quasi a posto, ahah! scherzo... dovrei rinunciare a viaggiare in moto, cosa impossibile! spero sia solo una metafora la tua anche se, se fosse una metafora, forse il carcere vero può essere preferibile ;-)

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  17. Se ti occupi di un giornale anche famoso e sei in semilibertà, puoi usare si, Internet...E, beato te edonista, motociclista...
    E sì,io lo posso sostenere sono d'accordo con te, il carcere è solo "fuori", ed è molto peggiore, come il "nostro" Frank spiegherà magnificamente a Jessie nella tavola calda, vero...? Aveva comunque già detto tutto Totò sessant'anni fa con "Dov'è la libertà".

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  18. ..."La Gabbia", vecchio progetto di Fulci, qui praticamente rimasugliato solo in termini di "aka title", fu poi effettivamente realizzato nell'85 da Giuseppe Patroni Griffi, con Tony Musante, Laura Antonelli, anche qui la Bolkan, e Blanca Marsillach, con la sua brava davvero e ancor più bella sorella, Christina (un titolo su tutti, la bravissima protagonista, Betty, di "Opera"['87] di Dario Argento, fu poco fortunata al cinema, meritava molto di più).

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  19. ...Divenuto uno dei tanti erotico-soft patinati italiani degli anni'80, diretto per di più dal noto regista soprattutto di teatro, napoletano utrafrocio e "vorrei tanto poter essere Visconti ma proprio non posso"Patroni Griffi, questo tipo di film patinati sì, come direbbe il mitico direttore di Poggioreale Lino Banfi in "Detenuto in attesa di giudizio", "manco bbùoni a farsi una pippa"...

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  20. non conoscevo quel film con Totò!

    caspita, davvero, quel dialogo alla tavola calda... arriva arriva :)

    patroni griffi non m'intriga, ho ancora diverse centinaia di film obbligatori da vedere, forse più in là...

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  21. ooooooooh questo film è già in lista, toh an vedi ci sono arrivata pure io, hahaha Fulci lo devo dire è un regista sorprendente :)

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