giovedì 14 luglio 2011

It's a Wonderful Life - La vita è meravigliosa

23
1946, Frank Capra.

Capolavoro notissimo, comico e drammatico a un tempo, carico di non pochi significati, messaggi sia sociali che rivolti al singolo. Quest'ultimo aspetto mi ha stupito. Non di rado in tv, spesso nei periodi buonisto-natalizi, l'ho sempre evitato in modo preconcetto e all'inizio della visione, con quel "bambino buono e sfortunato" stavo già per procurarmi l'insulina, poi ho tenuto duro e la storia cresce: potente, commovente e... sorprendente!

In breve: è il racconto della vita di George Bailey in un paese della provincia americana, dall'infanzia fino alla mezza età circa. Fin da piccolo buono e generoso, perse l'udito da un'orecchio salvando il fratello caduto nell'acqua gelida. Ancora bambino lavorò per studiare, poi alla svelta si salta alla maggiore età. Suo sogno studiare all'università e girare il mondo, evita anche legami con ragazze che pure in molte lo ammirano. Ma, per un motivo o per l'altro, sempre "vittima" del suo inguaribile altruismo, non riuscirà mai ad allontanarsi dalla cittadina nemmeno in viaggio di nozze. Sarà il solo ad affrontare il malvagio capitalista fagocitatore Henry Potter, con una ditta che è una specie di finanziaria-immobiliare che aiuterà tutti ad avere una casa. Nel frattempo molti tra coloro che lo attorniano, anche col suo aiuto, s'arricchiscono, studiano, viaggiano. Quando capiterà un grosso guaio finanziario, proprio quando tutto ormai sembrava essersi messo per il meglio (ha pure una famiglia numerosa) deciderà di suicidarsi per permettere coi soldi dell'assicurazione sulla sua vita di porre rimedio, e a questo punto interverrà un "angelo di seconda classe" (senza ali), Clarence, il quale obbedendo ad un desiderio di George saprà fargli capire quanto la sua vita, anche con quel guaio, sia stata importantissima per tutti e potrà esserlo ancora...

Capitano dei periodi nei quali non si vorrebbe mai esser nati tanto è pesante vivere. Ci sono persone che cadono in depressioni irreversibili con pensieri del genere. Nonostante la mia avversione ad ogni pretesto di natura religiosa per risollevarsi moralmente, devo dire che il finale, l'ultima mezzora abbondante in un film di oltre 2 ore, è veramente eccezionale e si può tranquillamente leggere anche con un occhio razionalista e agnostico. L'angelo è un pretesto come un altro, certamente il più comprensibile ad un grande pubblico (la sceneggiatura è tratta dal racconto "The Greatest Gift" di Philip Van Doren Stern). Tutto il finale è un perfetto e semplice gioco sul tempo che ha un messaggio chiaro: nessuna vita è inutile e tutte in qualche modo interagiscono con le altre. Che poi la vita possa o meno essere meravigliosa e che l'influenza di una vita sulle altre possa o meno essere virtuosa, questo dipende da come si spendono il proprio tempo e le proprie capacità.

Dicevo all'inizio che è sorprendente perché si assiste ad una critica decisa a quello che, nel paese del Grande Sogno e non solo lì, è il concetto più diffuso di ricchezza e cioè quella legata ai beni materiali, al possesso degli stessi e quindi al denaro. La ricchezza della vita di George, che nessuno può mettere in discussione, è invece impalpabile e la pessima figura che farà Potter, in tutti i sensi, è un'acida satira su coloro che mettono al centro della loro la vita l'accumulo privato e bieco, privo di scrupoli ovvero di empatia per il prossimo. Quel finale, che ci mostrerà in ipotesi un paese completamente in mano al cinico e ricco finanziere, è terribile. Certo, il film ha un lieto fine e sappiamo bene che le cose nella vita reale quasi mai vanno così, ma questo non toglie nulla alla forza morale della storia e del film.

Film, parliamo di Cinema infatti, e di un grande maestro, Frank Capra. Bellissimo in tutti i sensi, girato con dinamismo ed inventiva, grande esibizione di ogni genere di situazione e inquadrature. Difficile fare meglio. Le interpretazioni dei 2 protagonisti principali, la bella Mary con Donna Reed e soprattutto il candido ma non ingenuo George con James Stewart, non sono le stereotipate figure da commedia americana, vanno ben oltre e spaziano nelle manifestazioni dell'animo umano, dalla più grande gioia alla disperazione, senza scomporsi e senza perdere. Da encomio.

Cosa altro posso dire d'un film così? Potrei dire ancora tanto in verità, perché ti fa spaziare anche a te, come ai protagonisti, su un ampio spettro di emozioni e alla mia età trovare agganci, rischiare di personalizzarlo cucendoselo addosso, è facile ma anche rischioso da scrivere in una recensione, si fuorvierebbe la visione a chi ancora gli manca. E questo film non deve mancare per nessuna ragione alla propria conoscenza.

Robydick

Più che frame, un po' di cartoline...



























23 commenti:

  1. bè qui siamo nei grandi classici..bella rece..ciao minatore carissimo..

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  2. eh sì roby, abc del cinema, mancanze a cui sto rimediando. a brevissimo uscirà un'altra rece su capra ;-)
    ciao e... sempre in miniera, ahah!

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  3. Oh, signùr... questo lo vidi con mia mamma per TV quando avevo si e no, 6/7 anni, una domenica pomeriggio. Ricordo che non mi mossi dalla sedia e pensavo di vedere un film di Disney. O forse mia mamma, per farmi stare tranquillo, mi disse questo... ma questa è un'altra storia! ;)

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  4. ahah! no eddy, proprio non è un film di disney. come detto, effettivamente la parte iniziale può farlo pensare, poi cambia... lo rivedrei da "adulto", consiglio :)

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  5. la prima volta mi commossi...solo dopo anni capii che non si trattava di socialismo utopistico ma di esaltazione del buonismo in salasa americana.
    Splendido Stewart....il modo migliore per l'america di uscire dalla guerra.

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  6. ciao cirano! certo, sul buonismo non si discute, fatto bene però. no, socialismo proprio no... :)

    eh sì Over, fai bene! son dietro a rimediare anch'io in generale ;-)

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  7. beh film fantastico con idee narrative bellissime ed idee di regia anche migliori. solo la scena al telefono vale tutto iol film (e non sono il tippo da apprezzare i film romantici di solito)

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  8. se il severo e imperturbabile lake dice ciò... c'è da fidarsi! :D

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  9. Questo è un film lenitivo, curativo ed educativo come pochi. Frank Capra monumento alla pari di John Ford e scomodo pure i grandi pittori del rinascimento. Una proposta all'Unesco: dichiarare questo film patrimonio dell'umanità e vietare l'uso di parole come "La vita" e "meravigiosa" nei titoli di film italiani di bassa lega.
    P.s. Ogni riferimento a Benigni e Vanzina non è puramente casuale.

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  10. harmo, quando scrivi 'sti commenti, "sei meraviglioso" !!! :D

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  11. E l'ho visto forse una quindicina di volte. E mi piace sempre.
    Macca

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  12. ciao sandra! 15 volte ?!?! lo riguarderò anch'io ma dubito di poter battere il tuo record :)

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  13. Classicissimo iper citato. in "Chiamata per il Diavolo 2" c'é una scena in cui il finale di questo film si trasforma ne "La Notte dei Morti Viventi". Delirio massimo. Grande, A' Gajardo!

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  14. ahah! me la vedrò quella variante prima o poi belu' ;)

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  15. CAPOLAVORO ASSOLUTO. Insieme sempre con il sommo James Stewart, e diretto da Capra, "Mr.Smith va a Washington"(Mr.Smith goes to Washington).Mi stupisce solamente che nessuno lo abbia ancora ri-citato.

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  16. grazie napoleone, io non mi stupisco ma soprattutto non ho timori: se c'è un consiglio importante come spunto da un film, prima o poi da te mi arriva :D

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  17. Magari in ritardo, ma un breve passaggio qui te lo dovevo, perbacco! Capolavoro di film! Buonismo, idealismo, socialismo? Forse di tutto un po', ma c'è molto di più. Il lavoro di Capra non è tanto facile da interpretare come sembrerebbe. Su Wiki c'è una lunga biografia che credo abbastanza oggettiva e completa, la consiglio a chi vuole approndire. Per me un Grande della storia del Cinema e basta.
    Napoleone ha ragione, "Mr. Smith goes to Washington" è ASSOLUTAMENTE da vedere. Incredibile omissione da parte mia, è il film di Capra che preferisco in assoluto, ma credevo di avertetelo già citato... naturalmente poi vengono anche "E' arrivata la felicità", John Doe", "Orizzonte perduto" ecc. ecc. ...
    I frame che hai ricavato Roby, sì, sono proprio splendide "cartoline", hai indovinato... Da Wiki:
    "La storia era stata ideata come racconto breve per una cartolina natalizia dal titolo Dono di Natale ma, come dichiara il figlio del regista Frank Capra, di questo racconto il padre ha mantenuto una sola scena nel film, prendendone comunque spunto per la sceneggiatura".
    A quando il prossimo???

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  18. domani il prossimo grazia, e ovviamente arriveranno anche gli altri :)
    vero, se non si resta alla superficie l'interpretazione non è facile, perlomeno non è banale e proprio nel film di domani me ne sono accorto ancora più profondamente

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  19. meraviglioso!!! giusto per rimanere in tema...
    In effetti con Capra anch'io davo troppe cose per scontate, ma sto imparando. Attendo con ansia, ma, ovviamaente non credo stia arrivando proprio Mr. Smith...
    ***

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  20. non proprio quello, qualcosa di più... acido ;-)

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