venerdì 15 luglio 2011

La planète sauvage - Il pianeta selvaggio

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1973, René Laloux.

Sul pianeta Ygam vivono degli esseri giganteschi, i Draag, pelle blu ed occhi rossi, che usano i piccoli Om (gli esseri umani) come animaletti da compagnia. Gli Om si dividono in domestici, quelli cioè con un Draag come padrone, e in selvaggi.

A grandi passi viene narrata la crescita di un domestico, Terr, adottato da un bambino Draag il quale con le migliori intenzioni commetterà quello che si rivelerà un grave errore per la sopravvivenza della sua comunità: renderà Terr istruito quasi quanto loro, dotandolo di un apparecchio che funziona tipo brainmost. Terr crescendo imparerà la loro cultura, anche a leggere e quando fuggirà dal padroncino per unirsi ai selvaggi porterà l'apparecchio con sé. I Draag, che si riuniscono in oceaniche sedute plenarie, percepiranno un pericolo dalla coesione venutasi a creare tra i selvaggi, ed ordineranno una "deumanizzazione" che proprio Terr riuscirà ad aiutare tutti i suoi simili a prevenire. Quando i ribelli riusciranno a bordo di astronavi a recarsi sul pianeta selvaggio, satellite di Ygam, scopriranno diverse cose, tra le quali il perché i Draag sul loro pianeta trascorrono molto tempo in inspiegabili meditazioni...

Vincitore di un Premio speciale al Festival di Cannes del 1973, una visionaria opinione sulla genesi dell'umanità, come la Terra l'ha vista nascere o la può vedere ri-nascere. Anche se non sono un esperto è evidente l'uso dello stop-motion e delle tavole traslucide sovrapposte. Non era ancora tempo di computer grafica: tutto disegnato a mano dall'artista Roland Topor, e splendidamente, ma questo poi dipende dai gusti, a me i cartoni essenziali nell'estetica, senza contenuti esasperati, piacciono moltissimo. Visto oggi risulta lento e fin troppo semplice nei testi, occorre tenere conto che nel suo target ha l'infanzia, non è un cartone propriamente per adulti ma ad ampio spettro per tutte le fasce d'età. Stupisce per contro l'uso di musica (o.s.t. di Alain Goraguer) affatto infantile, un misto di progressive, psichedelica, e pure un po' di jazz, roba dell'epoca, decisamente sofisticata, rimanendo su livelli, diciamo così, abbastanza melodici, mai esasperata o sperimentale. Gli adulti di oggi che amano i generi citati apprezzeranno tantissimo questo aspetto, che contribuisce a connotare non poco anche il film, mentre un orecchio più infantile ne percepirà la bella sincronia con le immagini, l'attinenza di emozioni ben calibrata tra la storia e la musica, senza pensarci troppo su. In fondo invidio l'innocenza infantile, io troppo spesso mi sono distratto per cercare sonorità dei Pink Floyd o dei Penguin Cafe Orchestra, tanto per fare "qualche" nome.

L'inizio è quasi degno di un horror, con questa madre che cerca di salvare il figlio e una enorme mano blu che, in modo futile, finirà per ucciderla. Si capirà poi quella mano a chi appartiene. Certo inquieta vedere trattare la nostra specie come dei cricetini, roditori da gabbia con cui giocare. La stessa parola usata, deumanizzazione, ricorda molto la derattizzazione. Magari una piccola riflessione su come trattiamo gli animali noi la si potrebbe anche fare, con l'occasione. Se poi si vuole alzare il tiro e cercare qualche messaggio più importante, allora c'è poco da inventarsi: l'Istruzione è la prima, grande arma che deve sviluppare un popolo oppresso. Spero che ai piccini arrivi anche questo, magari in modo subliminale, contenuto importante che i c.d. grandi, che troppo spesso abbandonano studi e passioni di tipo culturale al termine della scuola, dovrebbero meditare.

E' un grande classico ormai, anche se forse non ha oggi la notorietà che merita tantomeno passaggi televisivi.
Consigliatissimo. Io lo metto senza indugi nei miei Cult.

Robydick


























Godetevi questo pezzo se non siete di prescia. Non è della o.s.t., ma dei citati, per me strepitosi, musicisti dei Penguin Café Orchestra. Ottimo per predisporre l'animo alla giornata. Un gruppo che ha la felicità di suonare nel dna e si sente tutta, nessuna forzatura e suoni puliti, esecuzione precisa ed emozionale, soprattutto creatività, genio.



24 commenti:

  1. Un film davvero da riscoprire, visionario ed emozionante.
    Concordo in pieno, Roby. Ottimo pezzo!

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  2. grazie mrford, sei un "più giovane" e lo apprezzi, mi fa piacere :)

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  3. Ciao Robydick, ho mantenuto la promessa.Alla prossima, ciao .

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  4. grazie nick, è un piacere! ciao!

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  5. mi hai incuriosito vedrò di guardarlo..grazie x il video di penguin cafe..sempre amati tantissimo..gruppo meraviglioso..

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  6. davvero roby non conoscevi questo film? O_O
    ah guardalo al più presto, coi tuoi gusti musicali te ne innamorerai, ne sono certo.
    eh, i penguin sono un sano e antico amore...

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  7. Bellissimo! Adesso ti toccano anche gli altri Laloux, simili ma anche diversi a questo :)

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  8. mannaggia oh, eraser, ogni volta che passi me lasci del lavoro da fa', ahah! mi toccano mi toccano, ma con te ho un altro conto in sospeso ancora che devo saldare... sorpresa! ;-)

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  9. appena vista la locandina mi è venuto in mente un nome solo: Roland Topor! ammazza che occhio! non conoscevo sto film, dovrò andare al recupero...ogni tanto ci vuole anche qualcosa del tenore inquietante di Topor (vedi "l'inquilino del terzo piano" - il libro intendo). bella Roby! :)

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  10. uh questa proprio non la ricordavo, grande unwise! hai ricordato un capolavoro, forse IL, di polanski: L'inquilino del terzo piano

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  11. A'Gajardo, tu non me la racconti giusta. Tu sei pure un espertone de musica seventies, mi pare sul versante progressive. Comunque, film che amo molto, comprato in dvd Ripley un po de anni fa. Bel pezzo, nun ce facciamo mancà niente! Da qui a "Fritz The Cat" di Bakshi, e passo é breve. ah!Ah! Ciao A'Grande, un saluto!

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  12. ma porcozzio belu', ma lo fate apposta te e napoleone ad anticiparmi sempre il programma?!? fritz il gatto era la sorpresa per il mio compleanno a dicembre, ahah! c'ha esatti i miei anni il fumetto. vabbuo', te saluto lo stesso eh! sai che scherzo... :D

    p.s.: mo', siccome conosco i pink floyd o i penguin so' esperto de musica... ma va' va' !!!

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  13. Appunto, chiedi un pò in giro chi sono i penguin.

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  14. aho, me so girato mo' mo' verso la mia cagnolina, pura razza meticcia, e jo detto - ciccia, tu li conosci i penguin café? - e ha cominciato subito a scodinzolare... chettedevodi'? ahah!

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  15. AH!AH!AH! Te' possino...pure er cane discografaro! A' Commissa', ma chi l'ammazza a lei!

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  16. bella proposta, da recuperare. ho tre album dei penguin, all'epoca mi piacevano assai, poi me li sono dimenticati. fa piacere riascoltarli, anche se adesso sono a dieci anni luce lontano dagli anni '80. :o)

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  17. grazie harmo. i penguin comunque, se ben ricordo, sono nati nei tuoi (e miei) amatissimi seventies ;-)

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  18. Bellissimo, e purtroppo, anche pallosissimo. "Allegro non troppo" e "Vip, mio fratello superuomo",anche se abbastanza diversi,lo stracciano.

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  19. Grandi i Penguin Cafè, hanno fatto pure l'intera o.s.t. di un film, con le loro composizioni più famose, "Malcolm"(Nuova Zelanda'86)di Nadia Tass. Potremo affrontarlo tra i prossimi Oz-ploitation.

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  20. buona la prima su malcom! proposta accettata :)

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  21. roby io ti seguo sempre ma da quando hai lasciato spazio ai tuoi due (competentissimi) colleghi stai un pò accontonando la cinematografia orientale. Spero di poter leggere e confrontarmi presto con te su quel campo che come sai è il mio preferito :D
    un saluto

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  22. eight, ce ne sara' uno importante mercole o giove, next week. fidati :)

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  23. bel film. mi è piaciuto e subito l'ho consigliato in giro.
    forse avrei preferito un finale diverso.. il totale sterminio degli uomini, sarebbe stato più disturbante :)

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  24. ahah! te possino gus... ma mica possiamo fare massacri ad ogni film! :D
    dai su, un po' di sano buonismo ce vo'...

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