mercoledì 13 luglio 2011

Rosso sangue (aka: Absurd) (aka: Antropophagus 2) (aka: Zombie 6: Monster Hunter)

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1981, Peter Newton (Joe D'Amato)

Horror sadico e violento che ripropone l'accoppiata Massaccesi / Montefiori già protagonista del precedente "Antropophagus" (1980).

Se slasher deve essere, allora che slasher sia. Questo per dire che Aristide e il solito Gigi Montefiori in sceneggiatura (con il nome de plume di John Cart) non sprecano tempo e pellicola in logore introduzioni o spiegoni improbabili, ma catapultano lo spettatore nel bel mezzo di un inseguimento tra un uomo vestito di nero ed un energumeno in jeans e camicia (George Eastman) che rimane impalato su un cancello a fine corsa. Con tanto di intestini in bella vista che rimandano, ovviamente, al finale cult di "Antropophagus" del quale questo "Rosso Sangue" doveva esserne il sequel effettivo, poi non voluto da Montefiori e dirottato dallo stesso in territorio Carpenteriano. Poco si sa del villain Niko Tanopulos se non che le cellule del suo corpo sono in grado di autorigenerarsi, rendendolo praticamente invincibile. Niente di più e niente di meno di una macchina di morte perfetta che farà passare una notte da tregenda a due poveri fratellini (la sorella maggiore addirittura costretta a letto) e alla dottoressa preposta alla cura degli stessi.

Si parlava precedentemente di film essenziale e senza orpelli narrativi ad appesantire il plot e, in questo senso, Massaccesi conduce il film da par suo, distillando sapientemente la suspence e immergendo il set in una luce livida, fredda, quasi obitoriale (le riprese vennero effettuate praticamente quasi sempre in notturna) che opprime lo spettatore e i personaggi stessi; e qui, il salto di qualità, quel qualcosa in piu' che si percepisce nelle opere dell'epoca Massaccesiana viene fuori tutto nelle scene d'omicidio, sadiche, crudeli e quasi tutte piuttosto lunghe ed insistite. Che ci sia di mezzo un trapano elettrico, una sega verticale o, incredibile, un forno da cucina, le vittime subiscono un'agonia senza pari, condivisa in toto dallo spettatore/vittima/voyeur. Una scena per tutte: la giovane dottoressa Emily si aggira spaventata per la magione, la vediamo vagare per le stanze, non vi è luce, all'improvviso il maniaco compare, la prende e la trascina via. Lo spettatore più smaliziato già prevede una scena di lotta o peggio una violenza carnale; no, Tanopulos fa inginocchiare a forza la poverina e le ficca la testa dentro il forno, accendendolo. Assistiamo a tutto quanto il calvario della dottoressa mentre il viso si ustiona ancora, ancora e ancora (la cinepresa é posizionata all'interno del forno); il tutto in montaggio alternato con la sorella maggiore che tenta di liberarsi dalle cinghie di contenimento che la imprigionano a letto. Genio puro. Scena che sarà ripresa anche da Fulci nel suo "Quando Alice Ruppe lo Specchio" (1988) che girò per Nannerini e Lucidi.

Sono gli anni ottanta della massiccia produzione hard (vedi la serie Borsky) ma anche dei fantasy e dei post-nuke commissionati da Edward Sarlui (la moglie Helen é accreditata alle scenografie e ai costumi nella pellicola in questione). Anni di grande creatività che portano Massaccesi a creare quella che si può definire in tutto e per tutto una Factory Cormaniana, la Filmirage, che era già attiva dai tempi di "Antropophagus", ma che si specializza in horror e affini nella seconda metà della decade presa in considerazione. Il grande successo di "Deliria" (1987) di Michele Soavi, scritto guardacaso da Montefiori, che vinse il primo premio al Festival di Avoriaz, spalanca le porte ad una produzione di genere di portata storica per il panorama italiano di quel periodo. Se la Fulvia Film (in società con Fabrizio DeAngelis) la P.C.M. (Produzioni Cinematografiche Massaccesi), la Cine80 e la M.A.D (Massaccesi, Alessandroni, Donati) erano in prevalenza, se non in toto, rivolte all'exploitation e al nascente successo dell' Hard autoctono, la Filmirage si dedica al fantastico dando la possibilità ad esordienti (Soavi, Fabrizio Laurenti) e grandi registi, vedi Lenzi in "GhostHouse - La casa 3" ( 1988 ) di girare opere di puro intrattenimento. E con un occhio al cassetto, sempre, dato il grande successo ottenuto da "Witchcraft - La Casa 4" (1988) di Fabrizio Laurenti, interpretato da David Hasselhoff e Linda Blair. Ma questa è un'altra storia che speriamo di poter raccontare in futuro.

Horror puro quindi "Rosso Sangue/ Absurd", che non si spinge in territorio sexploitation pur avendo come protagonista la stupenda Annie Belle (o Briand, Brilland, nel ruolo della dottoressa) bellissima francesina già alla corte di Jean Rollin in "Lèvres de Sang" (1974) e in "Bacchanales Sexuelles/Tout le Monde il en a Deux" (1974) ma che ha trovato patria d'elezione nel bis italiano. Impossibile non ricordarla in "Laure" (1976) di Ovidio Assonitis o in "La Fine dell'Innocenza" (1976) di Massimo Dallamano. Cortocrinita, minuta, quasi sempre nuda la Belle é presenza che monopolizza l'attenzione del pubblico, almeno per chi l'ha potuta apprezzare nel suo viaggio nella produzione italiana, dove ha fatto di tutto, da "Velluto Nero" (1976) di Brunello Rondi, a "La Notte dell'Alta Marea" (1977) di Luigi Scattini, fino a "Fuga dall' Arcipelago Maledetto" (1982) di Antonio Margheriti e alle sceneggiate di Ciro Ippolito "Pronto...Lucia", "Zampognaro Innamorato" e l'immortale "L'Ammiratrice" (1983) di Romano Scandariato con Nino D'Angelo. Che altro aggiungere se non "La casa Sperduta nel Parco" (1980) di Ruggero Deodato o "Much More - Ancora di Più" (1982) di Mario Lenzi, sorta di film-documentario in cui compare a fianco del suo ganzo dell'epoca, il grandissimo, simpaticissimo Al Cliver/Pier Luigi Conti. I ragazzini protagonisti sono fratelli anche fuori dalla finzione, trattasi dei figli di William Berger e Hanja Kochansky (che interpreta proprio la loro madre nel film) Kasimir (Willy) e Katya Berger, la protagonista di "Piccole Labbra". Piccolo cameo del già citato Michele Soavi nel ruolo di un motociclista, mentre nei panni del misterioso prete che dà la caccia a Tanopulos, praticamente versione massaccesiana del Dr. Loomis, troviamo Edmund Purdom che non ha bisogno di presentazione alcuna. Un titolo, in mezzo ad una carriera sterminata, lo mettiamo lo stesso, "I Padroni Della Città" (1976) del grande Fernando DiLeo con Jack Palance, Vittorio Caprioli, Al Cliver e Harry Baer. Altri interpreti Ted Rusoff e Ian Dalby (attori e doppiatori americani), Charles Borromel (l'ispettore, anche lui con invidiabile carnet in ambito bis, vedi "Cosmo 2000 - Battaglie negli Spazi Stellari" 1977 di Alfonso Brescia) e Cindy Leadbetter (un nomino ai tempi, "Amanti Miei " di Aldo Grimaldi e "Rats - Notte di Terrore " di Mattei ) qui stranamente non accreditata.

Come e meglio degli americani, o almeno di alcuni, Massaccesi consegna ai posteri uno slasher perfetto, cupo, cattivo e molto poco votato all'ottimismo. Guardatevi un po' il beffardo finale con la scure e Katya Berger. Mai toccare i bambini. Consigliatissimo.

Il film batte ufficialmente bandiera Panamense e non italiana, risultando prodotto dalla Metaxa Corp. di Edward Sarlui.

Belushi


ATTENZIONE! IMMAGINI ESTREME!
C'è pure qualche frame spoiler, mi scuso ma erano d'una bellezza tale che non ho potuto negarmeli.























Robydick:
Mi intrometto un'attimo nella rece dell'amico Belushi per sottolineare la splendida o.s.t. di Carlo Maria Cordio, musica misto acustica ed elettronica di pregio. In molti momenti ho pensato per assonanze ad un album che amavo da giovane, "Tales of Mistery and Imagination", dedicato dagli Alan Parsons Project a Edgar Allan Poe. Non è stata usata solo per accompagnare le scene importanti ma va a sottolineare ogni singolo momento del film, anche i più truculenti ai quali quindi si sovrappone senza sostituirsi ai rumori ed effetti speciali. Roba da grandissimi film insomma!



24 commenti:

  1. horror semplicemente grandioso!! nell'olimpo per forza, era tempo che non mi capitava di dover togliere gli occhi dallo schermo. solo la scena del trapano basterebbe, per non parlare dell'infornata... super!

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  2. minchia oh, o lo fate apposta, o sono un minchione io a beccarmi 'sti film quando faccio colazione. va beh che le frattaglie mi piacciono, ma beccarsi 'na coratella alle sette del mattino non è il massimo. ahahahah
    grande la ost, di Cordio mi ricordavo il suo lavoro in alcuni film di Nuti. Uguali uguali a questo.... ahahahah
    Daje Belù ! I film alla Hostel a questo je fanno 'na sega!

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  3. Sono sincero. Questo tipo di film non li ho mai amati. Chissà perché. Ciao.

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  4. Ho già espresso il mio "odio" per D'amato però il cuore mi duole a pensare cosa si riusciva a fare a casa de noartri...
    Bel, sei un grandissimo. Non riesco a togliere gli occhi dalla recensione!
    Ieri sera ho visto H2Odio di Infascelli... sai che mi ha sorpreso? sapevo che era un regista coi controcazzi ma il film è davvero molto international e ben realizzato per essre "roba nostra".

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  5. A' Gajardo, grazie per aver recuperato la mia imperdonabile mancanza, hai reso un giusto tributo al maestro Cordio! E meno male che non parlavi de musica! Bravissimo! Per il resto, Annie Belle nel forno é visione abbacinante.

    @Harmonica: Ah!Ah! Il mercoledì é giornata de sanguinacci, non si sposa con la colazione. Bé, un film a mio parere straordinario.Pensare che il buon Eli Roth é un amante del bis Italiano, e prima di girare Hostel II, che é un gigantesco omaggio a questo cinema, cita pure "L'Ultimo Treno della Notte" di Aldo Lado, si era fatto fare una lista degli erossvastica italici, omaggiando Daniela Poggi appesa a testa in giù in "L'Ultima Orgia del Terzo Reich"(1976) di Cesare Canevari. Un grande saluto, Harmonica e grazie.

    @Alberto: Ci mancherebbe. E' proprio questo il bello. Certo, sono opere che, nel bene o nel male, non lasciano indifferenti. Ciao Alberto e grazie!

    Eddy: Eh, conosco il tuo "odio" verso Aristide. Ma questo é un film, mi sia permesso il francesismo, coi controcoglioni. Grazie mille per i complimenti, immeritati.Ti dirò che "H2Odio" mi piacque più di "Almost Blue".Infascelli viene da una famiglia di cinematografari, il padre diresse "La Polizia sta a guardare" e la madre, Sandra, lavorò con Fulci nella produzione "movimentata" di "Luca il Contrabbandiere", capolavoro a mio avviso. Un saluto Eddy Il Bello!

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  6. L'ho rivisto l'estate scorsa nel dvd che ho comprato della Mya communications, bell'edizione però con gli inseri di scene splatter precedentemente mancanti prese da rip di vecchie vhs e insertati...Devo ammettere che però dopo anni che non lo rivedevo dalla precedente vhs integrale pubblicata nel 1999 dalla Shendene in edicola, mi ha non poco deluso complessivamente (se paragonato a "Buio omega" e "Antrophofagus" poi)a questa nuova visione dopo anni.Devo dire che proprio l'interpretazione di Purdom, attore americano d'aspetto affascinante con un grande avvenire hollywoodiano "dietro le spalle", in Italia fin dalla fine degli anni cinquanta, è tra le cose migliori del film,-eppure ha sempre avuto molti beceri detrattori riguardo alle sue capacità d'interpretazione-, lui che era sotto contratto con le Major americane negli anni '50 e che viene da una lunga e solidissima formazione teatrale.Hai notato Belushi che la villa del film è la medesima in cui vennero girati negli interni alcuni dei pornazzi più noti ai "catecumeni del b-bis",di "Baron Corvo" alìas l'"alimentare" Alberto Cavallone.

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  7. Mi dispiace ma Infascelli è solo uno "shooter" molto modesto e velleitario, affine al massimo ai videoclippeti per Lorenzo Cherubini e qualche altro utile idiota del mainstream italico di oggi, purtroppo non sembra avere preso proprio nulla del ruvido mestiere di cinematografaro grezzo e urbano come il padre che diresse "La Polizia sta a guardare"('73)con l'immancabile commissario Enrico Maria Salerno e uno dei nostri attori francesi preferiti del periodo, Jean Sorel. Bellissimo poliziesco, con un lungo inseguimento finale ai rapitori indimenticabile, c'è l'investimento del bambino colpito in testa coda dal fianco posteriore di un'Alfetta bianca -mi pare- come quella della scorta in Via Fani,che rimane impresso indelebilmente nella memoria di ogni vero conoscitore che si rispetti. Splendido il groove scabro e anch'esso di forte impiantistica musicale "urbana" di Cipriani, forse la sua più idimenticabile e più rappresentativa composizione mai creata. Poi riarrangiata in varie versioni la più famosa e simile se non uguale, sempre per la sua o.s.t. di "Tentacoli"('77)di Oliver Hellman/Ovidio Assonitis.
    Alex Infascelli invece, fa schifo. Va bene a braccetto con Zampaglione. Sorry...

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  8. "Videoclippeti" non è uno dei tanti refusi determinati dalla solita fretta, era proprio voluto eh tanto ppè vede er capello, è nà contrazione ossimorica tra videoclip, e peti. Che proprio si addice al vate/water del pensiero "ggiovanile" E GIÀ quarantenne italico,Jovanotti.

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  9. Nazionalpopolare7013 luglio 2011 15:12

    Ottima recensione e fantastico sito.

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  10. Ah!Ah! Napoleone! "Vate/Water" nun se batte! Si, odiai "Almost Blue" con tutte le forze possibili, ripeto mi piacque di piu' l'altro, ma non che ci faccia una malattia, tutt'altro.Videoclippeti, altro termine consono e geniale, perchè poi alla fin fine, Infascelli é finito al lavorare per Mtv. Per quanto riguarda "Rosso Sangue", preso pure io il dvd "Horrible" della Mya, mi pare ex-No Shame, invece mi é capitato proprio il contrario, prima visione su una Tv locale non entusiasmante, rivisto dopo molto tempo, mi è piaciuto di più, molto di più. Certo viene a mancare la contaminazine Masseccesiana, é un film più "convenzionale" ma che apprezzo molto. Concordo su Purdom, tra l'atro anche Massaccesi si lamentò di una certa sua legnosità, che io, comunque non vedo.Eh,eh, citi Cavallone, che io amo molto, che in quella villa, mi pare girò "Pat-Una Ragazza Particolare" e l'incredibile "Babysitter".

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  11. Grazie Nazionalpopolare70, benvenuto. Gentilissimo.I complimenti vanno tutti a Napoleone e al fondatore in persona, Robydick.Un grande saluto e grazie!

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  12. Cacchio e accidenti a me. Io questo film non l'ho mai visto, ne ho solo sentito parlare più e più volte in maniera quasi leggendaria. La colonna sonora è strepitosa! la ascolterei all' infinito. Devo procurarmelo.
    E tu Belushi mi fai impressione per la completezza di informazioni e per quanto sei competente in materia.

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  13. Grazie, Lucia. Una visione la vale sicuramente il film di Massaccesi. Rimane comunque testimonianza della grande vendibilità del prodotto Massaccesiano, che non si è fermato mai davanti a niente. Anzi. Era quello che ai tempi chiedeva il mercato. "Tirava" questo tipo di film, é questa ne é la sua versione. Un grande saluto, Lucia! Ha fatto bene Roby a citare il Maestro Cordio, la sa lunga, altro che il sottoscritto!Ah!Ah!

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  14. belushi come al solito hai sfoderato uno dei tuoi conigli dal cappello. ottimo come sempre, non mi resta altro da fare che correre ai ripari e recuperare il film ;)
    grandissimi.

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  15. bravissimo te belushi! e pure i commentatori, accidenti, che competenze...
    giornata campale oggi, ho giusto la forza di salutare tutti e basta :)

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  16. A' Frank, e vai de cappello. Troppo buono, dajela na' recuperata, dai. Un grande saluto!

    A' Gajardo! Sempre e solo grande tu! Ah! Ah! A presto!

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  17. oh rega giù le mani da infascelli che con h2odio ha firmato un filmone proprio.

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  18. h2odio non è dispiaciuto nemmeno a me... :)

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  19. Tutta forza su omicidi e presenza del Luigi, ma avete visto che imponenza e che FACCIA? E pensare che vederlo nelle interviste odierne mi dà un senso di sicurezza. Al tempo invece era una vera propria incarnazione del maniaco tipo!
    Per quanto riguarda gli omicidi: plauso alla scelta dei fotogrammi, che permettono di vedere l'assenza di sbavature. Niente protesi in evidenza, niente incongruenze, solo il sangue "massaccesiano", che in Antropophagus mi sembrava ancora più roseo; scelta stilistica, tipo quello vivo e densissimo "argentiano"? O questione di disponibilità?
    Comunque visto anch'io per la prima volta su rete privata, master integrale!

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  20. Mi fa molto piacere leggere commenti di questo tipo. Montefiori veniva dal centro sperimentale di cinematografia, suo insegnante era, se non vado errato, Nanny Loy, che gli predisse che, una volta uscito dalla "scuola", i cinematografari gli avrebbero ficcato un cappellone da cowboy in testa e fatto salire su un cavallo. In effetti fu proprio così, perchè cominciò con il western. Hai ragione, è una figura imponente, che riempie lo schermo, e, infatti Manolo Bolognini voleva fare "Trinità" con lui e Peter Martell. Rimane, per me, un grande volto del cinema e ti consiglio, ma vista l'enorme competenza lo conoscerai senz'altro, il film "Quella strana voglia d'amare" di Mario Imperoli, mi pare del 1977. Per quanto riguarda il sangue, bé, credo che per Aristide sia sempre stata una questione di disponibiltà, come l'idea di simulare una ferita d'arma da fuoco in pieno volto, con la carne trita spalmata sulla faccia del malcapitato. Grande Occhio. Massaccesi é quasi sempre riuscito ad ottenere il massimo con il mininmo sforzo. Vedi il finto snuff di "Emanuelle in America", per il quale mi pare fu pure denunciato da una delle attrici. Personaggio unico Massaccesi. Lo stampo é andato perduto. Grazie per l'ottimo intervento, Occhio.

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  21. Di Eastman/Montefiori, oltre al lavoro di sceneggiatore, bisogna pure ricordare i lavori da regista per Aristide, Come "Texas 2020", in cui i due litigarono non poco, tanto che lo stesso Massaccesi alla fine si attribuì parte del girato, e "Dna Formula Letale" che ti consilio caldamente, perchè, nonostante la povertà dei mezzi, possiede una certa aria retrò che affascina non poco. Bé, almeno affascina me.Un grande saluto!

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  22. Per un appassionato del bis, Montefiori è da amare: ha sceneggiato davvero di tutto e TANTO, all'inizio della mia carriera di appassionato non immaginavo che dietro determinate opere ci fosse lui, che dava in pasto l'estremo, simbolo di quei decenni, incarnando, insieme al suo partner D'Amato e pochi altri, il simbolo di un'epoca artistica. Oltre a magistrali interpretazioni, per ovvi motivi sempre molto fisiche, hai citato anche gli esperimenti alla regia: "DNA..." l'hai ben definito, è del 1990, ma pare essere un film USA della metà ottantiana. A me fece venire in mente addirittura Cronenberg, con quel misto di medicina, organico e tecnologia. "Texas 2000" zitto zitto, ma è un potpourri mica da niente, quanti altri hanno unito le atmosfere e la presenza scenica di un futuristico/catastrofico ad un ambiente bucolico/western? Con tutti i difetti del B, io lo trovo unico! Di "Quella strana voglia d'amare" ho solo letto, probabilmente su Nocturno la prima volta, ed è nella mia lista da un po'. Sinceramente non c'ho mai dato molto peso, ma se ne parli così sono vieppiù incuriosito; su eBay c'è in VHS, non sono mai stato collezionista, dimmi tu se potrebbe valere la pena. Noto anche che in "altri lidi mediatici" non c'è mai stato.
    Il buon Luigi è poi passato alle fiction, ma per lavorare, che vuoi fa'...

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  23. Su Massaccesi che dire, primati cinematografici, serie apocrife che sono più famose dell'originale, il già nominato talento alla fotografia... Il pubblico voleva del porno? Via di porno senza tanti fronzoli, con titoletti ammiccanti dei soliti. Volete qualcosa di più? Ecco la morbosità ben filmata, la profondità psicologica di un "Buio Omega".
    I miei preferiti rimangono gli horror, compresi quelli che uniscono il genere ad altri, anche un "Porno Holocaust" con idea non chissà quanto complessa ma di gran impatto.

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  24. Grande Occhio. Si, ribadisco che il film di Imperoli é interessante. Anzi, i film, a parte quelli già storicizzati con la Guida, da vedere assolutamente sono "Canne Mozze" con Sabàto e "Come Cani Arrabbiati", due pellicole torbide e violente, specialmente "Come Cani..." consigliato. Concordo in toto, naturalmente, sull'opera di Massaccesi, sia per "Porno Holocaust", a suo modo geniale, e per tutto il periodo Erotico-Esotico in generale, "Papaya" su tutti, almeno per me sia chiaro. Tra l'altro in "Porno" e "Le Notti Erotiche dei Morti Viventi" c'é da rimarcare la presenza di Dirce Funari, bellissima attrice che si rifiutò sempre di girare scene hard, con grande disappunto di Aristide e Manlio Cersosimo. Anche i softcore ottanteschi, come "L'Alcova" e "Voglia di Guardare" con la stupenda Jenny Tamburi, non sono da sottovalutare a priori. Che dire, sempre un piacere scambiare parole con te, e, a proposito di performance squsitamente "fisiche" di Montefiori, come non citare il "marchettone" per "Le Foto do Gioia" di Lambertone Bava, dove si riunisce alla sua vittima Serena Grandi. Un grande saluto, Occhio!

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