martedì 26 luglio 2011

Endgame - Bronx lotta finale

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1983, Steven Benson (Joe D'Amato)

Post-Atomico violento e spettacolare prodotto dalla Filmirage e scritto, anche se non accreditato, da Montefiori/Eastman.

Giusto qualche parola d'introduzione. Il 22/10/1982 esce "1990-I Guerrieri del Bronx" di Enzo Girolami Castellari, il 07/04/1983 "I Nuovi Barbari", sempre di Enzo, mentre il 15/08/1983 arriva nelle sale il terzo capitolo della trilogia Castellariana "Fuga dal Bronx"; seguiranno, tra gli altri, il 28/10/1983 "Rush" di Anthony Richmond/Tonino Ricci con Bruno Minniti, il 25/11/1983 "I Predatori di Atlantide" (pregiatissimo da chi scrive, i gusti sono gusti) di Ruggero Deodato, mentre il 05/11/1983 si era affacciato sugli schermi "Endgame-Bronx Lotta Finale" di Steve Benson aka Aristide Massaccesi.

Il Post Nuke italico deflagra in pieno inizio anni ottanta sulla scia del successo dei due "Interceptor-Mad Max" di George Miller (da ricordare, in questa sede, anche lo sceneggiatore Byron Kennedy, morto durante la preparazione del terzo capitolo) e del fenomenale "1997 Fuga da New York" (1981) di John Carpenter, anche se i germi erano già presenti in pellicole come "Ecce Homo" (1969) di Bruno Gaburro e "La Città dell'ultima Paura" (1975) di Carlo Ausino. Tuttavia l'italica produzione ottantesca di genere tende a puntare i riflettori sulla devastazione terrestre causata dal bombardamento atomico e sulle gesta dei sopravvissuti all'ecatombe ( "2019 Dopo la caduta di New York" di Sergio Martino, imprescindibile). Non poteva mancare all'appello il vecchio Aristide, che avvierà una produzione seriale di questo tipo di prodotti prima con "Texas 2020" aka "Anno 2020 I Gladiatori del Futuro" di Luigi Montefiori (che si firma Kevin Mancuso) film in cui interverrà registicamente lo stesso Massaccesi (vedi le gustose testimonianze di Luigi sul making of) poi con "Interzone" (1987) accreditato a Deran "Zombi 3" Sarafian ma girato in gran parte da Aristide, che era un produttore di polso e non amava perdere tempo e, soprattutto, soldi. Segno, sì, di un interesse specifico, ma più probabilmente perchè il post nuke era, ai tempi, un genere che tirava e si riuscivano a vendere le brochure anche solo con un titolo paraculo che inneggiasse alla catastrofe nucleare. Ritorniamo così al film in questione che, sia detto per inciso, è un ottimo prodotto. Si è già ampiamente parlato dell'abilità di Massaccesi come fotografo e della sua grande, immensa, capacità di ottenere il massimo con il minimo a disposizione, ma è innegabile che in questa pellicola il regista sia riuscito a ricreare un mondo post bomba piuttosto credibile, giocando di sottrazione, come giusto che sia, ma non diventando mai sciatto o cialtrone. Specialmente l'incipit risulta non poco efficace nel mostrare la desolazione e la disperazione del paesaggio e dei personaggi, vessati da ratti enormi e da una versione futuribile delle SS, che massacrano tutti i reietti di questa società post-tutto. Inquadrature essenziali, uso eccellente degli spazi, dettagli sui topi che immediatamente insinuano nello spettatore un senso di morte e sporcizia, Massaccesi i film li girava velocemente, ma sapeva bene quello che finiva in proiezione.

I primi trenta minuti presentano una lotta spietata tra diversi contendenti che è la ciccia di una spettacolo televisivo servito per il popolo bue da un' elitè militare guidata dal grande Gordon Mitchell ( un uomo che è il cinema bis fatto e finito, non si puo' aggiungere altro, ci vorrebbe un post solo per lui). I "cacciatori" devono combattere ripresi dalle telecamere di Stato, finchè non viene decretato il vincitore unico della sfida, tema poi brillantemente sviluppato nell'ottimo "The Running Man - L'Implacabile" (1987) di Paul Michael "Starsky" Glaser con Schwarzenegger, già recensito alla grande da Napoleone Wilson. Nessuna perdita di tempo, poche inquadrature per introdurre la troupe televisiva che si occupa dell'evento, la preparazione dell' antieroe protagonista Ron Shannon (l'impagabile Al Cliver) e poi i combattimenti coreografati da Arnaldo Dell'Acqua (della famiglia di Alberto e Ottaviano, gli stuntmen per eccellenza del nostro cinema, ivi accreditato come Al Waterman) che finiscono con la sfida all'ultimo sangue tra Shannon e Kurt Karnak ( Gigi Montefiori/George Eastman). Fin qui tutto bene, Shannon ha la meglio sull'antagonista, ma lo risparmia, anche perché si trova in contatto telepatico con una mutante, nientemeno che Laura Gemser (qui come Moira Chen), la quale, da vera gatta morta, convince il campionissimo a scortare un gruppo di mutanti fuori dalla città, prima che siano eliminati dalla Gestapo.

Comincia così la seconda parte del film, e comincia la contaminazione di generi tanto cara ad Aristide, perchè il tutto prende una forte connotazione western che impreziosisce la pellicola e che aggiunge quel tocco in più per cui un film è degno di essere ricordato e apprezzato da ogni appassionato degno di tale nome. Shannon decide di aiutare i mutanti, come pocanzi accennato, ma è costretto a costituire un gruppo di "valorosi" che lo affianchino nella scorta della carovana. Gli amanti del bis, a questo punto, non potranno fare altro che stappare l'ipotetica bottiglia, perchè il reclutamento del gruppo è uno dei pezzi forti di tutto il metraggio, non solo per i già citati stilemi western profusi a piene mani, ma anche per il parterre attoriale chiamato in causa: Gabriele Tinti, qui come Gus Stone, fidanzato della Gemser, una vita al fianco di Aristide (vedi il ciclo "Emanuelle", "Riflessi di Luce" con la Prati e anche cose come "I Guappi Non Si Toccano"-1979- di Mario Bianchi con la Senatore e Richard Harrison) prematuramente scomparso il 12 novembre 1991; Haruiko "Hal" Yamanouchi, straordinario attore di origine giapponese che in ambito bis ha fatto di tutto, da "Joan Lui" (1985) a "Sette chili in Sette Giorni" (1987) di Luca Verdone, per intenderci, anche se ha lasciato un'impronta indelebile nel genere preso in questione, nel cast anche dello "Steve Zissou" di Wes Anderson e dell'ultimo Weir "The Way Back"; Giovanni "Nello" Pazzafini (qui come Nat Williams), un volto, una presenza inscindibile dalle produzioni italiche, dalle "Squadre" a "Banana Joe", financo il cavernicolo "Iron Master-La Guerra del Ferro" (1983) di Umberto Lenzi con la povera Elvire Audray e, giardiniere infoiato nel notevole "L'Alcova" (1985) di Massaccesi con Cliver e la sacra trimurti Lilli Carati, Annie Belle e Laura Gemser. Scomparso il 27 novembre 1997. Last but not least, il grande (in tutti i sensi) Mario Pedone, nel ruolo di Kovack, pure lui figura frequentemente avvistata in produzioni di genere/degenere, vedi "L'importante è non farsi notare" (1979) di Romolo Girolami Guerrieri e, soprattutto, il "Laguna Blu" italiota "Due Gocce d'acqua Salata" (1982) di Luigi Russo/Enzo Doria con la bionda Sabrina Siani, veramente i-m-p-a-g-a-b-i-l-e, poco altro da dire. Altri interpreti sono il Baviano (figlio) Dino Conti e Christopher Walsh.

Si parlava di contaminazione western. Aristide non ne era proprio a digiuno avendo diretto nel '72 "Un Bounty Killer a Trinità", titolo geniale per un'opera di recupero che sarà accreditata al sodale Oscar Santaniello. Una scena per tutte: il furioso attacco dei monaci non vedenti vestiti di nero, guidati da una mente collettiva, falciati dalla mitragliatrice di Gabriele Tinti. Scena di ampio respiro, la migliore e la piu' spettacolare del metraggio, che è giusto segnalare in quanto alzata d'ingegno notevole del Massaccesi, che culmina con un colpo d'ascia scagliato senza pietà da Shannon a martoriare la testa del ragazzino, guida telepatica dei monaci/zombi. Echi orrorifici, quindi, pistoleri e sparatorie, ma anche il còtè fantascientifico non viene sacrificato e, in questo senso, celeberrima diventa la parata dei mutanti in motocicletta, guidati dal mutante blu interpretato da Pietro "Puccio" Ceccarelli, il quale si presenta alla guida di un mezzo "scortato" da due ragazze ignude (la più magra mi pareva Annamaria Napolitano/Annj Goren, ma non credo sia lei) per poi mettere sotto assedio il gruppo di Shannon e rapire, naturalmente, la Gemser. Figurarsi se Massaccesi non trovava il modo di spogliare la sua attrice feticcio, violentata da Ceccarelli in una scena cultissima in cui è legata al letto, ma ancora capace di comunicare telepaticamente con il barbuto Shannon. Il mondo, l'universo bis di Aristide sta tutto qui. Non é finita. Nel finalissimo, Al Cliver/Shannon riesce a portare a destinazione il gruppo di mutanti, che verranno scortati al sicuro su di un elicottero dal quale compare Michele Soavi; il lavoro é compiuto, e il Nostro si merita i lingotti d'oro elargiti dal gruppo a pagamento della missione. La Gemser fa chiaramente capire ad Al Cliver che non disdegnerebbe un'unione umano/mutante, ma non c'è niente da fare. L'eroe non parte con il gruppo, rimane a terra con la valigia piena d'oro ai suoi piedi. Compare all'improvviso George Eastman (magnifico nel film), che in una grande scena finiva il povero Mario Pedone, murato vivo, torcendogli la testa. Non si é dimenticato della battaglia iniziale. Impossibile. I due si fronteggiano per qualche secondo. Poi, si scagliano uno contro l'altro. Ma il freeze frame ferma l'immagine ed il film finisce. Sublime.

Tutto l'apprezzamento di chi scrive va, in questo ambito, al grande Al Cliver/Pierluigi Conti, grande, simpaticissimo personaggio, "Tufus", così come era chiamato da Fulci, grande presenza fisica e una vita nel bis, da "Il Saprofita" (1972) di Sergio Nasca al tardo western, da rivedere e riscoprire, "Una Donna chiamata Apache" (1976) del collaboratore di Fulci, Giorgio Mariuzzo.Cliver, Yamanouchi e il gigante Bobby Rhodes (Demoni 2, 1986, di Lambertone Bava), uno dei lottatori della battaglia iniziale, hanno costituito una specie di terzetto affiatato comparso già ne "I Paladini" (1983) di Giacomo Battiato e che si rivedrà pure nel futuribile di Mastro Fulci "I Guerrieri dell'anno 2072" uscito il 24/01/1984. Il cerchio si chiude.

Musiche del Maestro Carlo Maria Cordio, presenza consueta nei film di Massaccesi, mentre gran maestro d'armi è il grande Franco Ukmar, presenza costante in una marea di titoli italiani. I compratori esteri rimasero colpiti dalla camminata "da cowboy" di Al Cliver, che il paraculissimo Aristide giustificò come frutto di studio e allenamento da parte dell'attore, che, invece, camminava in quel modo per via degli stivali pesantissimi e della tuta aderente. Genio italico.

Il finale é tutto per Pierluigi, che nel film, non ride mai. Forse memore dei "suggerimenti" elargitigli da Lucio Fulci durante le riprese di "Zombi 2" (1979), nonostante in questo caso si operi in altro ambito di genere. Disse Lucio al Nostro che sorrideva durante le riprese:

"Ahò, che cazzo fai, ridi?"
"Questo é un film del terrore!"
"Nun devi ridere!"

Lezione de Cinema.
Belushi

Frameshow by robydick con, al solito, una musica che non c'entra un beato fallo col film, me stò a diverti' così, abbiate pazienza.
video

Può essere interessante, per me perlomeno lo è stata, questa intervista relativamente recente di Luigi Montefiori (aka: George Eastman)(aka: tra li mejo attori de'ggenere italiani) a Stracult. Consigliatissima!




20 commenti:

  1. Hai ragione ci vorrebbero post dedicati a Cliver; Mitchell e a tutti gli altri meravigliosi caratteristi del' epoca d'oro del cinema bis italico.
    Su Montefiori e sulla sua abilità come sceneggiatore mi sa che ne riparlerò presto io.

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  2. Roberto Moretta26 luglio 2011 09:47

    Adoro i post-atomici e questa sembra davvero interessante, Dovrò recuperarlo (c'è anche il mitico Luigi Montefiori).
    P.S. l'intervista a Stracult era davvero bella in effetti.

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  3. grande rece belu'!!! :)

    nick, ci teniamo d'occhio allora visto le tue prossime iniziative ;-)

    roberto, se sei un "bis-saiolo" ti piacerà, io l'ho apprezzato parecchio.

    ciao!

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  4. Altra commistione western-apocalittico, però lo ricordo pochino, visto anni e anni fa su rete privata. Dopo la nostra "chiacchierata" sono andato a rivedermi "Texas 2000" e l'ho ritenuto nuovamente gradevole, oltretutto ricco di una cattiveria e un clima malsano non sempre presente nelle produzioni di oltre oceano. Rivedrò anche questo!
    Hal Yamanouchi è uno dei miei caratteristi preferiti, anche in "Texas..." ha un ruolo di rilievo e gasante! In tema bis lo ricordo con piacere ne "La casa delle anime erranti" di Lenzi, ma è da ricordare la sua intensa attività, dal teatro al doppiaggio.

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  5. Grazie, Roby!!!!. Ciao Nick, se si parla del grande Montefiori va sempre bene, anzi. Avercene.

    Roberto, il post nuke italico é genere pregno di sorprese,daje pure 'na recuperata ad Aristide.

    Occhio, grande, é vero gli italiani era più crudeli e deliranti. Vedi proprio in "Endgame" il bambino telecinetico che muove i sassi e i mutanti stile "Moreau" versione Dan Taylor. Impareggiabili. Continuo ad amare alla follia, a parte questo naturalmente, "I predatori..." di Deodato, che trovo un grande film. Sempre opinione personale. Mi piacque e mi piace ancora moltissimo.

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  6. NAPOLEONE WILSON:
    Sono in contatto con Al Cliver/Pierluigi Conti e Hal Yamanouchi,come con Montefiori anche personalmente, da anni, se può interessare.
    "2019 Dopo la caduta di New York" e "1990:I Guerrieri del bronx" i migliori del postatomico, niente da dire se ne era parlato anche diffusamente pure da queste parti, in altre occasioni, mentre anche l'altra parte della trilogia di Castellari composta da "I Nuovi barbari"('83) e "Fuga dal Bronx"('83)non l'ho mai amata troppo goffa e inspiegabilmente sciatta e "poveristica" laddove della povertà vera di mezzi nella seconda parte della sua carriera invece Castellari era sempre riuscito a farne una virtù, rispetto poi al resto della eccellente filmografia di Castellari,mentre non è male "L'Ultimo guerriero"('83)di Romolo Guerrieri. "I Predatori di Atlantide"('83)di Deodato lo vidi al cinema ad Orbetello proprio nell'estate di quell'anno ormai lontanissimo. Allora mi piacque tantissimo, ma poi ho capito che era solamente la doratura di un ricordo di una lontanissima estate e niente più. "La Città dell'ultima paura"('75)del torinese semi-amatoriale e autarchico Ausino è una sorta di "Sacro Graal" del cinema di genere italiano anni'70 invisibile e assolutamente irrintracciabile se non forse in una copia alla cineteca del C.S.C., te non l'avrai mica visto Belushi...? "I Predatori dell'anno omega"('83)di David Worth(sostituto della protestata Giuliana Gamba, poi nota regista donna dell'hard italico dei primordi), con Robert "Exterminator" Ginty, Donald Pleasence, Persis Khambatta (scomparsa di cancro poco tempo fa),Fred Williamson immancabile, e Harrison Muller anche di "L'Ultimo guerriero", ovvero il fratello di Nadia Cassini.

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  7. Napoleone Wilson:
    Bobby Rhodes ci sono in contatto, lo sapevate che è nato e cresciuto a Livorno e qui nessuno lo conosce nè se lo ricorda più, figlio di un militare americano, ora vive abbastanza stabilmente tra Londra e la Florida più o meno natale, attore di colore dalla presenza fisica e scenica e dalla faccia che meritava incisiva e magnetica che avrebbe meritato molto di più, nel cinema di genere italiano (una sorta di Colin Salmon che parlava anche bene l'italiano), in cui purtroppo, arrivò un pò troppo tardi quando esso stava già visibilmente scemando.Ci sono in contatto abbastanza fissamente è per me è un'onore.

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  8. Hal yamanouchi possiede anche una gran bella voce di ottima intensità e pastosità, con quell'inconfondibile accento giapponese quando parla in italiano tra l'altro molto corretto e padroneggiato, è da decenni che vive in Italia, anche suo figlio fa/ha cercato di fare e introdursi nel mondo della recitazione e dello spettacolo. Da alcuni anni è diventato il doppiatore di fiducia di personaggi asiatici del cinema americano che debbano parlare con un'accento d'origine, e in particolare di uno dei migliori attori asiatici contemporanei, Ken Watanabe. Da, tra i tanti anche ugualmente importanti, "L'Ultimo Samurai"(The Last Samurai)('03)di Edward Zwick con Tom Cruise, a "Letters from Iwo Jima"('05)di Clint Eastwood-detto per inciso, grande doppiaggio e certamente non facile e molto impegnativo,sia per la densità tragica di certe situazioni e dialoghi, che per l'intensità del personaggio, storico e realmente vissuto così e morto sacrificandosi sul terreno di battaglia. Doppiaggio in ita, realizzato solamente per la successiva edizione in dvd, come vi ricordate al cinema per scelta realistica e di aderenza fattuale e ambientativa di Eastwood, uscì solo in giapponese sottotitolato in ita. Yamanouchi ha doppiato ancora Watanabe nel recente successo planetario ed eccellente film di Nolan, "Inception"('10). Recentemente Yamanouchi è riapparso al cinema nei ruoli di un cinese(ahilui!) titolare di uno sfingeo e imperscrutabile ristorante e gran giocatore tagliaeggiato dall'azzardo, nel bel "Gorbaciof"('10)di Stefano Incerti, con Toni Servillo e Geppy Gleijeses.

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  9. 'mazza, Napoleone! Se può interessare!!!?!? Cliver, Rhodes e Yamanouchi!!! Sarebbe un onore!!!Che dire, all'appello manca solo, a questo punto, "Gli Sterminatori dell'anno 3000" di Giuliano Carmineo, che non vedo da una vita, sempre che tu non ne abbia già parlato. Giuliana Gamba! Mi pare avesse girato "Pornovideo" per Massaccesi, non sapevo fosse stata protestata sul set del postatomico di Worth. Per il resto, considero "I Nuovi Barbari", l'opera forse più debole della trilogia, mentre il film di Deodato, non ci posso fare niente, mi sollazza notevolmente. Adesso te lo devo chiedere, Napoleone, ma di "Caribbean Basterds" che ne pensi?

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  10. mai visto, ma adoro i film apocalittici di ogni genere. A proposito di villains, il grande Mario Brega ha mai preso parte a qualcuno di questi film?

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  11. Ciao, Harmonica. Brega, a memoria direi proprio di no. Nun me pare. Nessun post atomico. Un grande saluto! Bonanotte!

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  12. @Napoleone: interessa interessa! Magari qualche intervento, speciali, interviste... :)
    Di questo passo un giorno ci sarà il Robydick festival con le ospitate! :D
    Mario Brega apocalittico non lo ricordo neanche io. A proposito: ho il ricordo di un postnuke molto vago, solo alcuni fotogrammi. Mi sovvengono cumuli di vecchia tecnologia (si è ritornati, come in altri ad una strumentazione arcaica), come lavatrici e televisori, ammucchiati in angoli. Fotografia virata al marroncino desertico. Non è detto che sia italiano, infatti ho il dubbio che sia "Steel Dawn" con Patrick Swayze. Vi dice qualcosa?

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  13. Pure a me viene in mente "Alba d'acciaio". Però mi ricordo di cosette come "World Gone Wrong" con Adam Ant e Michael Parè e di una cosa che mi pare si intitoli "Land of Doom". Oppure "Survivor" del 1987, ma non credo. Hai voja ad aprire l'enciclopedia del post nuke! Grande, Occhio! Un grande saluto!

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  14. oh ragazzi, non ho cartucce da spendere sull'argomento come voi, leggo e mi basta... m'intrometto solo per dire che, OVVIAMENTE, sono disponibilissimo a qualsiasi iniziativa, intervista, dossier, ecc... :)

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  15. "Survivor"('88) aveva tra i protagonisti anche Richard Moll, ed era girato in Australia. E'bello, mi ricordo racchiude una struggente storia d'amore. Ce ne sono tanti di post-atomici il dossier che pubblicò in tal senso Nocturno nel settembre del 2008, è la migliore e più completa pubblicazione che mi sia mai stato dato modo di vedere almeno in italiano. E'grazie ad essa, se ho potuto davvero, "completizzare" il filone a livello di produzione internazionale. E la conferma è, che nel postatomico la cinematografia austro-neozelandese ha prodotto molti dei film migliori. "Land of Doom" me lo ricordo, ma ho sempre preferito allora "Le Amazzoni dell'anno 3000"(America 3000)('86)di David Engelbach. con Chuck "Automan" Wagner, e la bellissima bionda superdotata del cinema b-bis americano anni'80 (ma anche di "California Dolls"[All the Marbles]['83]di Robert Aldrich), Laurene Landon. Negli anni '80 "America 3000" lo davano spesso su Odeon TV.

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  16. Napoleone Wilson:
    Comunque, dalla descrizione fatta da occhio quello a cui allude potrebbe davvero essere con ottime probabilità, soprattutto per la fotografia virata sul marroncino-rossiccio seppiato e la continua ambientazione più o meno desertica, oltre che il solito accumulo di obsolescenze tecnologiche a mò di rifiuti e detriti,potrebbe essere dicevo "Hardware"(M.A.R.K.13)((G.B.'91)di Richard Stanley. Che è anche un capolavoro, tardivo del filone ma un capolavoro, inincasellabile come il suo autore, e "definitivo".

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  17. Napoleone Wilson:
    Comunque, dalla descrizione fatta da occhio quello a cui allude potrebbe davvero essere con ottime probabilità, soprattutto per la fotografia virata sul marroncino-rossiccio seppiato e la continua ambientazione più o meno desertica, oltre che il solito accumulo di obsolescenze tecnologiche a mò di rifiuti e detriti,potrebbe essere dicevo "Hardware"(M.A.R.K.13)((G.B.'91)di Richard Stanley. Che è anche un capolavoro, tardivo del filone ma un capolavoro, inincasellabile come il suo autore, e "definitivo".

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  18. Napoleone Wilson:
    "World Gone Wild", questo è che intendevi tu, Belushi. In italiano "Gli Angeli dell'odio"('88)di Lee H.Katzin che diresse "The Salszburg Conspiracy"(Scacchiera di spie)('72)con Barry Newman, e "Le 24 ore di Le Mans"('72)con Steve McQueen, uno dei migliori film motoristico-automobilistici mai realizzati. "Gli Angeli dell'odio" esiste anche in ita. in una vecchia bellissima vhs Warner ex-nolo, che copertina, disegnata. C'era oltre al feticcio degli anni '80 Michael Parè, e ad Adam Ant anche lui un pò un simbolo del b-bis di quegli anni vedi anche la rece del qui affrontato "Nomads", anche uno degli attori simbolo dei '70, Bruce Dern.E c'è pure il grande caratterista "butter face" Anthony James.

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  19. Verissimo, "World Gone Wrong". Grande, Napoleone. Bellissimo "Hardware", ho la videocassette Columbia/Tri Star, mi pare sia quella l'etichetta. E' vero, pensavo a cose relativamente più vecchie, "Hardware" uscì nel '90, più o meno. Grande Stanley, lo incontrai al "Dylan Dog Horror Fest" quando presentò la versione director's cut di "Dust Devil". Poi finì in quel pasticcio con Brando e Kilmer, il remake di Moreau, dove fu protestato e sostituito dal grande vecchio Frankenheimer, che riscrisse tutto o quasi.

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