venerdì 23 ottobre 2009

Fino all'ultimo respiro

0
1960, Jean-Luc Godard.

Grande esponente della Nouvelle Vague, non avevo ancora visto nulla di lui e comincio dalla sua opera prima. Film fantastico d'incredibile modernità nonostante sia del 1960, quindi direi che comincio davvero alla grande.

Michel è fondamentalmente un ladruncolo. Piccoli furti, automobili soprattutto. Poi inaspettatamente uccide un poliziotto per non farsi catturare ed è l'inizio della sua fine e della sua fama sui giornali.
Patrizia, una giovanissima americana di cui è innamorato, diventa il suo solo appiglio ad un'aspettativa di vita stabile, che guarda al futuro. Il resto è solo complicato, indefinibile, si vive per il momento successivo e nemmeno per la giornata. La ragazza è un amore, Humphrey Bogart un simbolo, tutto quanto s'è fatto è futile. Quello che si farà, il sogno di una grande fuga in Italia, la sola chimera inseguibile per cui valga la pena vivere, insieme a Patrizia.

Moderno. Nelle musiche, nelle riprese a braccio. Da vedere.
Belmondo strepitoso, un'icona.

0 commenti:

Posta un commento