lunedì 26 ottobre 2009

La stanza del vescovo

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1977, Dino Risi.

Uno è un avvocato che fa il mantenuto, è la moglie che possiede tutto. L'altro un giovane che scorazza il Lago Maggiore senza fissa dimora e tante donne da amare.
L'avvocato, libertino senza freni noto come tale in famiglia anche ai domestici, intuisce le opportunità che gli può dare la frequentazione del giovane e comincia anzitutto ad introdurlo in famiglia e poi a passare qualche giorno con lui. Nel secondo di questi "viaggi" decide di lasciare la moglie tramite una lettera, preferisce godersi la vita con l'amico e amanti giovani e accade che la moglie, durante la sua assenza, muore inspiegabilmente. Suicidio? Omicidio? Il finale chiarirà tutto, forse.

Ambientato nell'immediato dopoguerra, per sfondo uno splendido paesaggio lacustre, mischia inquietudini con confusione di vivere e un efficace giallo.
La splendida stanza per gli ospiti denominata "stanza del vescovo", che contiene le reliquie di un vescovo parente della moglie morto molti anni prima, sarà un contenitore di tante risposte.

Splendido Tognazzi nella parte dell'avvocato.
Non un capolavoro, Dino Risi ha fatto di meglio, ma un grande classico, basato su un importante romanzo.
Obbligatorio per un cinefilo. Da vedere.

2 commenti:

  1. ma come nessun commento? non sarà un capolavoro ma è assoluto must! l'ho ricordato giorni fa su face! ;)

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  2. sono rece vecchie, era quasi un blog onanistico ai tempi :D

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