martedì 20 ottobre 2009

La storia del cammello che piange

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2004,  Byambasuren Davaa, Luigi Falorni.

Film documentario girato nella Mongolia del Sud, Deserto dei Gobi, quasi interamente presso una tribù nomade di allevatori.
Siamo nel periodo in cui le femmine di cammello partoriscono i loro cuccioli e l'ultima a sgravarsi è una primipara che tra l'altro genera uno splendido esemplare bianco. Il parto difficile e doloroso però la porta a non affezionarsi al puledrino, ad allontanarsene ed è un problema perché non lo allatta nemmeno. Dopo diversi tentativi si arriva all'ultima speranza, quella di chiamare dal paese un "maestro di musica" che possa, con l'armonia delle note dello strumento che accompagna un canto di donna, riportare serenità nell'animale e il giusto rapporto tra esso e il puledro.

Indipendentemente da cosa riuscirà a fare, sarà una scena, quest'ultima, con una continua inquadratura del viso del cammello, di grandissima carica emotiva, una carica che è frutto di tutta la visione della vita dei nomadi mentre che ruota intorno a questo problema da risolvere. Mai un gesto o parola violenti, solo umana preoccupazione e partecipazione al problema dell'animale e del suo puledro.

Un film davvero bello, di una tenerezza infinita, pur senza alcuna scena impostata ad arte.
Da vedere

7 commenti:

  1. ricordo quando uscì al cinema: io vidi il trailer e dissi a mia made che volevo vederlo e chiaramente NON lo vedemmo.
    A mia madre garba l'horror quindi nn ci siamo c le tenerezze di questa pellicola.
    ma ora sn adulta e ho deciso di prendere in pugno la mia vita ,ergo vedrà questo film che avevo proprio dimenticato e pare a torto!

    :)

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  2. eh eh! un caro saluto a tua mamma che sicuramente t'ha trasmesso passione per il cinema, a prescindere dai gusti sui generi.
    non ho molto da proporle: io al contrario di lei con l'horror raramente ci faccio bazzeca.

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  3. Dovrò rivederlo! Quando capitò non ero dello spirito giusto e fu spossante.. Ma devo ammettere che la tua recensione è assolutamente onesta e giusta..
    Io l'horror lo guardavo da piccolino, ora non ci riesco più: ho avuto persino problemi a guardare "Grindhouse - a prova di morte" con mio cognato...
    Tostissima la madre di Angelica - che, tra l'altro, saluto! ;-)

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  4. Ciao Robydick, ho scoperto il tuo blog solo oggi e lo sto esplorando, regista per regista... mi ci vorranno un po' di giorni! Mi piace, perché 3/4 dei tuoi film sono anche nella mia collezione. Se ti è piaciuto questo, ti consiglio senz'altro anche "La storia del cane giallo della Mongolia" della stessa regista, altrettanto tenero e poetico.

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  5. ciao Grazia! piacere averti qui.
    non avevo indagato su altri film, ti ringrazio di cuore per la segnalazione: film già messo in "ordine" dal "fornitore di fiducia" ;-)

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  6. Figurati, è un piacere! Mi è venuto dal cuore quando ho visto che conoscevi "E Johnny prese il fucile (e la straordinaria storia di Trumbo, "Mare adendro" di Amenabar (hai visto "Lo scafandro e la farfalla" di Schnabel?)e ha pure ben 16 DVD di Truffaut che è il "mio" regista in assoluto. Completa pian piano la filmografia, ne vale la pena. Da parte mia sto annotandomi dal tuo blog vari film che non ho visto. Saluti da Udine!
    ps: concordo su "Changeling", ma la Jolie, con le sue labbrone rosse, che ci faceva?

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  7. annotato e ordinato anche "Lo scafandro...", ri-grazie!
    da quanto capisco abbiamo gusti affini.
    truffaut è uno dei miei Miti, è evidente. sì, pian piano li vedrò tutti.
    ciao e a presto allora.
    (udine... ci sono legato, ho una coppia di amici carissimi da quelle parti)

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