domenica 18 luglio 2010

Imprint - Sulle tracce del terrore

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2006, Takashi Miike.

Un americano si reca su un'isola bordello in Giappone alla ricerca di una donna amata tempo addietro alla quale aveva promesso sarebbe tornata a prenderla con sé. Scoprirà che è stata venduta come schiava per la prostituzione. L'isola si rivelerà effettivamente la sua ultima dimora, dopo tante ricerche, purtroppo però è un luogo non proprio amichevole ed ospitale, ed il cadavere che vedono dalla barca prima di approdare lo fa pensare.
Tutto, in verità successive, sarà raccontato all'americano da una "strana" prostituta dal viso deforme, diverse versioni della storia a più riprese, fino ad un finale demoniaco che richiama nascita e morte nel modo più agghiacciante.

E' l'ultimo episodio della nota serie "Masters of horror", prima edizione, ed è stato realizzato da uno dei miei registi culto. Provai a guardarlo poco tempo fa, quando ancora la mia "pratica" sul genere era agli inizi e non riuscii a finirlo nonostante la brevità (dura circa 1 ora). Le scene di tortura, pur nella splendida eleganza coreografica, sono davvero dure.

Gli episodi erano vincolati nel costo e nella location: 1,8 mln di dollari e Vancouver. Per il resto ognuno faceva come gli pareva. L'episodio di Miike non venne trasmesso; nonostante la scelta di massima libertà venne ritenuto improponibile dalla tv via cavo che aveva sponsorizzato il progetto. Si guardi la locandina per avere un'idea.

Miike è un mostro in senso assoluto, anche quando fa cose mostruose. Non si smentisce: dagli le regole che ti pare e lui farà qualcosa di assolutamente unico, non ha eguali. Sono contento di aver retto le scene più cruente, decisamente gore non sono roba per tutti, ci vuole gran stomaco. Provai tempo fa a vederlo ma lo dovetti interrompere, ero ancora troppo impressionabile, ora invece dopo buon allenamento ce l'ho fatta.

Film sconsigliatissimo a chi mal tollera il genere. Vera perla invece, una lezione di Cinema, per chi lo apprezza.
Per me è stato un godimento totale, per l'horror ma anche per la fantasia del racconto "Bokkee Kyoutee" della scrittrice Shimako Iwai che partecipa al film anche come attrice. Come solo in oriente sanno fare, mischiare storie drammatiche, horror, fascino mistico, è qualcosa che al termine ti ha smosso ogni sentimento, rimani con un turbamento generale e non semplicemente scosso per il terrore provato.

Imperdibile!

16 commenti:

  1. l'estate di tre anni fa, di ritorno da un viaggio in Giappone, fui preso dalla Miike-mania e mi sciroppai un buon numero di suoi film, compreso questo. Non ricordo i titoli ora, ma certo l'abilità del regista è notevole, come la sua prolificità - credo abbia girato parecchi film all'anno per diversi anni, tra i quali alcuni totalmente deliranti come "visitor Q". A dispetto della febbrile produzione sono molto curati. Quelli sulla yakuza sono fantastici, in particolare "graveyard of honor" (non so se è uscito in Italia), mentre sul versante horror segnalo "the audition". Concordo, alcune scene sono esclusivamente per stomaci resistenti...

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  2. ciao Roberto! eh, quella "sana" mania ha preso anche me, sto guardando tutti quelli che trovo. guarda qua: http://robydickfilms.blogspot.com/search/label/Takashi%20Miike :D

    ci sono tutti quelli che citi, tranne audition già pronto sull'hd. è indicato come il suo capolavoro, a breve arriva ;-)

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  3. Caro adepto... dimenticavo imperdonabilmente Ichi the killer dall'omonimo manga!
    Buona audizione, ciao!

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  4. regista di culto pure per me..ichi,visitor q..ha un talento evidente..anche l'episodio di three exxtreme è notevole..ciao amico

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  5. ciao brazzz, allora siamo in 3 "roberti" ad amarlo! :D

    bellissimo anche quello, vero, BOX è l'episodio di Miike, anche se lì i "ravioli" sono l'episodio principe: http://robydickfilms.blogspot.com/2010/02/three-extremes.html

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  6. ma insomma..tutto sommato quello dei ravioli.insomma,nel suo genee,l'ho trovato un pò scontato...quello di takashi era notevole

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  7. son gli unici film del terrore (riduttivo il termine… :OOOO) davanti ai quali non rido a 'crepapelle'! ;)

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  8. terrore, orrore... mha, io sono molto scarso sulle definizioni di genere, spesso le canno alla grande, ahah! però è sicuro che: questo film non fa ridere proprio pe'nniente :)

    @Roberto Zaghi: m'ero dimenticato di dirti... ichi the killer è nel mio Olimpo ;-)

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  9. Sebbene sia molto crudo non lo riterrei un horror. L'ho visto un annetto fa, trasmesso a notte fonda sulla rai (non ricordo se si trattasse di "fuori orario). Ne ho apprezzato molto soprattutto le scenografie

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  10. be', il nome della serie è abbastanza esplicito non trovi? ;-)
    capisco però costa intendi, e questo vale un po' per tutta l'opera di Miike, alla quale ogni definizione di genere sta decisamente stretta.

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  11. Miike è un pazzo scatenato.

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  12. un adorabile pazzo, eheh... :)

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  13. Ohssignur! Dove son finita? Ma che roba l'è? ahahah...amo gli horror...ma ste' robe...sono oltre...e NO, non ne ho visto nemmeno uno di questo regista...pauuuuuuuuura.

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  14. porc... il primo che hai scelto è proprio estremo, ahah! non sono tutti così ;-)

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  15. Io ti stimo per essere riuscito a guardare completamente la scena di tortura. Io sinceramente ho dovuto chiudere gli occhi.
    E' vero comunque che Miike è un pazzo. Per raccontare qualcosa di simile ci vuole un pazzo. Per tutto il tempo ha voluto darci la morale "Il Male vince su ogni cosa". E' un delirio continuo, ma le immagini sono così eleganti da essere poetiche. Non so come definire il film, che diamine. E' meraviglioso ma mi fa ribrezzo.
    Ed è per questo che è il mio film preferito <3

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  16. ciao Kiku! grazie per il commento, concordo e sai, come dicevo, ho dovuto fare 2 tentativi per finirlo ;-)
    poi ero ancora agli inizi con l'horror... ma anche oggi non sarebbe, nemmeno per me, una visione semplice.
    riguardo al preferito ne ha fatti tanti che mi piacciono. però per Ichi the Killer... venerazione.

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