venerdì 30 luglio 2010

Green Snake

2
1993, Tsui Hark.

2 demoni serpente si sono addestrati per centinaia d'anni a vivere come umani e piombano in un piccolo villaggio dove domina un monaco buddista con grandi poteri. Si trasformano in donne di bellezza irresistibile, vanno a vivere in una casa da fiaba. Il monaco, un budda, le scopre ma decide che sono spiriti tutto sommato buoni, le lascia vivere.
Una di loro, la più allenata (all'altra basta un niente per tornare nelle sembianze di serpente), vuole una storia d'amore con un umano ed alla fine, nonostante molti tentativi di smascherarla da parte di una specie d'esorcista, riesce a sposare un allievo del monaco e questa cosa al monaco risulterà molto indigesta anche perché così l'allievo rinuncia alla vocazione.

Prendete con le pinze il mio tentativo di definire in poche righe una trama stracolma di fiabe, leggende, storie antiche religiose e non, lotte in pieno stile wuxia. Siamo di fronte ad un film con una ricchezza di stile e storia che fa strabuzzare gli occhi, un montaggio velocissimo e a ritmo di musiche ed effetti sonori spettacolari, un succedersi di eventi incalzante.

Sono l'ultimo che può parlare di un fantasy, non è proprio il mio genere. Questo però lo definirei come un fantasy per adulti. Sesso (molto velato), sensualità conturbante, per buona parte del film, con le 2 protagoniste, ribadisco, di bellezza abbagliante, già dovrebbero bastare, ma non è solo questo, c'è di più e se all'inizio ho proseguito solo per la curiosità di vedere un tripudio di immagini, suoni e colori da mille e una notte (metto sotto qualche frame per rendere l'idea), poi anche la storia s'è rivelata affatto semplice o superficiale.

Il fatto che 2 demoni abbiano come ambizione quella di provare i sentimenti e quindi le sofferenze degli uomini ha già un significato. Vedere che questo "innalzamento" al livello degli umani si manifesta anzitutto con il piangere è commovente. Curioso poi come l'apprendimento per diventare essere umani abbia comportato lo sviluppare abilità come la menzogna, il sotterfugio, la dialettica ingannatrice. Altro personaggio particolare il monaco, che pur nei suoi grandi poteri mostrerà tutte le contraddizioni di un'interpretazione del buddismo fatta di rinunce, di negazione dei desideri terreni e proprio una dei serpenti lo smaschererà.

Decisamente un grande spettacolo, in tutti i sensi, m'è piaciuto moltissimo!

Qualche immagine, solo per rendere l'idea:





2 commenti:

  1. Che fascino questo oriente... Più ne vedo e più mi sembra di imparare a riconoscere i volti degli attori... Mi sto pian piano ricredendo sulle mie lacune mnemoniche!

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  2. bravo rospo, certo bisogna scegliere, ma quando fanno film belli sembrano di altri pianeti.

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