mercoledì 21 luglio 2010

Panther

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1995, Mario Van Peebles.

Cito le poche righe di Wiki: "Panther è un film del 1995 diretto da Mario Van Peebles, scritto dal padre Melvin Van Peebles, riguardante la storia delle Pantere Nere. Vinse il Pardo d'argento al Festival di Locarno nel 1995. In Italia non è stato mai distribuito nelle sale cinematografiche. Il Centro Sociale Leoncavallo lo ha sottotitolato in italiano e distribuito nel circuito alternativo.

Il film narra la storia del movimento rivoluzionario afroamericano delle Pantere Nere, dal 1966 al 1968. Dall'incontro tra Huey P. Newton e Bobby Seale alla scorta operata nei confronti di Betty Shabazz (la vedova di Malcolm X), fino ai tentativi da parte della CIA e dell'F.B.I. di smembrare il movimento, portando la droga nei ghetti afroamericani.
"

Per conoscere invece cos'è stata la storia delle Pantere Nere, cliccare QUA. Inutile che mi metto a raccontare fatti storici per i quali ogni sintesi sarebbe riduttiva, mi limito a qualche riflessione cinefila e personale. Questa più che una recensione è una segnalazione, un'informativa su un film che ha avuto scarsissima eco da noi.

Anzitutto ora è disponibile doppiato in lingua italiana, in ogni caso faccio il mio più grande ringraziamento al Leoncavallo, sempre sia lodato il loro centro sociale che qualche volta ho pure frequentato (molti ma molti anni fa, quand'era appunto in via Leoncavallo a Milano, qua il sito ufficiale). Questo film, la storia che ritrae, sembra un loro manifesto, anche i "leoncavallini" combattono la droga come sistema di narcosi-sociale, per dirne una.

Film fatto bene, storico, con chiaro intento propagandistico ed omaggio finale a tutti i morti del partito delle Pantere Nere. Io sono contento che sia stato fatto così, per pareggiare tutte le palle raccontate dai media ufficiali a riguardo.

E' da quando sono bambino che subisco il fascino della foto che ritrae Tommie Smith e John Carlos sul podio alle Olimpiadi in Messico del 1968, che salutano col pugno chiuso nel guanto nero, simbolo e gesto delle Pantere, l'esecuzione dell'inno americano sul podio, un gesto che ha fatto storia, persino un monumento con quell'immagine è stato costruito. Inutile quasi dire che i 2 atleti non sono più apparsi nelle competizioni, loro sapevano bene che quel gesto gli sarebbe costato questo: gente con le palle, merce rara, rispetto infinito da parte mia.

Faccio sforzo di autocontrollo per evitare di vomitare tutto quello che penso degli stati uniti da sempre, non del popolo americano ma del potere che lo ha rappresentato. E' un distinguo che ho imparato a fare recentemente, soprattutto da quando in italia, in questi tempi bui, c'è della gente a governare che invece meriterebbe ampiamente di vedere il sole a scacchi.

Non sapevo che proprio durante il periodo delle Pantere a capo della California c'era quella peste bubbonica per l'umanità a nome ronald reagan, certe volte il caso la fa bella. Si comportò da par suo e di quegli assassini delinquenti che l'hanno seguito tra i conservatori alla guida del paese. Per non parlare di quelli che l'hanno preceduto. Disprezzo infinito a loro, per quanto mi riguarda.
Basta va, che se no mi esce il fiele.

Film bello ed interessante, visione obbligatoria.
Destrorsi, o razzisti, o filo-americani acritici: per voi è inguardabile.

17 commenti:

  1. Grande immagine, che io, nonostante sia solo un girino in termini d'età, ricordo come se l'avessi vista in diretta, avendola vista in svariati documentari ed essendomi emozionato più volte. Mio zio che vive a Milano spesso andava al Leoncavallo e mi parlava delle ottime iniziative cinematografiche che facevano.

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  2. Fantastici! Un foto che è un icona del XX secolo.
    Almeno a qualcosa è servito e qualcosa in seguito è cambiato.
    Solo da noi non cambia mai nulla.
    Prima o poi lo vedrò senz'altro.

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  3. ciao ragazzi! :D

    sì Rospo, tuo zio dice bene, purtroppo ai tempi non m'interessavo di cinema. il Leoncavallo era un posto speciale, si respirava vera alternativa, il mondo sembrava diverso quando uscivi da lì. parlo al passato, che conosco, spero oggi sia ancora così.

    è servito Lucien, dici bene, come da noi serve chiunque agisca o scriva, anche solo in un blog come facciamo noi, contro il regime (perché così va chiamato) che ci opprime ora.
    ho Fiducia, che è una scelta politica anche questa.

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  4. il film non l'ho visto e mi piacerebbe! tutto il rispetto alle persone di cui parli tu, quelli che rinunciano a qualcosa in nome di un ideale e di un'idea, che sembra poco, ma invece è tantissimo. Le idee portano ad assoldare killer a seppellirci fisicamente, ma in realtà ci elevano al di sopra di tutti. E naturalmente le idee per me son sempre quelle buone, le altre sono solo espedienti per farsi i propri porci comodi e in nome di quelli a seppellirLI sono solo i denari non la terra.

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  5. bellissimo commento petrolio, sottoscrivo.

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  6. lo guarderò, perchè è una parte di storia che mi interessa. devo dire cmq che non simpatizzo per le pantere nere, e in generale per l'estremismo alla Malcolm X. secondo me la via segnata da M.L.King era molto più matura, ma forse c'era da ambo le parti una certa volontà di isolamento.
    certo, come tutti o quasi, da questa parte dell'oceano, anche io ho plaudito al gesto dei due atleti a suo tempo, i dubbi (sul contesto storico-politico) mi sono venuti in seguito.
    Roby, mi scuserai se ridimensiono un pochino l'aura eroica, ma i due protagonisti, per quanto inizialmente espulsi dalla rappresentativa olimpica, non è che poi siano dovuti andare a lavorare da McDonalds, o siano finiti a un angolo di strada. entrambi hanno continuato con l'atletica fino alla laurea, poi hanno giocato nella NFL, e hanno avuto carriere e riconoscimenti legati all'atletica (Carlos è anche stato membro del comitato olimpico americano). certo, in italia forse sarebbe finita in un altro modo (molto peggio).

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  7. ogni parere è sempre ben accolto, non occorre scusarsi, dibattiamo pure fra amici, è piacevole.

    2 cose:
    - ho passato una fase della vita dove il pacifismo non violento nato con tolstoj quindi gandhi, king, era diventato la mia fede. con la vecchiaia ho rivisto le mie posizioni. questo come principio generale. tendere al pacifismo sì, ma porgere l'altra guancia no. le pantere non erano violente per principio, anzi, qualche scheggia impazzita al loro interno non inficia il loro valore. dopo la visione del film vedrai che ti farai un'idea, anche se solo di poco, diversa su di loro. se pensi che tutto è nato per avere un semaforo in un incrocio dove morivano in continuazione bambini...
    - certo, non sono finiti sotto i ponti i 2 atleti, non sono stati torturati o cosa. il gesto ai tempi costò l'esclusione dalla squadra nazionale americana, però erano ancora giovanissimi ed avrebbero potuto vincere ancora in mondiali ed olimpiadi, non è poco perdere quelle opportunità per un atleta, vincere in quelle competizioni è una ragione di vita. Carlos è entrato nel comitato molti anni dopo, le cose nel frattempo e fortunatamente sono un po' migliorate.

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  8. piccola precisazione ancora (sorry): Smith era già senoir, e non avrebbe partecipato ad altre olimpiadi (ai tempi riservate esclusivamente ai dilettanti, che negli USA significa universitari). nel 69 era già nei Bengals. Carlos aveva un anno in meno, e il 69 è stato il suo anno d'oro, atleticamente parlando (campione NCAA e oro ai panamericani). poi nel 70, dopo la laurea, il football pro. se eri in pensiero, tranquillo, non gli è mancato nulla (per fortuna) :)

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  9. per quanto riguarda il mio orientamento, devo dire che invecchiando divento sempre meno aggressivo, quasi zen. anzi il mio principio, in questi casi, resta che ogni volta che la razza diventa motivo di contrasto, da una parte o dall'altra, si parla di razzismo.

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  10. capisco anche che non è questa la sede... :)

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  11. ahah! ok unwise. la sede va bene, questi sono i classici film da "dibattito sul tema".

    meglio così per i 2 ragazzotti allora, il mito non m'è crollato ma qualche precisazione interessante è servita. :)

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  12. Assolutamente, e lo sottoliineo, da vedere!!!!
    un saluto

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  13. Allora: intanto ottima recensione, ed ottimo post.
    Poi: bella la storia della prima "distribuzione" di questo film; interessante, e non mi farebbe male - non conosco così approfonditamente il tema e direi che invece sarebbe doveroso.
    Però quella foto, insieme alle altre poche immagini che conosco a riguardo, ha sempre emozionato molto anche me - a prescindere, come direbbe Totò...

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  14. a prescindere Lu, giusto! :)
    caro Ernest, ciao!

    @unwise: sentinpo', 5 min. liberi in uff e sono andato a dare un'occhiatina su wiki: http://it.wikipedia.org/wiki/Tommie_Smith
    aveva 24anni nel '68, non mi pare l'età di fine carriera, pensa fino a quando ha corso mennea! ma a parte questo, leggi qua: "Il gesto destò grande scalpore. Molti, a cominciare da Avery Brundage, a quei tempi presidente del CIO, lo considerarono fuori luogo ritenendo che la politica dovesse rimanere estranea ai Giochi olimpici. Molti lo deprecarono, ritenendo che avrebbe messo in cattiva luce l'intera rappresentativa statunitense e recato danno alla nazione americana. Altri, invece, espressero solidarietà ai due atleti, encomiando il loro coraggio. Per decisione dello stesso Brundage, Smith e Carlos furono sospesi dalla squadra americana con effetto immediato ed espulsi dal Villaggio olimpico. Tornati in patria, i due atleti subirono altre ritorsioni, fino a ricevere addirittura minacce di morte."

    erano tempi molto duri, razzismo ancora molto pesante in usa ai tempi, malcom x assassinato 4 anni prima, martin l.k. un anno prima, difficile da esterni capire il "clima" sociale e politico che vivevano i neri. un gesto così, alle olimpiadi, è 'na roba...

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  15. scusate, un errore: 3 anni prima malcom x, 1965 ;-)

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  16. 24 anni, appunto (età da senior universitario). in USA c'è tutta un'altra struttura. da noi c'è l'esercito, o la GDF etc a mantenere gli atleti (che quindi sono praticamente professionisti). in USA non c'erano ancora gli sponsor potenti che ci sono oggi, quindi usciti dall'università gli atleti di solito si sceglievano una delle specialità pro...oppure si arruolavano, ma credo che nel 68 non fosse il caso! Brundage lo capisco, in effetti era un gesto che, per quanto condivisibile, poco aveva a che fare con le olimpiadi. sicuramente la cosa fu intenzionale: dopo un gesto fatto di fronte al mondo, nessuno li avrebbe toccati, e cmq se non si fossero sentiti sicuri sarebbero potuti uscire dagli USA. fossero stati sovietici, non avrebbero certo potuto farlo...
    alla fine tutto è andato per il meglio, no?

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  17. ah sì, tutto bene certo, anche questo post che m'ha fatto imparare un sacco di cose, grazie a te soprattutto ;-)
    grazie

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