venerdì 2 luglio 2010

Wandafuru Raifu - After life

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1999, Hirokazu Koreeda.

Un edificio che somiglia molto ad una scuola vede riunirsi un piccolo staff.

E' lunedì, inizia la settimana di lavoro: 8 a te, 7 a lui, 7 a l'altro. Da un ingresso fumoso inquadrato dall'interno ombre di persone si presentano alla reception. Lo staff le accoglierà una ad una e gli farà un discorso che più o meno suona così: "lei è morto e noi qua vogliamo aiutarla a fissare un ricordo della sua vita per l'eternità. entro mercoledì sceglierà il ricordo, poi faremo un piccolo film che lo riprodurrà e dopo la visione andrà via da qua e non ricorderà nulla di quanto avvenuto qui, le resterà solo il ricordo che ha scelto".

Colloqui prolungati, ogni personaggio illustra al membro dello staff che lo ha in carico un po' tutta la sua vita, per poi scegliere il ricordo più bello. Uomini e donne di tutte le età, esperienze, culture, una ricchezza di personaggi comuni. Un paio di "utenti" avranno difficoltà a trovare il ricordo, uno perché ritiene di non averne, un altro per scelta, e metteranno in crisi qualche membro dello staff. Ma questo staff, poi, da che persone è composto e perché loro e non altri sono lì?

Mi fermo qua, la trama è pacata e lineare ma tale è la curiosità che suscita mano a mano che il film procede che proseguire a rivelarla sarebbe un peccato per chi non l'ha visto.
Il mio Olimpo continua ad arricchirsi con questo ennesimo capolavoro asiatico, per il mio gusto e le riflessioni che m'ha ispirato.

Girato al limite del Dogma 95, senza musiche tranne un paio di brevi momenti, soprattutto nella prima metà sembra d'assistere ad un reality, una docu-fiction. Oggetto del film non è rappresentare l'aldilà ma, col curioso pretesto illustrato, indagare sulla vita trascorsa in terra e non in termini generici e quindi riduzionisti (questo è proprio fantastico secondo me) bensì "clinicamente" su ogni singola vita, ognuno un caso a sé. L'uomo che non riesce a decidersi è il caso più interessante tra gli utenti, dal punto di vista drammatico, una vita trascorsa come se programmata, totalmente prevedibile e priva di slanci, in apparente felicità, va in crisi proprio nella scelta del ricordo, è emblematico e si presta a facili considerazioni. Sarà anche protagonista di un finale commovente.

Dove però ho urlato alla genialità è stato quando il Cinema è entrato nel film. Il lavoro di costumisti, attori, operatori e tutti quelli che normalmente lavorano a produrre le scene da riprendere. La costruzione dei set per effettuare le riprese dei ricordi scelti è molto professionale, sceneggiatore e co-regista il titolare del ricordo. Non una novità in senso assoluto, certo, ma esplicitare così, con quella naturalezza, uno dei ruoli che il Cinema svolge, cristallizzatore di storie e Storia, di vite vissute, del sapere dell'uomo, è stato per me coinvolgente. In quel momento è stato come se mi fosse stata rivelata una delle ragioni per cui amo tanto vedere Film, forse la più importante: imparare. Il Cinema crea ricordi, più diretto ed immediato il messaggio non poteva essere.

Film imperdibile.
Regista da approfondire.


11 commenti:

  1. Questo film è bellissimo, l'ho visto un paio d'anni fa e l'ho trovato originalissimo, proprio per gli aspetti che hai sottolineato. E' chiaramente colmo di amore per il cinema di cui sottolinea la dimensione educativa (proprio nel senso di "imparare" come hai scritto tu). Non l'ho ancora recensito perchè voglio rivederlo, non ricordo bene tutto, ma la tua recensione me l'ha fatto tornare in mente. Gran film.

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  2. ok Ale, attendo la tua allora! :)

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  3. Questo film l'ho cercato invano dal 2006, quando, forse per sbaglio è stato trasmesso su RAI SAT.

    Non sono più riuscita a dimenticarlo e quando ci penso, mi chiedo:"cosa porterei come ricordo?!", naturalmente non mi sono data ancora una risposta e voi? cosa portereste?

    Questa specie di Limbo, dove non ci sono i buoni,i recuperabili e i cattivi....mi piacerebbe molto di più di quella visione cristiana sempre e comunque punitiva!

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  4. Bravooooooo! Dick bellissimo film e bellissima recensione! Quando l'ho visto la prima volta ero reduce da un'intera mesata di visioni di film francesi e appena ho visto quello che tu hai definito (benissimo) il cinema entrato nel film m'è venuto subito in mente La nuit americane di Truffaut! e ho fatto un parallelo tra cinema francese e giapponese, poesia e semplicità (anche nelle complicazioni e nella ricchezza delle storie). Si sarà capito che amo l'uno e l'altro, quello che mi hanno fatto comprendere e apprezzare nella vita e nell'arte, tutto collegato con i miei gusti in fatto di poesia, musica e arte, favole metafisiche che fanno stare bene su questa terra. Ha ragione Giuliana, a volte nelle culture altrui c'è tutto il segreto delle nostre vite anche lontanissime! :))) Uhhhh… Dick che fortuna averti trovato! ;) Buona domenica e buon lavoro!

    p.s. se non l'hai già fatto guarda anche gli altri dello stesso regista. Tutti in maniera diversa (per storia e trama) confermano il talento di Koreeda!

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  5. che ricordo portare? cara Giulia, me lo sono chiesto. ho scelto il giorno che mio figlio Lorenzo, che ha una emiparesi spastica, è riuscito a fare 4 passi senza bastone né deambulatore e mi ha abbracciato, aveva 3 anni e mezzo, piango ancora oggi quando ci penso.

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  6. grazie petroliA, fortuna reciproca! :D
    il paragone con il bellissimo film Truffaut molto pertinente. è il regista che ho visto di più in assoluto, le recensioni sono un po' acerbe però, ero ai miei inizi, mi sono fatto le ossa con lui.

    Giulia, datti da fare con Koreeda, hai letto? ;-)

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  7. un altro esesmpio di cinema nel film puo essere "il Disprezzo" di Godard (restiamo nei francesi...)
    Questa recensione mi ha fatto venire voglia di vedere After Life, film e regista completamente sconosciuti per me... sono curiosa come un'ostrichetta.

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  8. cara ostrichetta, è un filmone! :)
    ottima segnalazione quello di Godard, non l'ho visto, sono alla ricerca della versione francese sub-ita, ho letto che quella italiana è stata deturpata.

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  9. sì hai ragione! La versione italiana è inguardabile, scene tagliate, doppiaggio pessimo... altera il senso della storia. Io ho avuto la fortuna di trovarlo in DVD a prezzo stracciato con entrambe le versioni e i sottotitoli in ita... è il vanto della mia minuscola collezione.
    La scena iniziale con la Bardot versione "come mamma l'ha fatta" vale una recensione!!!

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  10. ce l'ho in richiesta, molto lentamente, dal solito "fornitore" ;-)
    se tarda troppo ad arrivare ti chiederò in prestito il dvd ...

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  11. molto volentieri! Fammi sapere perchè l'ho prestato ad una ragazza qualche tempo fa... così ho la scusa per farmelo restituire ;) bye

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