giovedì 8 luglio 2010

La strada verso casa

6
1999, Zhang Yimou.

Film parallelo a "Non uno di meno", ancora una storia di scuola, stavolta immersa alla fine degli anni '50, ispirata da un romanzo.

Un giovane torna al paese nella Cina contadina, il padre è appena morto (siamo alla fine del XX sec.) e la madre, anziana e legatissima al marito, esige a tutti i costi per lui un funerale secondo antica tradizione, come si celebrava in onore di grandi uomini: portato in spalla lungo tutta la strada. Difficile realizzarlo, il paese è abitato per lo più da anziani, ma lei è irremovibile. Per capirne il perché, tra i ricordi del figlio e della donna, ci verrà illustrata la vita dei genitori del giovane, a partire dall'arrivo del padre al paese.

Il padre era un insegnante che volontariamente si trasferì in quel luogo remoto per insegnare. La madre s'innamorò immediatamente di lui, ogni pretesto per avvicinarlo era suo, alla fine si sposarono. Lei per quarant'anni passò sempre vicino alla scuola, solo sentire la voce di lui la inebriava. Tutta la vita così. Il marito divenne una persona molto amata, con una grande dedizione all'insegnamento.
Una storia semplicissima, dolce, con immagini e musica splendide, tutto sommato abbastanza convenzionale, certamente molto commovente. Fin esplicita la volontà di dare enfasi alla bellezza del passato, ritratto a colori, rispetto al presente, in bianco e nero, che tende a dimenticare i valori umani importanti.

Mi ha particolarmente colpito come la scuola dei bambini fosse un edificio d'importanza centrale nel villaggio, un luogo amato e rispettato da tutti, della massima importanza. La scuola era la loro chiesa: primo imparare a leggere, secondo imparare a scrivere, terzo imparare i conti, quarto rispettare sé stessi per rispettare gli altri, quinto conoscere il passato, sesto.... forse ho sbagliato qualcosa, così a memoria, ma per rendere l'idea di come insegnava quell'uomo. Molta parte dell'insegnamento aveva stampo educativo ed avveniva quasi cantando, coi bambini che ripetevano ad alta voce. Ah, che bello, mi sembrava di sognare ad occhi aperti, pensavo: "se fosse così ancora oggi e anche da noi, con le città ed i quartieri anzitutto preoccupati dei propri figli, della loro istruzione, portando allegria nell'istruzione, considerando gli insegnanti come persone di centrale importanza".
Solo un sogno, purtroppo ultimamente i politici, gelmini in testa, pare non sanno cosa inventarsi per mandare definitivamente in malora la scuola pubblica, meglio che mi fermo qua su questo discorso.

Un film molto dolce, carino e piacevole. Decisamente da vedere.

Vorrei dedicare questa recensione alla mia cara amica Monica alias Grace, insegnante in italia con passione.

6 commenti:

  1. Rob, ti devo TRE GRAZIE...(no,no non quelle famose heheh):

    - grazie per la dedica :-)
    - grazie per l'amica!!!
    - grazie soprattutto per aver scritto gelmini con la lettera MINUSCOLA!

    Baci

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  2. prego prego prego :)
    guarda Monica, aqquella è già tanto che non ho storpiato il nome.

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  3. Da vedere assolutamente!
    un saluto roby

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  4. ciao Ernest, un saluto anche a te! :)

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  5. mamma mia che bello, Dick! è così bello anche ascoltare i dialoghi in lingua originale! come mi piacerebbe capire le loro parole! Arte, Dick, arte! Azzeccatissima anche la dedica all'insegnante nostra! :)

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  6. hai visto petrolio, che contrappasso col film di ieri? ahah!
    era da tempo che dovevo dedicare un film a Grace, aspettavo quello giusto. ci sarà anche per te ;-)

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