lunedì 26 luglio 2010

Kanzen naru shiiku: akai satsui - Perfect Education 6: red murder

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2004, Koji Wakamatsu.

Film che appartiene alla serie "Perfect Education", cosiddetto genere pink che per i giapponesi è come il soft-core per gli occidentali, nudo e sessualità dentro trame nelle quali non manca una certa dose di perversione. Wakamatsu ha prodotto l'ultimo episodio commercializzato, sono film che da noi arrivano solo nel mercato home. A quanto ho letto il numero 7, appena uscito in Giappone nei cinema, è in 3D.

Certo non è il suo capolavoro, si capisce perfettamente che questi film devono sottostare ad un capitolato, chiamiamolo così, essenziale a contraddistinguere la serie: tot minuti di sesso, tot di nudo, ecc... . E il bravo Wakamatsu non si tira certo indietro, per uno che ha fatto cose come Embrione queste sono davvero barzellette.

Un gigolò inguaiato con debiti di gioco viene circuito dalla moglie di un uomo facoltoso per commettere un omicidio, proprio ai danni dello stesso. Un paese di montagna, lontano da Tokyo. Accetta, ma viene visto da una testimone, parte la caccia all'uomo e si rifugia dopo essersi infortunato in un edificio, dove trova una strana ragazza, molto giovane. Scoprirà che vive schiava, segregata da un pazzo pervertito dalla tenera età (ricorda fatti di cronaca abbastanza recenti)... e ne deve succedere ancora di roba.

Nonostante alcune lungaggini, come sulle scene di sesso, in 100 min avvengono un sacco di fatti e colpi di scena, carnefici che diventano vittime e tornano carnefici. Diversi i temi: pronti via come inizia la parte nera ci si comincia a chiedere (parole dei protagonisti) se uccidere un uomo sia un fatto così grave. Poi la parte centrale del film, in casa del pazzo, un ritratto di follia, decisamente inquietante ma anche tenero, la ragazza combattuta fra la schiavitù subita (fisica e sessuale, psicologica, non conosce altro modo di vivere che quello, ama il suo tiranno) e i nuovi sentimenti che scopre, grazie all'inatteso ospite, di possedere. Ci sono persino ben 2 finali, uno di stampo gangsteristico ed un altro legato al destino della ragazza.

Insomma, film semplice ma coinvolgente, certamente da definire convenzionale se rapportato al resto della produzione sbalorditiva di questo regista.
Come ho detto ad amici, io di Wakamatsu guarderei qualsiasi cosa, e se uno ne è fan come me non se lo deve perdere.


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