mercoledì 14 luglio 2010

Ugetsu monogatari - I racconti della luna pallida d'agosto

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1953, Kenji Mizoguchi.

Un altro film meraviglioso di Mizoguchi, ai vertici dell'Olimpo. Secondo Orso d'Argento consecutivo dopo O-Haru, altro capolavoro.

Ambientato alla fine del XVI sec., in un Giappone feudale martoriato da guerre intestine, fazioni in lotta. 2 famiglie in un villaggio remoto: Genjuro, con la moglie Miyagi e un figlio, è un vasaio; l'altra è composta dal cognato Tobei e la moglie Ohama. Genjuro oltre ad essere bravo nel suo lavoro ha spirito commerciale e dopo un primo successo diventa ambizioso. Il cognato invece è fissato che vuole diventare un famoso samurai. Dovranno fuggire dopo una scorribanda di soldati, attraverseranno un lago nebbioso, Genjuro per paura dei pirati lascerà al villaggio la moglie ed il figlio. All'arrivo sull'altra sponda sia Genjuro che Tobei realizzeranno i loro sogni, ma purtroppo le infauste preoccupazioni di Miyagi e Ohama troveranno conferma.

Ancora una volta le donne, vittime di un mondo che sfoga su di loro violenza e frustrazione, emergono protagoniste. Entrambe le mogli subiranno gli effetti dell'ambizione dei rispettivi mariti, in particolare Miyagi che saprà parlare a Genjuro, quando tornerà, in modo molto particolare.

E' una storia di formazione se vogliamo, poetica all'inverosimile, ricca di angeli come di demoni, simbolicamente. Costumi e scenografie impressionanti mentre per la fotografia in bianco e nero non ho nemmeno aggettivi da spendere, chissà cosa avrebbe fatto coi mezzi di oggi. Contrariamente a quello che si può pensare, è anche un film di grande dinamismo, sia di montaggio che di trama vera e propria, il numero di eventi a cui si assiste in soli 90' è notevole.

Una storia entusiasmante e coinvolgente, con richiami etici a leggende e mitologie, momenti di reale sogno ad occhi aperti, dei protagonisti ma anche di chi guarda il film, ed uno spaccato storico di un tempo in cui il Giappone era dilaniato da continue lotte di potere tra i feudi, violentissimo, e molto povero (terribili le scene di disperata ricerca di cibo).

Imperdibile, Cinema allo stato puro, un viaggio nel tempo e nella fantasia.


6 commenti:

  1. sono approdata a questo film grazie a Rohmer del quale trovammo un parere su 'i racconti della luna pallida d'agosto' e noi appassionati cinefili dopo la rassegna francese ci impegnammo nella ricerca di questi capolavori ad est! :) il bianco e nero di cui parli tu, però io personalmente non l'avrei scambiato per nulla al mondo con un a colori! anche oggi, i registi quando vogliono 'stupire' delicatamente girano in bicolore! concordo… mitologicamente splendido e attuale! ;)

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  2. ah certo, GUAI A FARLO A COLORI! :D

    ma anche in b/n adesso avrebbe avuto a disposizione macchine da presa, pellicole, ecc..., questo intendevo dire. sicuramente avrebbe fatto cose egregie Mizoguchi, con la medesima sensibilità ed accuratezza.

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  3. ;) Caro Dick, non posso più far a meno delle tue recensioni… :)

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  4. cara Milena, è un grandissimo piacere per me "averti" qua, e anche leggere il tuo ispiratissimo blog :)
    occhio che nei giorni p.v. sono in arrivo altri "orientali" di primissia grandezza ;-)

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  5. regista meraviglioso..non sbagli un colpo,caro minatore

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  6. grazie anche ai vostri consigli, caro esploratore di arcani meandri :-)

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