martedì 6 luglio 2010

Okasareta Hakui - Violated Angels

7
1967, Koji Wakamatsu.

Uscito un anno dopo Embrione che ho visto di recente e considerato da molti uno dei capolavori del grandissimo regista. Non potevo credere si potesse fare qualcosa di ancora più scioccante, eppure è così, ho dovuto attendere un attimo prima di scrivere questa recensione, necessario riprendersi.

In soli 54 minuti tutta la provocazione sulla misoginia, della quale ho scritto nell'altra recensione, qua assurgono a vetta eccelsa. Il film è davvero spaventoso, lo dico anche come preavviso. Nonostante la violenza esplicita sia solo intravista, e il gore si limiti allo spargimento di sangue, quella percepita è terribile.

Non capisco perché in giro ho letto "... un uomo irrompe in un dormitorio per infermiere e le uccide una a una..." più o meno. L'uomo, ossessionato dal sesso come si evince dalla sequenza di foto iniziale, non irrompe, bensì viene invitato ad entrare da 4 delle 6 infermiere residenti, mentre, senza apparente ragione, si muove intorno al dormitorio. E' importante il distinguo. Lo invitano a guardare di nascosto le altre 2 che fanno sesso nella loro stanza. Perché lo invitano? Non so, fatto sta che poi, stavolta sì, sovraeccitato dalle saffiche evoluzioni, irrompe nella stanza e uccide con la pistola una delle 2 ragazze, ed inizia il terrore.

Koji Wakamatsu
Le ragazze non sanno cosa fare, una cerca la fuga, un'altra gli si concede con nefaste conseguenze. Si rendono conto che sono in una trappola con un pazzo. Lui ha allucinazioni, i pianti delle ragazze diventano ululati, dei sorrisi diventano risate stregonesche. Una commette l'errore di dirgli che loro in quanto infermiere sono angeli, e lui la prende alla lettera. Una sola, alla fine, rimarrà con lui, circondata dai cadaveri delle altre ed avranno un dialogo grottesco. Scene finali con immagini di repertorio, altri richiami alla violenza, quella diffusa: sconcertante.

Se c'è qualcuno che pensa che il cinema di Haneke sia il più disturbante che esista, dopo questo si deve ricredere.
Sul film, da Olimpo, ho detto pure troppo.
Un gioiello, da vedere.

Il frame della locandina, in uno dei pochi momenti a colori del film, per il resto in un cupissimo bianco e nero.


7 commenti:

  1. ma chi è, la rosybindi giapponese? le foto ci stanno bene. dopo le vacanze colmerò la mia grave lacuna, grazie

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  2. L'immagine finale è davvero assurda... Si sposa alla perfezione con questo alone di terrore che descrivi nella recensione.

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  3. non conosco, colmerò la lacuna

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  4. Dev'essere potente, già... Mi piace la tua apertura totale!
    Stavo pensando: voglio ben credere che, ad un certo punto, farai un bel pdf (o qualcosa di simile) tipo libro con tutte queste tue recensioni. Secondo me ne varrebbe proprio la pena! Ma mica quando ti fermi, eh?! Un volume alla volta, senza limiti prestabiliti.

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  5. mamma mia quanto sono avanti! non io, eh? Loro, i registi giapponesi che sembra che traspongano i manga nei film! oddiuuuuu hai sentito parlare del nuovo 'Caterpillar' in concorso a Berlino? Voglio vederlo assolutamente! :)

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  6. mi sembra decisamente inquietantemente preoccupantemente angosciante

    vedrò di recuperarlo solo quando sarò nell'umore giusto (ammesso che ci sia un umore giusto per un film del genere...)

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  7. @eustaki: ahah! Wakamatsu la rosybindi, ma come t'è venuta?

    @rospo: ciao, e segna anche questo ;-)

    @Lu: sì, ormai non c'è genere che mi precludo. :)
    chissà, magari google ci metterà a disposizione una utility per fare un documento dal blog, non sarebbe male.

    @petrolio: e pensa che è un film del 1967! quanto hai ragione...

    @marco: secondo me ogni giorno è buono per i grandi film, io ormai è coi film "facili" che mi devo scegliere il giorno adatto, che m'annoiano ;-)

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