venerdì 9 aprile 2010

L'inquilino del terzo piano

6
1976, Roman Polanski.

Un uomo di origini polacche, Trelkovski, affitta un appartamento dopo una curiosa trattativa col proprietario che lo inonda di divieti. L'inquilina attuale, Simon Chule, è in fin di vita all'ospedale dopo essersi gettata dalla finestra. Incuriosito la va a trovare in ospedale, restandone particolarmente colpito. La ragazza morirà e Trelkovski prenderà possesso della casa, solo che dovrà rendersi conto che più che un condominio è una specie di Regno. Tra i condomini vige un regime, dominato dal locatore dispotico, la portinaia pretoriana ed altri: o stai con loro o sei contro. Una situazione di vita angosciante, anche perché i condomini manifestano altri comportamenti bizzarri...

La cosa lentamente produce nel brav'uomo una condizione di persecuzione che diventa sindrome, comincia ad immaginare anche situazioni non reali, percepisce da parte dei condomini e persino da persone esterne il progetto di ucciderlo o meglio di portarlo al suicidio, proprio come Simon ha fatto prima di lui. All'inizio la situazione è persino relativamente comica, poi il film cresce, fino alla fine, in continua angoscia. E non c'è soluzione.

Film misterioso e per questo affascinante, sia per quanto accade che per un finale che "accerchia" la trama. Tante le domande e le possibili interpretazioni: è tutto immaginato o Trelkovski ha realmente vissuto quelle esperienze? cosa rappresentano i geroglifici egizi che trova nel bagno comune? che senso hanno i denti nel muro? MA la domanda irrisolvibile è: quanto della perfidia dei vicini è reale o immaginata?
Non ho risposte proponibili.
Cito solo un curioso momento in cui il protagonista, parlando di fatti di cronaca riguardo a mutilazioni, si chiede se ogni singola parte del corpo contiene il nome della persona che la possedeva o meno, davvero interessante e qua il discorso può sconfinare nel religioso. Fatto sta che un braccio non ha diritto a sepoltura se non quando viene tumulato insieme a tutto il resto del corpo. Mi ha fatto ridere parecchio!

Scritto, diretto e interpretato da protagonista dallo stesso Roman Polanski, BRAVISSIMO in tutti i ruoli, tratto dal romanzo "Le locataire chimérique" di Roland Topor. Non capisco con che logica un polacco naturalizzato francese diventi nel doppiaggio un francese naturalizzato italiano, a riguardo dell'accento, ma devo dire che la cosa rende benissimo, soprattutto nel tono di voce dimesso.
Ho letto che è stato fatto uso, tra i primi film in assoluto a farlo, della Louma. Alcune riprese hanno effettivamente angolazioni da vertigine, in particolare quelle all'interno del cortile sono notevolissime.

IMPERDIBILE! Non stancherebbe se visto più volte.
Con "Rosemary's Baby" Roman aveva già rasentato l'Olimpo. Con questo ci entra a pieno titolo, anche per accumulo di meriti.

Non posso non citare, per affinità anche se ben diverso, un altro splendido film d'horror condominiale: La Comunidad - Intrigo all'ultimo piano.

6 commenti:

  1. Non conoscevo questo film, ma eppena ho cominciato a leggere la mente è volata proprio a Rosemary's Baby. Devo assolutamente vedere anche L'inquilino del terzo piano. Grazie per la segnalazione.

    RispondiElimina
  2. Bellissimo! Spero che nell'Olimpo tu abbia messo anche "Repulsion"
    In qualche modo ho in testa che la vita di Polanski somigli beffardamente ai suoi film.

    RispondiElimina
  3. fai bene Nicola, se t'è piaciuto Rosemary non può fallire.
    Arlene: http://robydickfilms.blogspot.com/2010/01/repulsione.html . è un film geniale! Polanski ha la fissa con gli appartamenti. :)

    RispondiElimina
  4. fantastico, questo è il mio preferito di Polanski!!! E non vedo l'ora di andare al cinema a vedere "L'uomo nell'ombra", forse già questo weekend...Spero di leggere presto una tua recensione a riguardo!

    RispondiElimina
  5. Ciao Ale! :-)
    La leggerai sicuramente, ma dopo la tua visto che lo vedrai decisamente prima di me.

    RispondiElimina
  6. detto fatto: visto ieri sera, recensito stamattina ;)

    RispondiElimina