giovedì 3 agosto 2006

Garage Olimpo

4

1999, Marco Bechis.

Da quanto ho letto in giro, Marco Bechis subì a 22 anni la prigionia riservata ai prigionieri politici del regime militare argentino che, con a capo Videla, tenne l'argentina nel terrore tra il 1976 e l'82. Ha quindi esperienza sull'argomento più che diretta, e fu uno dei pochissimi che ne sopravvisse.

Come tutti sanno ormai, i prigionieri politici, oppositori del regime, avevano un destino segnato: venivano torturati con scariche elettriche al limite della sopportabilità per farli parlare e poi, sistematicamente, uccisi. In che modo enivano uccisi? Questa cosa non la sapevo e l'ho appresa dal film. Mi ha lasciato di sasso... scopritelo da voi comunque, è pur sempre un film e il finale è bene non rivelarlo.

E' un film giustamente famoso. Sull'argomento ne sono usciti diversi (ad es. Missing di Costa-Gavras, che ripasserò a breve), ma questo ha diverse particolarità.
Anzitutto la già citata esperienza personale del bravissimo regista.
Poi la grande crudezza della cronaca dei fatti senza lasciarne alcuno alla fantasia dello spettatore, dall'arresto fino alla tragica fine dei prigionieri e sovente anche dei loro familiari, pur risparmiandogli scene cruente e certamente difficili da sopportare. Tutte le vicende sono intervallate da riprese di vita quotidiana, quasi sempre panoramiche su Buenos Aires, che continua silenziosa la sua vita di tutti i giorni.
Infine la bravura di aver saputo inserire una storia d'amore, tra Maria e un suo carceriere che ella scopre, proprio nel Garage Olimpo, luogo di prigionia e tortura, essere un suo conoscente. E' una storia inventata, eppure talmente plausibile... mantiene alto il tasso di umanità della vicenda.

4 commenti:

  1. mamma mia che pena! un dolore immenso, ho pianto per una settimana intera dopo averlo visto! :

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  2. terribile questo film. io ho avuto incubi con quel finale...

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  3. Mi trovo a dover disegnare una storia sul tema e ho rivisto questo film che già al cinema mi aveva colpito profondamente. Un film giocato su un tono sommesso, quasi indifferente, ma tutt'altro che documentaristico, infatti come dice Roby è fiction di alto livello perchè potrebbe essere tranquillamente vera per filo e per segno. L'orrore mai mostrato palesemente ti gela il sangue ben più del gore, perchè sei tu a riempire con l'immaginazione gli omissis, e sapendo ciò che è stato in Argentina (e sicuramente è tuttora in ogni dittatura), non hai che da ringraziare chi ha fatto un film del genere. L'attrice protagonista è eccezionale, anche il suo carceriere, il loro rapporto è un'altro aspetto dell'orrore raccontanto dalla tristissima vicenda.

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  4. ciao Roby... be', anche se per lavoro, non ti sei visto certo un film natalizio. ottima scelta comunque, gran film questo

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