martedì 22 agosto 2006

Easy Rider

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1969, Dennis Hopper.

Peter Fonda e Dennis Hopper l'hanno proprio voluto questo film, lo hanno ideato, scritto, interpretato da protagonisti. Fonda l'ha prodotto e Hopper l'ha diretto. Era proprio il loro film.

E' un cult-movie, lo conoscono (di fama) tutti, è il film che ha imposto il mito dei chopper americani su base Harley, è pieno di "personaggi" in giro che li scimmiottano... ma il film non parla di moto.
All'inizio stavo per sbatterlo nel cestino. Guardo per mezzora 'sti 2 sconvolti smerciare in droga per far soldi, poi mi faccio 2 balle a guardarli viaggiare nei deserti e nelle pianure sconfinate, incontrare comunità di sconvoltoni peggio di loro e non ho dubbi: è la solita rottura di cojones con l'on the road (genere che mi fa cagare) americano, i miti della frontiera, ecc..., misto lesso di carne trita e ritrita, panorami, albe e tramonti, primi piani e mortaccioni love&peace che non dicono nulla, ché nulla hanno da dire.

... Tengo duro.
Mi dico: c'è un sacco di gente, più vecchia di me, che stimo, che ne parla alla grande. Ne ho sempre visto qualche scena ma mai tutto. E proseguo, speranzoso e incazzato (non sarebbe il primo pacco da film noto che mi becco).
... Invece ...
Il film comincia a farsi interessante. Entra Jack Nicholson, favoloso, non è più interessante per quello, però il suo personaggio comincia a parlare, a emettere frasi e concetti che hanno senso (in un film quasi muto sino ad ora), a fare amicizia coi 2 riders, a viaggiare con loro. E' un alcoolista lui, comincia a farsi qualche joint e, a un certo punto, proprio la notte prima di... svela tutto il senso del film, il senso della vita dei riders, che nemmeno loro sapevano.

E' un film che parla della Libertà, del suo significato più puro e delle reazioni che un uomo veramente libero può provocare nella gente, in quella libera e soprattutto in quella che non si sente tale.
Una piccola lezione sulla cultura americana, su un aspetto di essa, certo, che secondo me è ancora in auge.
Un messaggio chiaro, semplicissimo e diretto.

Arriveranno a New Orleans, partiti dal Messico, in tempo per il carnevale, e qui ci saranno delle scene stupende, qui ci sarà il "cinema", poi si ripartirà in sella alle moto e ci sarà la fine, inevitabile e imprevedibile.


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