domenica 6 agosto 2006

Il tamburo di latta

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1979, Volker Schlöndorff.

E' la riproduzione cinematografica dell'omonimo romanzo, capolavoro di Günter Grass.
Risultato ottenuto: CAPOLAVORO DEGNO DEGLI DEI!
Non esagero e stavolta anche i premi conseguiti avvallano il mio entusiasmo. Se ha vinto la palma d'oro ex aequo con Apocalypse Now (anno magico per il cinema, evidentemente) ci sarà un perché.

La trama ovviamente è quella del libro. Attraverso le vicende familiari di Oscar si viene a conoscenza della storia di Danzica, bellissima e gotica città sul Baltico perennemente contesa tra Polonia e Germania. Dalla fine dell'800 fino al 1933 la storia è percorsa rapidamente, poi in modo più approfondito fino alla fine della seconda guerra mondiale.
Oscar è un bambino "particolare". Al terzo compleanno gli regalano un tamburo di latta e lui, lo stesso giorno, Decide (proprio così) di non crescere più, anche fisicamente. E così sarà! Scoprirà inoltre di disporre, nel suo grido, di un'arma micidiale... Tramite Oscar si vedranno le bizzarrie della sua famiglia, anche legate alle numerose etnie che popolano Danzica, e tutte le bizzarrie che possono nascere dal Nazismo prima e dalla guerra poi, con un occhio diverso, di un fanciullo adulto.

Durante il film ho fatto una pausa per capire meglio la storia che guardavo. Questa pagina è risultata perfetta e molto utile: Storia di Danzica.
Günter Grass (Nobel Letteratura nel 1999), di chiara origine tedesca, è nato e cresciuto a Danzica. Pur nella parodia grottesca, la ricostruzione storica, nei minimi particolari, è perfetta, e il film ne è più che degno rappresentante, con costumi, fotografia e regia da assoluta eccezione.

Da eccezione anche l'attore che interpreta Oscar, D. Bennent, che aveva 12 anni all'epoca e che, grazie alla sua bassissima statura, interpreta Oscar dai 3 ai 21 anni. Perfetto per la parte, con mimiche facciali sorprendenti... molto molto bravo.

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