lunedì 21 agosto 2006

Hiroshima mon amour

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1959, Alain Resnais.

Ho già avuto modo di vedere un film, anche se molto più recente, tratto da un romanzo di Marguerite Duras, L'Amante (1992), anch'esso molto bello.

In questo caso non ho letto il romanzo e non sono in grado di valutare la fedeltà del film, ma una cosa è certa: è un film, e una storia, meraviglioso.
Altra cosa certa è la bravura di Resnais. E' il secondo film che vedo, fatto da lui - l'altro è Parole, parole, parole... (1997) - ed è la seconda volta che ne sono incantato.

Sullo sfondo di 2 storie drammatiche, quella di Hiroshima e della sua catastrofe e quella della protagonista e delle sue vicende a Parigi durante la guerra, proprio al termine della stessa nel 1945, si svolge una struggente storia d'amore, fra la francese che si trova appunto ad Hiroshima per lavoro e un giapponese. Entrambi sposati ma temporaneamente distanti dalle loro famiglie, creano un legame irresistibile basato sull'amore che contrasta le sofferenze.

La prima parte del film racconta il dramma dell'atomica (con anche filmati di repertorio agghiaccianti), di come lei sia attratta da ciò, dal desiderio di capire. Lui la aiuterà, e poi la aiuterà a far emergere le paure lasciate in Francia, nel piccolo paese natio che dovette abbandonare per approdare a Parigi, del perché lo fece...

Ci si chiede: ma la Duras, con quelle 2 storie accomunate, quella di Hiroshima e quella della francese, che cosa ha voluto trasmetterci? Il primo acchito è difficile. La storia affascina ma lascia un po' sgomenti ed è utile interrompere la visione ogni tanto, per fare qualche riflessione, proprio come si fa quando si legge un libro. Alla fine però i 2 amani vengono incontro al lettore/spettatore, si chiameranno per nome, ma non coi nomi di nascita, e in quei 2 soprannomi si avrà la chiave di lettura.

Settima arte fusa con la quarta. Capolavoro.


4 commenti:

  1. bè che dire? ecchecavolo nessun commento per un film così coinvolgente che mi ha lasciato una o due ore (ai tempi, oggi sicuramente una giornata :)))) a bocca aperta. Una sensualità, un ardore che oggi quando vedo estenuanti e dettagliate scene di sesso, dico così brutto è? :) Oh, Dick, veramente uno scrigno prezioso! Io di questo film in un post ho fatto un parallelo tra 1945 e 2010… ispirata da tanto tanto tanto… ;)

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  2. ho scritto a lungo nel blog praticamente in solitaria, hai visto di quand'è la recensione? molti grandissimi film non hanno commenti. non sempre sono belle recensioni, dovevo farmi le ossa, ma qualche volta sì, come per questo capolavoro: http://robydickfilms.blogspot.com/2007/09/rocco-e-i-suoi-fratelli.html

    devi fare un altro commento qua però, mettendo il link al tuo post, mi piacerebbe lo facessi.
    grazie :)

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  3. Opera d'arte.Pochi film come questo riescono a dir tanto in un contesto culturale cosi alto.Infatti credo che molti spettatori alla visione lo snobbino,sia x le scene lunghissime e lente a volte con dialoghi assenti(ma intrisi di valore poetico)sia per le poche azioni che effettivamente mancano e che portano alla noia.Ma ad 1 sguardo piu' attento si puo' notare il pregevole lavoro di questo regista che stravolse gli schematismi del cinema classico,inaugurando la corrente d'avanguardia della nouvelle vague.Abbiamo una sceneggiatura quasi scarna,dove lo schema narrativo viaggia su 2 binari paralleli di tempo e spazio.La vicenda reale e principale si svolge in giappone dopo la catastrofe nucleare mentre quella interiore-analitica si svolge in francia anni prima durante l'occupazione tedesca.Questi 2 mondi paralleli non sono altro che la rappresentazione del dolore che diventa sovrastruttura: e' sia dolore collettivo (giappone),sia individuale (francia).Il parallelismo inoltre crea un dissidio interiore nella donna che e' costretta al rifiuto dell'amore perche' prorio tale sentimento l'ha portata a sentire dolore.Altra chicca del film e' quella dell'anonimato,infatti nessuno dei personaggi svela il proprio nome,in una sorta di mistero irrisolvibile.Ma anche la scelta del regista di non far vedere piu' di tanto (com'era presumibile da 1 film ambientato in giappone in quell'epoca)l'orrore della tragedia atomica che e' curiosamente riassunta brevemente nella realizzazione di un film nel film,ma bensi' di focalizzarsi sulla vicenda dei 2 protagonisti.Insomma che altro dire,certamente meglio di una visione di uno splatter-movie(niente al contrario)dove le emozioni a corto raggio vengono servite su ampie tavolate ad un pubblico edonista e generalista che se ne frega di riflettere e pensare e che vuole tutto e subito .Si gode certamente di piu' nel non farsi troppe domande su quello che si ha visto e al massimo domandarsi chi ha vinto l'ultima edizione del grande fratello.Quello si che e’ importante!(mi scuso per i toni da moralizzatore,ma a volte ci vuole!)

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  4. grazie redroom, hai dato miglior vigore ad una rece scarna, su un film veramente capolavoro massimo.
    fai pure il moralizzatore, ahah! io scrivo ben di peggio :D

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