sabato 29 ottobre 2011

La Chiesa (aka Démoni 3) - The Church

8
1989, Michele Soavi.

La modella con l'abito da sposa/ Antonella Vitale (tòh, guarda chi si rivede anche qui):- “Perchè nessuno fa niente per farmi uscire di qui?”

Hermann il sacrestano/ Roberto Corbiletto :- [a Lottie] “Oscena bugiarda! Ti faremo lavare qui la bocca con il sapone, qui!”

Madre di Lottie/ Alina De Simone :- “Non farmi aspettare per quelle cipolle di Hermann”

Padre Gus/ Hugh Quarshie :. [dopo che un enorme pesce indemoniato sta attaccando il modello maschile] “MIO DIO! Che cosa sta succedendo qui?”

Prodotto e co-scritto da Dario Argento, questo film fu originariamente ideato come il secondo splatteroso seguito a “Dèmoni” di Lamberto Bava. Invece, il regista Michele Soavi - un giovane pupillo di Argento – infondendo uno stile più serio, realizzò un horror thriller sicuramente più elegante che può sicuramente stare tra i suoi meriti maggiori. E fu il seguito naturale al suo primo film, lo slasher low budget di buon successo di “Deliria” (1987).

Con "La Chiesa", Soavi dimostra un gusto visuale in grado di rivaleggiare con quello del suo mentore, Argento.
La storia prende in prestito elementi da entrambi i film di “Dèmoni” (il male che può infettivamente diffondersi come un contagio) e dallo stesso “Inferno” di Argento (la struttura stessa / la progettazione di un edificio è la chiave per sbloccare le forze soprannaturali). In questo caso, naturalmente, è una chiesa - un'immensa cattedrale gotica in una città senza nome in Germania. In apertura del film, vediamo gli eventi che hanno avuto luogo in epoca medievale, che hanno portato alla sua costruzione. Uno squadrone di Cavalieri Teutonici, credendo un gruppo di contadini essere adoratori del diavolo, brutalmente massacra molti di loro..., uomini, donne, bambini e persino animali. Quando i corpi vengono gettati in una fossa e sepolti, un prete fanatico santifica la terra e comanda che una casa di Dio debba essere costruita sulla tomba di massa per mantenerne gli spiriti maligni per sempre sepolti nella terra.

Flash forward ai tempi moderni. Le opere d'arte barocca della chiesa sono in restauro ad opera di Lisa (Barbara Cupisti), una vivace giovane artista che ha immediatamente attratto il nuovo bibliotecario, bello e prestante, Evan (Tomas Arana che poi avrebbe interpretato anche “Il Gladiatore” ['00] di Ridley Scott). Insieme tromberanno da scintille con grande sdegno del raccapricciante vecchio vescovo/vicario (Feodor Chaliapin, Varelli di “Inferno”) - Evan in realtà è però più affascinato da un'antica pergamena che Lisa ha trovato nascosta all'interno di un muro di quella che lei ha nei suoi pantaloni. (Bietolone, è pur sempre una discreta topa...) Decifrare il codice latino inscritto nella pergamena porta il curioso Evan ad un "sigillo con sette occhi", situato nel pavimento della umida chiesa, tra le ammuffite catacombe. Potrebbe esserci un tesoro, a giacere sepolto sotto la pietra? Dei segreti a lungo nascosti all'umanità? Curioso come il proverbiale gatto, Evan rimuove il sigillo che rivela un'apertura verso la camera sottostante ... e scatena nella chiesa una potentissima forza del male che entrerà in possesso non solo di lui ma di tutti coloro che sono e che metteranno piede all'interno delle sue mura. Se ciò che è al suo interno, dovesse sfuggire verso l'esterno, il mondo intero cadrà sotto il dominio del Diavolo.

Di grande impatto visivo, ”La Chiesa” è frullatore di stili e tendenze visual-musicali alla moda degli anni'80, con un superbo "look" – tra l'iconografia di Hieronymus Bosch filtrata attraverso gli occhi e la velocità videoclippara di MTV. I dintorni della chiesa gotica, in cui è ambientato quasi tutto lo svolgimento della storia, sono utilizzati anche con meravigliosi effetti. Particolarmente ben eseguite sono le sequenze che coinvolgono i macchinari segreti integrati nella struttura della cattedrale. I valori di produzione sono alti per il cinema italiano di quel periodo, alla morte del cinema di genere nazionale. Soavi gestisce sia la parte medievale che quella moderna con la stessa naturalezza. All'apertura con i Cavalieri Teutonici in una sudicia ambientazione da "Tira fuori la tua morte!" la sensazione è generalmente di autenticità, anche se accompagnati dalla splendida partitura al sintetizzatore di -nientemeno che- Philip Glass. Gli effetti gore sono abbastanza buoni e usati con giudizio - questo non è uno splatterfest come “Dèmoni” il quale era andato abbastanza “over the top”, troppo spesso per il bene del film. (Ma c'è da restare tranquilli, c'è ancora abbastanza delle molliccie cose a disposizione per soddisfare la maggior parte dei cercatori di gore.) Per quanto riguarda la recitazione essa passa dal bene al passabile – e non sempre è il caso dell'horror italiano - con Arana il quale ha sempre avuto una gran presenza scenica ma non molta fortuna al cinema, Giovanni Lombardo Radice come Reverendo, e soprattutto Hugh Quarshie - ottimo attore britannico di colore - come Padre Gus, Chaliapin e l'allora adolescente figlia Asia, come la figlia del sagrestano della chiesa, la topa più discreta è come detto la Cupisti, la quale è abbastanza arrapante e sopportabile; ma le sue ovvie scene di nudo sono comunque troppo brevi). Anche il doppiaggio è sopra la media. La media generale è poi aiutata e composta di molto dall'apporto della colonna sonora alla quale hanno nuovamente partecipato Argento, Keith Emerson, e i Goblin, anche se non memorabile come quelle per “Inferno”“Suspiria”, rimane comunque l'elemento forte del film.
I valori evidenziati sopra compensano alcune evidenti debolezze. La narrazione non è particolarmente focalizzata, come la storia essenzialmente porta a scambiare i personaggi almeno tre volte. Gli ultimi 40 minuti vedono una troppo comoda introduzione di una sfilata di potenziali vittime, tra cui la troupe al lavoro su di un servizio fotografico, una visita guidata di ragazzi delle scuole, un paio di eccentrici anziani, e una coppia di litiganti ragazzo e ragazza motociclisti.

Ci sono un paio di divertenti errori degni di nota. In una scena Lisa/Barbara Cupisti, vestita con una camicia da notte, compie lo sfondamento a capofitto attraverso una vetrata più pulito (probabilmente voluto da Argento, del quale è un momento riconoscibile e presente in quasi ogni suo film) che abbia mai visto - non si è nemmeno graffiata. Avrete anche la testimonianza più veloce del tempo di risposta della polizia nella storia del cinema, come dimostrano i poliziotti che arrivano in 10 secondi netti dopo che la terrorizzata Lisa ha fatto una telefonata di emergenza per chiedere aiuto. (Soavi, tra l'altro, che spesso ha fatto l'attore, anche qui compie un cameo come uno dei poliziotti.)
Con “La Chiesa” la somma dei suoi elementi è certamente migliore di quella dei due “Dèmoni” di Lamberto Bava precedentemente prodotti da Argento.

L'occhio registico di Soavi e il suo allora senso della spettrale atmosfera, ben aggiunta ad una colonna sonora molto bella come detto comprendente anche un brano di Philip Glass, e di Simon Boswell, ne fanno un'esperienza visivamente e sonoramente gratificante, a partire dal bellissimo inizio con l'attacco dei cavalieri teutonici. Per gli appassionati degli horror italiani per i tardi anni '80, quando oramai tutti o quasi i film del filone ormai agonizzante erano comatosamente pauperistici e mediocramente insignificanti, questo è al confronto imperdibile, e probabilmente l'horror italiano migliore di quel periodo.

Joanna:- “Dove cazzo sei stato? Ti ho cercato dappertutto.”
Bruno:- “Joanna dobbiamo uscire di qui.”
Joanna:- “Beh cosa stiamo aspettando, eh?”

L'immagine della ragazza nuda del motociclista abbracciare un serpente alato,è presa direttamente da un famoso dipinto di Boris Vallejo.

Tutte le edizioni video de “La Chiesa” uscite negli Stati Uniti sono disponibili in due versioni: R Rated (vietata ai minori di anni 18) o Unrated/non tagliata quindi senza censura. Ci sono errori su tutti box e le videocassette circa le durate: tutte le videocassette hanno scritto sul retro della copertina di durare 110 minuti e 102 minuti di durata sulla cassetta, non importa se sulla versione R rated o sulla versione da 110 minuti priva di rating (visto di censura con relativi tagli). E' stata scritta correttamente sul box e sulla videocassetta che è uscita come non tagliata / priva di “rating”.


Da Wiki:

Produzione

In origine La chiesa doveva essere il terzo episodio della serie di Dèmoni, diretto da Lamberto Bava nel 1985 (l'altro episodio, Dèmoni 2 - L'incubo ritorna fu diretto sempre da Bava nel 1986). Tuttavia Bava era impegnato con degli impegni con Fininvest, che gli avevano proposto la realizzazione del film per la televisione Fantaghirò. Seppure a malincuore, Bava dovette rinunciare a Demoni 3 accusando lo sceneggiatore Dardano Sacchetti di aver volutamente ritardato la realizzazione della sceneggiatura. Il posto di Bava fu preso da Michele Soavi, che cambiò il titolo e la scena iniziale. La sequenza iniziale con i cavalieri templari che distruggono il villaggio delle streghe era ispirata alla sequenza iniziale di Conan il barbaro, in cui i barbari distruggevano il villaggio di Conan.

Data di uscita
  • Italia, La chiesa 10 marzo 1989
  • Stati Uniti, The Church 30 gennaio 1991

Location
  • La chiesa di Mattia di Budapest, utilizzata per girare gli esterni di La chiesa.
  • I resti della chiesa di San Nicola di Amburgo, set dell'ultima scena del film.
La cattedrale gotica, teatro nel film è nella realtà (almeno per ciò che riguarda gli esterni) è la chiesa di Mattia che si trova nella piazza Szenthàromsàg a Budapest. In precedenza chiamata Chiesa della Madonna, la cattedrale risale ad un periodo compreso fra il 1255 ed il 1269. Le rovine mostrate invece nell'ultima scena del film sono invece i resti della chiesa di San Nicola, edificio ottocentesco dotato di uno dei campanili più alti del mondo. L'edificio fu distrutto dai bombardamenti della seconda guerra mondiale, da cui però si salvò l'altissimo campanile.

Colonna sonora

La colonna sonora del film fu realizzata dal duo britannico-americano Keith Emerson e Phillip Glass. La colonna sonora include brani dei Goblin e di Fabio Pignatelli.

Tracce
  1. The Church (Main Theme) - Keith Emerson - 4:02
  2. La chiesa - Goblin - 5:20
  3. Prelude 24 - Johann Sebastian Bach (arr. Keith Emerson) - 2:21
  4. Possessione - Goblin - 3:24
  5. Floe - Philip Glass - 8:50
  6. The Possession - Keith Emerson - 2:23
  7. Lotte - Goblin - 3:20
  8. Go to Hell - Zooming on the Zoo - 4:00
  9. The Wire Blaze - Definitive Gaze - 3:35
  10. The Church Revisited - Keith Emerson - 4:24
  11. The Church (single Mix) - Keith Emerson - 4:06
  12. La chiesa (suite) - Goblin
  13. Suspence chiesa 1 - Goblin
  14. Suspense chiesa 2 - Goblin

Critica

Nei confronti del film la critica ha avuto giudizi piuttosto altalenanti. Il sito FilmUp assegna al film un giudizio di 7,5 su 10. Il sito MyMovies dà al film un giudizio di 2,07 su 5, giudicando la sceneggiatura del film abbastanza confusa, ma lodando il punto di vista estetico del film, giudicando La chiesa "visivamente molto accurato e ricco di suggestioni". Viene inoltre lodata la semi-esordiente Asia Argento. Simile il giudizio del sito Il Davinotti che considera buona la fotografia del film, poco incisiva la colonna sonora e scarno e confuso il soggetto.

(fine wiki)

Il progetto per la creatura tra lucertola-demone-gargoyle è tratto da una famosa scultura in legno del '600 raffigurante un uomo che vende la sua anima al diavolo.

In origine, Soavi e Argento avrebbero voluto girare il film nel Lorenzkirche di Norimberga (Germania), e hanno lì girato anche alcune inquadrature di prova che sarebbero rimaste. Tuttavia, quell'ambientazione venne abbandonata perché la città di Norimberga non volle che lì vi fosse girato un film horror.

Anche se il film è conosciuto pure con il titolo di “Dèmoni 3”, la sceneggiatura di "La Chiesa" non ha nulla a che fare con il resto della serie “Dèmoni”.

In totale il film ha avuto otto sceneggiatori, tutti accreditati e che hanno lavorato alla sceneggiatura.

Anche se venne originariamente concepito come un altro episodio della popolare serie Dèmoni”, il regista Michele Soavi ha insistito che il film fosse unico e non legato ad altri e che non venisse collegato con i film “Dèmoni” e "Dèmoni 2: L'Incubo ritorna”. In un'intervista Soavi definisce il film "Demoni" come "ciarpame sotto forma di pizza cinematografica", mentre “La Chiesa” voleva essere un film ben più sofisticato.

Il titolo del film per la sua uscita cinematografica in Spagna è stato “El Engendro del Diablo”, che significa "Il feto del diavolo."

Napoleone Wilson



























8 commenti:

  1. Ottima recensione Napoleone,mi hai fatto venire voglia di rivederlo.

    RispondiElimina
  2. Ho sempre pensato a Michele Soavi come l'ultimo autore degno del cinema di genere italiano. In fondo Dellamorte Dellamore è un pò il canto del cigno di un filone che adesso ci invidiano tutti. Vedere Soavi che fa fiction poi: mi piange il cuore a pensarci (perchè di vederlo in una veste così squallida mi rifiuto).
    La Chiesa non l'ho visto ma prometto di recuperarlo.

    RispondiElimina
  3. cari Fra e Carciofo, merita decisamente.
    come ben dice Sensei (aka Napoleone) ci sono aspetti contrastanti in questo film, picchi di cinematografia e incomprensibili "cadute"... l'incipit è proprio argentiano con piano sequenza "a ritroso" spettacolare nella chiesa, dopo la terribile sequenza dell'eccidio.
    bello, a me è piaciuto molto e condivido la rece.

    RispondiElimina
  4. +Case
    -Chiese
    f.to Brigate Gore colonna Sam Raimi.

    RispondiElimina
  5. I commenti su Barbara Cupisti sono falsi e fuor di luogo. All'epoca era molto semplicemente la compagna di Soavi.
    Giovanni Lombardo Radice

    RispondiElimina
  6. ciao Giovanni. la rece è di Napoleone, normalmente non tocco mai quello che mi mandano i soci. penso che in ogni caso, vere o meno che siano quelle info, alla rece non aggiungono nulla e le cancello subito.

    RispondiElimina
  7. Sono/siamo molto onorati di avere un commento di un attore che ho sempre molto stimato, quale è Giovanni Lombardo Radice, anche importante nel nostro cinema di genere, seppur tardivo, quando il numero di film che venivano realizzati era già calato paurosamente come quindi le occasioni di ruoli cinematografici per un bravo attore di teatro, come Lombardo Radice.. Giovanni, le info saranno anche fuori luogo come dici te sicuramente, ma si basano su cose riportate certo, "ufficiosamente" e anche meno anche per quanto riguarda Argento e le attrici, sui giornali degli anni'80. La produzione de "La Chiesa" poi è bene ricordarlo era della allora Penta cinematografica/CG Group/Silvio Berlusconi Communications, non ancora Medusa.

    RispondiElimina
  8. Padre Gus/ Hugh Quarshie :. [dopo che un enorme pesce indemoniato sta attaccando il modello maschile] “MIO DIO! Che cosa sta succedendo qui?”


    Mi basta questo per capire che La Chiesa è un must!!
    Rammento che ero piccola quando era uscito, e ne parlavano come un filmaccio truce e vietatissimo... se poi dici che è anche bello visivamente non posso mancare!
    Intanto prima recupero Demoni 2, poi guarderò questo...

    RispondiElimina