sabato 15 ottobre 2011

Les Femmes du 6e étage - Le donne del 6° piano

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2010, Philippe Le Guay.

Film carinissimo, uscito in Italia questa tarda primavera e riproposto in un piccolo e storico cinema di Milano, il Palestrina, dov'è in programma fino alla fine di questo week-end. Poca eco in Italia anche se ben gudicato dalla critica, mentre in Francia ha avuto grande risonanza e successo al botteghino.

Ambientazione: Parigi primi anni '60 (dopo il 1° luglio 1962, perché si parla a un certo momento di De Gaulle e della indipendenza algerina già avvenuta). In un appartamento lussuoso all'interno di un condominio d'alta borghesia vivono Jean-Louis Joubert, ricco titolare di un'agenzia di consulenze finanziarie, con la moglie snobbissima anche se di estrazione provinciale, e i 2 figli che vanno avanti e indietro dal collegio (compariranno raramente) con le loro viziate facce da schiaffi. Anche il loro, come tutti gli altri appartamenti, dispone di una domestica full-time. La bretone che hanno se ne andrà per dissapori con la signore Joubert e arriverà Maria, giovane spagnola appena arrivata in Francia.

Al sesto piano di quel palazzo, ognuna con una stanzetta senza bagno in camera, senza né vasche né docce nemmeno in comune e solo una turca a disposizione di tutte, risiede un vivace gruppo di domestiche spagnole, tutte impegnate nel condominio stesso o in altri vicini. Sono donne fuggite dal regime franchista, o perché perseguitate, o per spedire a casa soldi che da loro non potrebbero guadagnare. C'è chi ha lasciato in Spagna figli, mariti, amori. Giovani e meno giovani, belle e non, tutte hanno a fattor comune un'allegria contagiosa - almeno, per chi ha il carapace un minimo permeabile - e la messa cattolica della domenica, recitata in spagnolo ché solo loro ci vanno in quella chiesa. C'è un'eccezione, una comunista dura e pura che fuori dalla chiesa vende giornali della gauche più estrema, che fa parte delle tante, divertenti ma mai banali, macchiette della trama.

Jean-Louis prima si innamorerà dell'efficienza della nuova domestica, infallibile a fare il suo uovo alla coque in 3'30" come tempo preciso di cottura. Poi s'innamorerà dello spirito e della forza vitale di queste spagnole, interessandosi a loro, facendo riparare il loro bagno intasato, persino trovando lavoro a una di loro in difficoltà e le calienti iberiche lo ripagheranno con tutta la loro allegria, al punto che il metodico, stanziale, abitudinario, imperturbabile uomo di borsa comincerà a portare un po' di quello Spirito Vivo anche al lavoro.

Poi inevitabilmente s'innamorerà di Maria, insieme a chi scrive, la splendida Natalia Verbeke (vedi foto castigata a dx) che anche col trucco "me so' appena svejata" è davvero uno spettacolo!
Jean-Louis verrà sgamato dalla moglie, non per Maria, che lei nemmeno considera una donna possibile per il marito, ma per inesistenti flirt da lei sospettati e da 2 pettegole inzichignati, tra lui e una facoltosa tam quam civettuola cliente. Gli imporrà di andarsene di casa e dove andrà a vivere il meschino? Al sesto piano!, in una stanzetta piccola sì, ma sua, solo sua, c'è tutto quel che gli serve, e Maria poi è lì vicino... qua devo fermarmi, anche per motivi personali che mi coinvolgerebbero troppo e finisce che "emotivamente" vi spoilero tutto. Meglio lasciare il resto da godere.

Segnalo anche la pregiata presenza, sempre tra le spagnole, di Carmen Maura (foto a sx), che cito sempre quando presente e non ha più bisogno di elogi, ne ho spesi tanti per lei, mi piace molto, cosa che dice poco. Più interessante è che piace molto anche a Pedro Almodóvar e Álex de la Iglesia.

Consigliatissimo, mi ripeto. Facile e gustoso, pure interessante. Storicamente è ineccepibile e non avevo mai sentito di questo flusso migratorio di spagnole verso la Francia ai tempi, erano richiestissime appunto come domestiche, cameriere... Tra i loro sogni, per le più giovani ancora senza famiglia, magari quello di accasarsi con qualche francese, meglio magari se benestante. La maggior parte però pensava solo a chi aveva lasciato in patria, a stare in gruppo con le connazionali per sentirsi meno sola e più protetta, e appena possibile di rientrare al proprio paese. Nel film non ne parla, ma sicurissimo che qualcuna di loro finiva anche a fare "la vita" come si dice, era inevitabile, e che le più belle venivano spesso insidiate lo si capisce anche qua. Ricorda niente di attuale tutto ciò? La storia è spesso un ripetersi...

Nessun timore comunque. Scopo primo è divertire con garbo ed eleganza, ed eleganti sono le gradevolissime musiche di Jorge Arriagada che vanno dal folk moderno francese alla chitarra stile Paco De Lucia, alternate a seconda della scena ripresa.
Eravamo forse in 10 in sala, ma tutti a ridere, o sorridere o commuoversi. Sbadigli mai. Film da lieto fine ovviamente, senza eccedere in mielismi, adatto a tutti. Piccole e dirette battute "sociali" sulla condizione di quelle donne, evitando d'indugiare, quanto basta per fare una breve riflessione e tornare a godersi la storia.
Robydick


14 commenti:

  1. ti faccio l'unica domanda che mi interessa: ma poi se la chiava?
    a parte gli scherzi - ma mica tanto- film che ho in stand-by, penso di vederlo stasera in dolce compagnia.
    p.s. scusa per il francesismo, o spagnolismo.. boh.

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  2. Eheh, metti insieme la raffinata intelligenza delle commedie francesi e attrici come Carmen Maura e non puoi che ottenere un supercult...
    Questo me lo segno e strasegno, cazzo.
    Ma poi come fa uno a non diventare "snob" (o come dicono altri "radical-chic") se a vedere le Perle ci si ritrova (com'è forse naturale che sia) in DIECI in sala, mentre per vedere la merda si formano code sul marciapiede di fuori?

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  3. Harmo, tu mi provochi, vuoi lo spoiler a tutti i costi? va be', nei commenti è permesso: ebbene sì, ma nessuna scena erotica :)

    eh Zio, lo so... tra i pochi alta la percentuale di spettatori "solitari", gente che proprio pensa unicamente a godersi lo spettacolo. fai benissimo a segnarlo, per quel che ti conosco ti piacerà molto.

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  4. Si pare bello, proprio bello, poi adoro i francesi, lo sai. Alle sale deserte ormai ci siamo tristemente abituati, poi se ci vai anche di mercoledì... A Udine ovviamente non c'è, forse nemmeno c'è mai passato. Comunque...o soi lade a cirîlu e lu ài čhatât! NON è un francesismo, eh! Ma qui ormai siam tutti poliglotti ;-)
    ****

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  5. be' ma il mercoledì, col fatto che costa un po' meno, ci va la gente al cinema. certo, non come nel weekend. ehm... quel "glotto" non l'ho capito però, ahah!

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  6. dovresti, dovresti... te lo dico "in privato", ma intendiamoci, non è una sconceria!:-)

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  7. Infatti ce l'ho in lista da un po'. Da quand'è uscito - ma io sai che arrivo sempre di rimbalzo, lento!

    Un abbraccio, Roby!

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  8. visto e approvato, bel film, i francesi ormai ci surclassano anche con le commedie, ca va sans dire.

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  9. grazie Lu! ricambio con piacere :)

    Harmo, mi fa piacere e non ne dubitavo. e... sono d'accordo ;-)

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  10. questo lo volevo vedere... ma è stato veloce come una saetta! attenderò il dvd :D

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  11. è già "disponibile" frank... ;-)

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