giovedì 27 ottobre 2011

L'Altro Inferno - The Other Hell

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1980, Bruno Mattei.

Sì, era sempre possibile contare sul caro vecchio Bruno e la sua abilità di confezionare i suoi film con tanto brutto sangue e belle nudità ... cioè, con l'eccezione di questo film di Bruno Mattei che ha una classe di differente marcia, innegabile. Era il 1980 e “The Other Hell”, secondo il titolo per l’uscita internazionale o “L’Altro inferno” secondo il titolo italiano.
Oh, certo anche in questo il gore c'è ... gore, larve, animali morti (sufficiente per qualificarlo come uno dei famosi Video Nasty nella Gran Bretagna degli anni ‘80, anche se questo non è accaduto), viscere, sangue che sgorga... Ma non c'è praticamente alcuna nudità, che è un vero peccato. L'unica reale nudità era anche rovinata dall'aspetto gore. Una suora è morta distesa su una barella nuda in attesa di un’autopsia, salvo un panno insanguinato su di lei per coprirle parti basse... Allora invece di eseguire l'autopsia si decide di rinunciare alla incisione a Y e rimuovere la donna per ... uhmm ... ci deve essere una più “bassa” ragione.

Io non sono uno psicologo e anzi mi hanno sempre fatto tutti abbastanza schifo e orrore, ma penso che Bruno fosse sempre stato per quel tempo che ho avuto la fortuna di conoscerlo, una brava e umanissima persona. Si potrebbe pensare a accomunare questo film con il coevo per anno di produzione “Incubo sulla città contaminata” (Nightmare city) di Umberto Lenzi, persona ben diversa nel carattere, in peggio, rispetto a Mattei. Ma se ciò dovesse mai accadere, forse la responsabilità è più di Claudio Fragasso suo sceneggiatore all’epoca “braccio destro” e per tantissimi anni, tant’è che avrebbero realizzato 21 film insieme; c'è almeno un altro Quindi, se la frase "Dai creatori di “Zombi 3”, “Zombi 4/After Death” e ovviamente il super–cultuale “Virus, L’Inferno dei morti viventi” (1980)... potrebbe attirare gli appassionati ben più del film stesso, poi se lo vedi comprendi che non è così e che anzi, un valore il film ce l’ha.

La trama (che condividono sia Bruno che Claudio, avendolo anche scritto a quattro mani ) ruota intorno ad un convento di suore nel quale una certa sfiga veramente spaventosa sta portando il posto decisamente verso il basso (a partire dalla suddetta autopsia genitale). Ma questa è solo una parte della storia (non brutta), e di quello che la raccapricciante suor Vincenza (Franca Stoppi e chi sennò, che già conosciamo da queste parti per “Buio Omega” [‘80] di Joe D’Amato) ha nascosto nel suo alloggio. Vedete, molte cose spaventose sono già in corso da qualche tempo all'interno di quelle mura del convento e Sista V è la principale testimone di tutto questo. Ma lei è solo la vittima o anche la viziosa?
Chi cerca di capirlo è Padre Valerio (Carlo De Mejo, figlio di Alida Valli e presenza costante del cinema italiano di genere di quegli anni, praticamente “feticcio” nei film di Fulci), sorta di Fox Mulder dell’ordine sacerdotale, è inviato a indagare in giro, comportandosi come fosse ignaro dei fatti e magari studiare un po ' gli avvenimenti mentre lui è lì. Sfumature di Padre Dyer de “L’Esorcista” abbondano, naturalmente, come anche le circostanze paranormali che vengono al pettine. Per tutto il tempo, Bruno fa del suo meglio per imprimere l’atmosfera che ha stabilito per il film, una lunga serie di semi-invenzioni, ma di solito idee rubate, riciclate e/o rubate con grande inventiva da qualche altra parte. Bambole deformi appese al soffitto in parti nascoste del convento sono ad esempio economiche, ma effettivamente inquietanti, per non dire altro.

Come mai non venne mai fatto un complimento quando era in vita, a Bruno Mattei? Non sono sicuro, ma avendolo conosciuto era una persona troppo schiva e troppo consapevole della giusta dimensione del suo lavoro, a differenza di tanti troppi cinematografari romani davvero compressi nel loro ruolo di più o meno incompresi “maestri”... Fu anche per questo che mi avvicinai ed ebbi la possibilità di conoscere Mattei. Certo, Bruno succhiava idee e idee di altri film più famosi e costosi, e lo fa ancora nel proseguo di questo film, anche se, proprio come la maggior parte del resto del film dimostrerà, lo fa con una certa classe e stile.
Si inizia con una premessa da più italiano dei B-movie Weird (scarsi, ma divertenti), ma evolvendo in sostanza, in un serraglio di scene che se c’è da imputargli qualcosa è più che altro di essere abbastanza noiose e slegate tra loro, per lo più rubate da Bruno e Claudio da un film migliore e di successo commerciale/di scandalo, più volte sequestrato per oscenità (e di nuovo, non per la prima volta o l'ultima, cioè ovviamente il capostipite del filone “Nude nuns” e famoso, “Interno di un convento” [‘78] di Waleryan Borowczyk). La differenza tra “L’Altro inferno” e la maggior parte delle loro altre collaborazioni è la mancanza quasi completa di momenti genialmente exploitativi come i tanti ad esempio in “Rats” (’83), forse il film migliore in assoluto di Mattei. Al posto della roba buona, otteniamo momenti lascamente spirituali e sciocchi tentativi di apparire “artistici”. Come Bruno e Claudio riescano a cavare un film senza nudità da quello che sarebbe potuto essere un film porno da tre “stelle” dell’hard primigenio e con trecento tope aperte in esso, non l’ho mai capito né lo capirò mai. Si! Tre attrici porno, anche se nelle interviste del DVD, Bruno sostiene ... ah ah ah ... che al momento non c'era almeno in Italia una cosa come il porno (basta fare menzione di “Porno Holocaust” diretto proprio nel 1981 da Joe D’Amato!?) Ma non è tutto ciò come film che lo rende un po’ opaco, naturalmente. La trama sembra solo aspettare, al minimo e in folle mentre il semaforo è verde, per poi non iniziare mai davvero. Con il tempo che Francesca Di Carmeno/Elisa (forse l'unico personaggio femminile veramente interessante) si presenta, hanno quasi dovuto iniziare a scorrere i titoli di coda.


A completare il cast sono come detto le attrici porno: Susan Forget, la quale si può ricordare, poi nell’hard francese del 1982 “Aventures Les sexuelles de Néron et de Poppée”; Paola Montenero de “Il Porno mondo di due sorelle” (1978), ma dal momento che Bruno dice che la pellicola non avrebbe potuto esistere come porno, è qui invece presente anche Sandy Samuel che nel 1971 già fu in “Reazione a catena” di Mario Bava, e la cui carriera come porno attrice è iniziata nello stesso anno del film di Mattei in “Blue Erotic Climax”, anche se quel film “non potrebbe esistere”, né, infine, i due uomini interpretati dai notissimi caratteristi del cinema italiano (Andrea Aureli e Tom Felleghy) che appaiono come sacerdoti, -e che non mi interessa se fossero allora anche loro mai stati in un porno o meno-, quindi non gli ho cercati nelle rispettive lunghissime filmografie (scherzo) .

Nel film è presente anche un intero metraggio di stock footage, la maggior parte del quale si è già visto prima se si è visto parecchi altri low budget italiani di genere. Ho quasi pensato che le scene del sempre incisivo e magnetico Franco Garofalo (con il suo consueto pseudonimo per questi film, Frank Garfeeld), potessero far parte di stock footage (possibilmente da “Virus - L’Inferno dei morti viventi” [‘80]), ma invece no, e quindi interpreta veramente un nuovo personaggio quello di Boris. Ma non era così facile da stabilire, in un film evidentemente derivativo.
Gli effetti speciali e il trucco, anche un pò inventivi per il tempo e il budget a disposizione, sono abbastanza convincenti.
Inoltre, si cerca qui di ricollegarsi agli elementi celeberrimi ripresi da, “L’Esorcista”, “Il Presagio”, e “Rosemary’s Baby” oltre ad un'altra tonnellata di sapori genuinamente da b-bis italico, ma in realtà viene fuori un film piuttosto piatto, simile a quei film solo per gli elementi “rubati” da loro.
Come con una tonnellata di film di questo genere, “The Other Hell” sta ricevendo una vita dopo la morte (o, come dice il film " Vita Ex Morte") su DVD, per gentile concessione della Shriek Show negli Stati Uniti in R1 e, in un’edizione ancora migliore, dalla Wild Side francese, in cui il trattamento riservato a questo film è sontuoso e approfondito come solitamente sanno fare. Sono inclusi trailer e interviste con un ottimo video e colonna sonora rimasterizzata. Purtroppo, nessuno degli extra può solamente spiegare perché in nome di un non-sense senza pari gli zombi abbiano finito per spuntare anche in questo film. ZOMBI, gente!

Ho pensato che questo film fosse un eminente esponente del filone della cosìddetta nunsploitation. Anche se va reso a Bruno e a Claudio un po' di credito per quello che hanno cercato di fare (e che è sembrato perdere interamente interesse in termini di qualità negli anni seguenti), che sicuramente contiene tanti guizzi inventivi in mezzo ad apparenti sciocchezze. In qualsiasi modo lo si metta, “L’Altro inferno” è comunque segnalabile. Come slogan per questo film c’era una frase che affermava, "Alcune cose è meglio lasciarle sconosciute". Certo, se la Nunsploitation è la vostra passione, vi invito anche a vedere “Suor omicidi” (’76) di Giulio Berruti che ha tutti gli elementi che probabilmente state cercando (e che probabilmente non dovrebbe contenere). Per quanto mi riguarda, penso anche che essendo uno che in chiesa non ci è mai andato, di non essere in nessun modo necessitoso dopo la visione del film di andare a confessarmi, e ancor meno Bruno, che anche se in chiesa qualche volta ci sarà pure andato, non ci è mai rimasto troppo. Il film non ha certo intenti così chiari e qualificati/anti per poter essere eretico o blasfemo e chissà cos’altro. Ma sicuramente la sua quantità di inquisizioni e torture e le varie definizioni e descrizioni da dizionario delle punizioni, è crudele e inusuale.

Segue una dichiarazione di Franco Garofalo espressa tramite facebook a Napoleone:
"Io in qualità di attore, non ho condiviso l'attività di Bruno e Claudio come registi impegnati nel porno. Quindi, da questo punto di vista non saprei cosa dire. In fondo, ho fatto soltanto tre film con loro, quelli dove avevano bisogno di attori veri come lo era anche Franca Stoppi che venivano dal teatro. Io, conoscendoli, non ero nemmeno interessato a ciò che facessero dopo senza di me. Ho difficoltà nel vedere un film (nota:comunque come) capolavoro e se lo vedo lo faccio soltanto come esercizio di analisi alla ricerca della latenza significante che si cela dietro ciò che appare. Ecco a me il cinema interessa solo per questo, che poi i sensi siano veri o falsi, questo nemmeno l'autore lo sa."

Napoleone Wilson


5 commenti:

  1. purtroppo non sono riuscito a vederlo...
    “Interno di un convento” è già in programma da un pezzo, a cura del nostro mister-bis Belushi

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  2. Che ve lo dico a fare. Grande Bruno, sempre. Mister Bis è rincoglionito di brutto, fino a pochi minuti fa ero sicuro di dover fare "Immagini di un convento" di Massaccesi, ah ah ah, Viva Boro!

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  3. Belu', il tuo è stato un lapsus per nulla freudiano, ahahah! cmq se vuoi faremo anche il pornaccione di D'Amato eh! ;-)

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  4. Ma qui si fa metacritica ... grandi!

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  5. grazie Alli, se non era per te nemmeno sapevo cosa fosse la metacritica :)

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