giovedì 13 ottobre 2011

No retreat, no surrender 2: Raging thunder - Artigli di tigre: il ritorno

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1988, Corey Yuen.

Esistono film che bisogna recensire senza l'apporto di imdb, dizionari o cazzi mazzi, tanto quello che devi sapere è nel tuo passato da ragazzino divora stronzate o nella tua fantasia. Ma facciamo un passo indietro...

Artigli di tigre il ritorno altri non è che il seguito, sempre diretto da una scimmia che si crede Corey Yuen, grandissimo regista di So close e The transporter, del capolavoro dell'infimo Kickboxers vendetta personale, recensito qualche settimana fa. Per ricordarvi bene è il film che ha consacrato tanto Van Damme, nei panni di un russo sbruffone, quanto Buana, un negretto con tendenze gayose ai danni di uno psicotico schizofrenico con il pallino di Bruce Lee.

Purtroppo No retreat, no surrender 2: Raging thunder (il titolo originale) non ha nè Buana Van Damme nè tantomeno lo spirito di un cinese che si traveste da Bruce Lee solo per dare scappellotti ad un americano cretino. E vi aggiungo, so che sarete in lacrime, mancano pure Dino ”Spaccaossa” Ramsey e il mitico cicciobello mangiahumburger. Se non sapete chi sono vi invito con un sonoro calcio rotante a ripassare il primo film, uno dei fondamentali caposaldi del kung fu scoreggione. Questo film è la risposta ebete al classico capolavoro norrisiano “Missing in action” così come il primo lo era di “Karate kid”. Come avrete immaginato nella pellicola non c'è traccia di nessun Artigli di tigre nè tantomeno è spiegato questo fantomatico personaggio da dove sarebbe ritornato, ma anche questo ci sta con l'anima un po' cazzona della serie. Prima di proseguire però è bene coonoscere alcune dritte per sopravvivere in Thailandia e in Cambogia:
  • Se andate in un ristorante potreste mangiare prelibatezze come occhi di scimmia, feci di camaleonte, iguane alla tartarre e così via, tanto per dire “Spielberg, a noi Indiana Jones e il tempio maledetto ci fa un baffo”.
  • Se siete un politico morirete in un modo assurdo, ma tutto sommato buffo: un vietcong spunterà dal tombino per crivellarvi di colpi per poi tornare a ridere tutto contento nascosto tra la cacca e la pipì.
  • I cambogiani sono dei figli di puttana incredibili, non tanto per quello che fanno, ma perchè sono amici dei russi e i russi si sa sono come Satana. Si racconta che si sciacquino le palle con la vodka per stupire gli amici con gettate di fuoco.
  • I russi sono strane creature, almeno per la scimmia che si crede Corey Yuen mentre questo è a puttane a Bangkok, e sono capitanati da un tipo alto tre metri che ha il vizio di ridere per ogni cosa che lui reputa malvagia perchè è da “Chobin il principe delle stelle” che ogni cattivo che si rispetta ha la risata in random.
  • I cambogiani, a loro volta, sono capitanati da un cretino che fa urletti da checca isterica e pensa di essere Bruce Lee e viene pure menato da una donna scippata da “Footloose”.
  • I coccodrilli, si capisce, sono come i lupi per i vampiri, servi fedeli. In più occasioni il Generale Buttiglione dei russi trascina i nemici nella fossa dei rettili e ridendo li guarda morire con battute senza senso del tipo “Sei libero: te l'avevo promesso”.
  • Sia i russi che i cambogiani nelle battaglie sanno solo avanzare, come in un brutto videogame, pur sapendo che avanti ci sono fili con delle bombe tipo nucleare collegate.
Sapendo ora queste nozioni possiamo tornare all'appassionante film. Leggenda vuole che, appena finito il primo No retreat, no surrender, Corey Yuen, tornato dal suo puttan tour, avesse chiesto quando si sarebbe cominciato a girare. Con un'abile mossa uno dei produttori, temendo nel talento dell'autore, lo portò al ristorante con la scusa di parlare dei vari storyboard, permettendo all'abile scimmia di riuscire a girare questo secondo capitolo nella pausa pranzo. Sembra anche che fu spedito il copione a Van Damme per riprendere i panni del cattivo e al ragazzo psicotico per quelli dell'eroe, ma la risposta serafica di entrambi fu:

AHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAH

Che poi fa riflettere perchè Gianniclaudio era pur sempre Gianni Claudio, ma Sticchio Michia non che avesse molti ingaggi dopo il primo Kickboxers. Ma tantè...

Qui comunque abbiamo un protagonista nuovo tale Loren Avedon, nei panni di Scott, un rachitico figuro che ha pessimi gusti in fatto di donne tanto da fidanzarsi con la thailandese più cessa degli anni '80, una cosa inguardabile, un quadro astratto quasi fantozziano, e ve lo dice chi si farebbe a seduta stante l'83 per cento delle orientali a cominciare da quel bocconcino di Shu Qi. E se non sapete chi è Shu Qi diamine ragazzi, vi devo mandare contro lo spirito di Amedeo Nazzari e del suo “Che peste vi colga”. Comunque la thai-cesso si chiama, nella finzione, Sullin Nguyer e, se vi chiedete perchè diavolo ha un cognome in un film di personaggi senza spessore, sappiate che il padre è un noto mafioso locale, il Signor Nguyer temuto da tutti, ma che la figlia reputa un bonaccione filantropo. Scott e Sullin sono legati da amore decennale, ma, misteri del film, lei non l'ha mai presentato ai genitori e lui per amore il fine settimana si fa in aereo Los Angeles – Bangkok solo per vederla.

Tutto procede bene finché il ragazzo non decide di portare la morosa nell'albergo dove soggiorna per darle due sacrosanti colpi di spatola. Spendiamo qualche parola sull'hotel: una stella, gestito da Aldo (di Aldo, Giovanni e Giacomo) vestito da cinese che, all'inizio del film, proverà la gang di portare al ragazzo delle puttane bruttissime proprio mentre questo è al telefono con la sua “bella” generando una gustosa commedia degli equivoci, tanto apprezzata in Oriente quanto non capita in Occidente. Quindi o sei un cretino o un ritardato se vuoi portarci la tua fidanzata, ma tantè Scott non è un mostro di intelligenza e voilà ecco che piovono dal cielo mafiosi thai a mò di polpette e rapiscono Sullin. Il governo locale è corrotto e vogliono accusare del misfatto proprio il nostro eroe che, potenza del caso, incontrerà mentre fugge un altro americano, un avventuriero di nome Mac Jarvik (il cognome stavolta e superfluo), che lo accompagnerà in Cambogia per farsi vendetta. Al loro fianco una tappetta peperina che non la smette di fare battute, ex di Mac, con un gusto terribile nel vestirsi (è lei la ragazza in stile Footloose). Ad interpretare l'iron girl la futura star anni 90 dei film mena-tutti di Italia uno, la celebre Cynthia Rothrock, un nome che è già un programma della serie “Sono una donna e se ti avvicini ti prendo a calci nelle palle”. I tre si aggirano in Cambogia armati di tutto punto e, pur ribadendo più volte che pullula di nemici, non ne incroceranno neanche uno. Ma ecco che, per chiedere informazioni su dove si trova il campo di concentramento gestito dai russi (che sappiamo nascondono Sullin), i nostri eroi avranno la brillante idea di fermarsi da un gruppo di monaci shaolin assolutamente pacifici. Ma 'sti figli del sol levante non sono altro che cambogiani travestiti da monaci e, trappola dopo trappola, catturano i tre con coreografie appunto da scimmia che si crede Corey Yuen. Ma essendo cambogiani, e quindi di riflesso stupidi perchè amici dei russi, verranno facilmente eliminati dai tre a colpi di karate, kung fu o di asciugamani sulle chiappe. Ecco che però, visto che siamo in un film macho, le donne sono contorno, voilà che con una scusa del tipo “Sono inciampata” la prode Cinthia viene fatta prigioniera dai cattivi. Da notare che il russo la pesta con facilità estrema per poi commentare “Sei molto forte complimenti” toccando toni di non sense quasi hellzapoppiniano. Intanto i nostri eroi camminano nella Cambogia pullante nemici senza incrociarne nessuno e, complicandosi la vita in azioni inutili di amicizia virile come scalare una montagna quando di fianco c'è una funivia e condividere in cima una birra, arriveranno all'accampamento nemico. Intanto il russo, cattivo come Maga Magò, decide che sia Sullin che Cinthia devono morire, ma solo appena verrà costruita una forca perchè si sa che i malvagi devono complicarsi la vita. La morte delle ragazze è una cosa complessa: le due vengono legate e messe a penzolare sulla fossa dei coccodrilli mentre dei pesi che si svuotano sempre più le conducono a morte certa. “Sei un misto tra un culo di scimmia e un serpente” apostrofa Cinthia il russo mentre la fine è sempre più vicina. Ma, tatà, Scott si è messo una benda rossa in testa e pensa di essere in Rambo 2 la vendetta: spara frecce infuocate, trapassa nemici con il machete, prepara complesse trappole dove mitra radiocomandati sparano ai soldati cattivi, lancia bombe a km di distanza, e tutto per permettere a Mac di salvare le due. Ma, attenzione, un figlio di un limone avariato non è morto e falcia a colpi di mitra la povera Cinthia che prima di cadere secca l'infame con schizzi di sangue splatter ovunque. A lei e a Mac va il dialogo finale più bello e commovente:

Mac: Sei sempre la solita, non stai mai ferma (e piange)
Cinthia (ferita e agonizzante): Se me l'avessi chiesto tu mi sarei fermata (colpi di tosse carichi di sangue)
Mac: E cosa ti ha fatto pensare che non te l'avrei chiesto? (e piange)
Cinthia: E cosa ti ha fatto pensare che io l'avrei fatto? (e spira)
Mac (piangendo) Sei sempre la solita, vuoi avere l'ultima parola (lacrime e forse scena necrofila tagliata dalla versione italiana)

Ma il russo non è morto e credendosi Van Damme si strappa la maglietta, ma non è Van Damme e lo si capisce da come si muove con la velocità di un toro zoppo. Ingaggia una lotta incredibile con Scott in versione Rambo dei poveri che lo colpisce con ogni cosa mentre quello sbadiglia e ogni tanto ride malvagio. Ma ecco che Scott da buon americano usa un quadro di Lenin per ferirlo e lo avvolge nella bandiera russa instupidendolo, poi lo lega alla jeep e lo lancia nella fossa dei coccodrilli. Per Confucio, però, il generale bolscevico pur con le gambe dilaniate dai morsi degli animali cerca di trascinare il veicolo del ragazzo verso morte certa ottenendo solo di trovarsi schiacciato dal mezzo. Allora Scott spara alla jeep mandando al creatore russi, coccodrilli e pure la scimmia di Corey Yuen che sarà sostituita da un macaco per No retreat, no surrender 3 (American Shaolin). Al disperato Mac che piange la morte di Cinthia, Scott, limonando Sullin, dirà: “Sii felice era una brava ragazza in gamba”. E sticazzi no?
Keoma
























9 commenti:

  1. questo film credo sia uno dei più trashiosi abbia mai visto, una roba che non si può credere!! ma che risate... a parte quel banchetto al ristorante della serie "se si muove si può mangiare", dove sono crollato è stato in quella serie di salti della moto sopra gli aerei. l'aereoporto è vuoto, ma lui nulla, salta e risalta 'sti aerei, ahahah!

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  2. il film farà cacare, ma la recensione è straordinaria, vale da sola un eventuale costo del biglietto. sul mangiare cambogian-thailandese è tutto vero; lo conoscete Andrew Zimmern, cuoco newyorchese dedito su un canale satellitare ad ingozzarsi di "prelibatezze" a spasso per il mondo: si è magnato pipistrelli, cimici vive, vermi dei tronchi di palma, scorpioni, grilli, serpenti, coccodrilli, armadilli arrosto, iguana, sangue di capra appena sgozzata, pesci lavati in acqua putrida di fiume, peni di asino, salse messicane con uova di zanzara, ma il top della schifezza, provato anche dal sottoscritto, è stato un mega hamburger con sopra burro di arachidi e maionese. In cambogia ha ingurgitato un'incredibile varietà di insetti grigliati.

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  3. harmooooooo !! :)
    prossima volta metti avvertenze prima del commento, ho rischiato 2 sbocchi... O_o

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  4. Ah ah ah ah! Il pene di Asino mi manca. Ma non manca a Marinona Hedman Lothar Frajese Nostra. Keoma/Lanza in trip gastronomico, strepitoso.

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  5. non è chiara la domanda Napoleone! :D
    ma sarà una domanda poi?

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  6. nooo!!! devo ancora vedere il primo... uff

    ma farete anche tutta la serie del Ragazzo dal kimono d'oro? :D

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  7. ah ma non c'entra nulla col primo, vai tranquillo! :D
    alla domanda risponderà Keoma, solo lui decide a riguardo ;-)

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  8. rispondo in ritardo, ma ovvio che si Frank. In un futuro pure Karate girl di Ludman

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