domenica 23 ottobre 2011

Count Dracula - Il conte Dracula

21
1969, Jesús Franco.

Su Il conte Dracula di Jesus Franco sono state scritte tante cose, e tutte il contrario di tutto, un ottimo film, una pellicola incolore, un insulto a Stoker, l'unico vero Dracula su pellicola senza gli arzigogoli sontuosi di un Terence Fisher, e queste cose, per assurdo, sono tutte vere.

In Il conte Dracula vivono due anime: l'anarchia low budget delle produzioni del regista spagnolo e le ambizioni di essere un prodotto oltre la semplice exploitation, con un gusto più sofisticato di rilettura solo all'apparenza impersonale. Vedere questa pellicola del 1969, anche a distanza di anni, crea un grande disagio, soprattutto alla luce di quello che poteva essere sotto l'ala di una produzione più ricca: cani al posto di lupi, pipistrelli di plastica che si stagliano contro la fioca luce lunare, location miserabili e attori allo stato brado lasciati ad improvvisare distrattamente. Ma se si scava oltre la patina superficiale ci si ritrova un mondo affascinante, pieno di trovate geniali che sublimano il miserrimo con il genio sconsiderato di un artista che non accetta le facili briglie della trasposizione cinematografica di un capolavoro letterario.

Il conte Dracula stride, si contorce, come il suo Klaus Kinski/Rendfield chiuso in un manicomio, e cerca soluzioni, soprattutto visive, di grande eleganza. Se da una parte abbiamo sì un uso massiccio dello zoom, meno sciatto però di altre produzioni Franco, dall'altra c'è un'attenzione non disprezzabile per i luoghi non solo come meri scenari, ma veri protagonisti di un'opera dall'ammaliante fascino decadente. Ecco che i pochi soldi, l'ambientazione spagnola che simula mille luoghi diventando un non luogo dall'impianto di scenografia teatrale, diventano barriere invisibili da superare, portando nel cinema vampirico una mai così palpabile idea di morte assimilata alla vecchiaia. Il conte Dracula non è un capolavoro, non lo era 40 anni fa non lo è adesso, ma un'opera piena di difetti, la lunghezza, la mancanza di ritmo, ma con la magia di riuscire a far dimenticare  il tutto man mano che prosegue con idee che saranno imitate, i baffi bianchi di Lee che diventano neri dopo essersi nutrito, ed altre che ti fanno pensare a cose più grandi di quello che realmente sono come il verso di un pipistrello che simula un neonato, lo stesso forse dato in orrido pasto alle tre spose diaboliche.

Christopher Lee interpreta Dracula in maniera antitetica al personaggio portato sullo schermo dalla Hammer. Non più una creatura diabolica, ma un vecchio pieno di ricordi che si attacca alla vita avvicinandosi alla morte, un personaggio certo lontano dal modello stokeriano pur ricalcandolo, ma affascinante senza bisogno di inventarsi sottotrame romantiche per incendiare il cuore di spettatrici, senza per questo nulla togliere all'irraggiungibile bellezza dell'opera di Coppola. Franco si censura nei nudi, ma la sua musa Soledad Miranda non è mai stata così bella, feroce e sensuale come qui, forse più che in danze di vampire lesbo, spinta sempre più verso una recitazione da vamp del cinema muto, irreale, atona, vicina ai fumi del sogno, in un orologio biologico che, da lì a poco, si spegnerà violentemente relegandola nei sogni immortali dei fan del cinema.

Ecco allora che tornano prepotentemente le immagini di un'altra opera imperfetta, ma affascinante, Tutto quel nero di Cristiana Astori, dove appunto si racconta in un capitolo l'incontro tra un aristocratico Christopher Lee e una apparentemente banale Soledad Miranda. Basta uno sguardo per accendere subito quel brivido che rendeva Soledad non una, ma l'unica, la sensualità che rendeva proibito anche un sorriso, l'ossessione che il cinema ricerca da sempre nel suo sguardo fallace.

Liberi anche noi di sentirci come lei Libre, in un film così imperfetto da diventare sublime.
Keoma














21 commenti:

  1. Grande Jesus Franco. Sottovalutatissimo in questo caso. E divina Soledad...

    RispondiElimina
  2. la mancanza di ritmo che dici è esagerata, hanno fatto il montaggio con lo scotch da pacchi! ahah! però in un gotico non stona completamente, i famosi "colpi d'accetta" come si dice... fatto sta che ti tiene teso, ogni istante può cambiare tutto e arrivare una scena clamorosa.

    sinceramente... a Soledad avrei dato dei gran morsi anch'io e non solo sul collo... mmmmmhh!!

    RispondiElimina
  3. il montaggio del film se non erro era del nostro Bruno Mattei, l'autore di Rats e Virus l'inferno dei morti viventi.A propsito Roby ti invito oggi stesso a correre in edicola e acquistare il libro di Cristiana Astori, Tutto quel nero, lì si parla anche di questo film.

    RispondiElimina
  4. visto la mia foto tamarrissima presa da Iron girl? ahahahah

    RispondiElimina
  5. ma dai... è vero, finalmente hai un avatar nei commenti! ah è meravigliosa... ahah! :D

    RispondiElimina
  6. Non è un brutto film anzi,ma per me gli manca quella scintilla che ha reso memorabili altre versioni.Si guarda sempre con sommo piacere.

    RispondiElimina
  7. Dci bene, K. E' proprio il tentativo di riprodurre quello sguardo e quell'inquirtante alchimia tra Lee e la Miranda uno dei motivi che mi ha spinto a raccontare la mia storia...

    RispondiElimina
  8. ciao Fra! ecco, il "piacere" di guardare che dici è importante, sono d'accordo.

    cara Cristiana, a proposito, è un Piacere vederti qua! leggerò sicuramente il tuo libro :)

    RispondiElimina
  9. Cristiana Astori23 ottobre 2011 16:31

    Il piacere è mio, Roby! Allora attendo curiosa le tue impressioni su Tutto quel Nero^^

    RispondiElimina
  10. prometto recensione del libro appena letto, proprio qua dove faccio anche questo :)
    tu promettimi però di venire a trovarmi domani. ci sarà un film che ha molto a che fare col "letterario" e spero di leggere un tuo parere, sulla rece e sul film.
    a presto allora! :*

    RispondiElimina
  11. Io la rece di Tutto quel nero l'ho ormai finita, manca pochissimo, ma aspetto il giorno Cristiana sia al tohorror a presentare il libro per parlarne insieme

    RispondiElimina
  12. Il prossimo EsotikaErotikaPsicotikaSoledad sarà Vampyros Lesbos seguito la set dopo da She killed

    RispondiElimina
  13. Keoma, ma la tua rece del romanzo dovrai già pubblicarla da qualche parte immagino... ;-)
    bene, segnati anche i prossimi di Soledad!

    RispondiElimina
  14. mai visto! di franco me ne mancano parecchi (tutti tranne Greta la Donna Bestia e Jack Lo Squartatore), mi tocca recuperare.
    roby mi associo anche io: corri in edicola :D

    RispondiElimina
  15. Che palle pero' e' diventato impossibile postare commenti qui, almeno da mobile.

    RispondiElimina
  16. Avevo scritto un commento lungo 20 minuti per finirlo da questi CAZZO di IPhone, perso, e non si da nemmeno PERCHE'!!Ahhh...!

    RispondiElimina
  17. non so cosa dirti Napoleone, non cambio tecnologie da mesi sul blog. sulle connessioni utilizzate non posso fare nulla.

    RispondiElimina
  18. Carissimo Keoma, come te penso di essere uno dei pochi ad avere visto -quasi- tutti i filmazzi della abnorme mole produttiva del buon vecchio Franco, prelibatezze di "cinesportkizie" per molti, che ha pochi corrispettivi per prolificita' e numeri di titoli se non in qualche filmografia di registi asiatici alla Miike e altri. Ora, quello che mi sento spesso dire, e' che Franco pero' almeno quattro o cinque titoli buoni se non almeno vedibili, in vita sua gli ha realizzati. Certo, fra quasi 200 titoli di cialtronate e velleitarie stronzate si' e' vero, pero' le avremmo realizzate anche te, io, Belushi o Roby, se avessimo avuto la possibilita' di firmare circa 200 film. Di tuttti quelli che forse preferisco sono i porno realizzati in Germania con Dietrich e la Romay fidatissima, che almeno ci potevo ottimizzare con elegante apparenza "cinefila" le trombate, o le seghe, se in condizioni restrizione. Questo inertississimo "El Conde Dracula' estenuante e laschissimo nonostante addirittura la presenza di Lee e Kinski insieme, fu uno degli ultimi b-Movie realizzati nei capannoni gia' in scatafascio decadente dei gloriosi e storici studi cinatografici della Pisorno a Tirrenia (PI), mi sembrava doveroso e giusto ricordarlo.

    RispondiElimina
  19. il tuo commento Napoleone non fa che impreziosire la mia recensione e sì la maggior parte dei lavori di Franco è poca roba, ma, come fai notare anche tu, esistono un mucchietto di lavori tra il discreto e l'ottimo. Poi anche questo va a gusto. A me per esempio piacciono moltissimo Erotico profondo, La fille de Dracula e Christine. Certo è che nel bene o nel male Franco è un autore da tenere sempre d'occhio anche a discapito delle orribili prove post Violentatori della notte.

    RispondiElimina