martedì 12 marzo 2013

Knight Rider 2000 - Supercar 2000, Indagine ad alta velocità

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1991, Alan J. Levi.

Trama (presa in parte da wiki):
San Antonio, Texas, anno 2000. Le armi da fuoco sono state bandite e i criminali sono condannati alla sospensione crionica, le carceri sono di fatto scomparse. A causa dell' escalation di violenza in citta', il sindaco richiede una nuova potente arma che la giustizia possa utilizzare nella lotta contro il crimine. Tale arma si concretizza sotto forma di un auto invincibile chiamata "Diana 4000" la quale dovrebbe rappresentare la nuova generazione della vecchia "K.I.T.T. 2000" (una Pontiac Firebird Trans-Am completamente automatizzata e in grado di parlare, controllata da un'intelligenza artificiale, di proprieta' della fondazione Knight e smantellata qualche anno prima a causa di una grave crisi finanziaria che aveva colpito la fondazione stessa) Nel frattempo, Thomas J. Watt (Mitch Pileggi) - un ex poliziotto omicida e piscopatico, dopo essere stato scongelato e rilasciato, inizia un traffico d'armi insieme alla corrotta polizia del Texas. Il fatto spinge Devon Miles a cercare di convincere Michael Knight a tornare a lavorare alla Fondazione Knight almeno per il tempo necessario a risolvere il caso. Michael accetta, alleandosi con l'agente Shwan McCormick (Susan Norman), un agente di polizia che si è rifiutata di cedere alle lusinghe della corruzione e dei soldi facili.

Questo film avrebbe dovuto rappresentare il "pilot" per una nuova serie. In America infatti l'interesse per il telefilm Knight Rider era ancora molto elevato. La serie era finita da quattro anni ma le repliche continuavano e la schiera dei fan non era certo quella di oggi, rappresentata dallo "zoccolo duro" di quelli che hanno resistito per 20 e passa anni portando avanti i ricordi e la passione. Gli anni passati erano solo quattro ed era molto piu' vasta la parte di telespettatori che si aspettava un ritorno della serie. Primo fra tutti David Hasselhoff che fu veramente entusiasta di questo progetto,forse perche' a lui la fine della serie non era mai andata giu' più di tanto. Purtroppo questo film non fu affatto un "pilot", perchè dopo di esso non venne nulla. Ebbe un ottimo successo di pubblico proprio perche' l'attesa era molto elevata e così le aspettative. Pero' molti ne furono delusi, come sempre la voglia di cambiare, di tentare nuove strade non pago'.

Le prove attoriali furono adeguate: oltre all' ineccepibile collaudata coppia Hasselhoff-Mulhare, c'era anche quel gioiello di Mitch Pileggi che anni dopo avremmo ritrovato come punta di diamante di X-Files (pero' la protagonista femminile, Susan Norman, aveva il sex appeal di una triglia).


Discorso approfondito merita l'auto: la cosiddetta "Diana 4000", una custom car ricavata da una Dodge Stealth, verniciata di un improbabile rosso, che faceva veramente pieta' paragonata alla leggendaria, nerissima Pontiac Firebird Trans-Am chiamata K.I.T.T. 2000 della serie tv anni 80. Di sicuro il colore rosso della nuova donava un aspetto più aggressivo all'auto, ma la rendeva anche meno misteriosa (immaginate una Batmobile rossa...). Inoltre la Pontiac Trans-Am 1982 era una vettura futuristica si, ma reale: bastava vederla per capire che si trattava di un'auto di serie, modernissima ma di serie, mentre la Diana 4000, con il suo enorme sbalzo anteriore e quelle trovate sceniche come il disegno dei passaruota e l'enorme quanto inutile spoiler posteriore nonche' l'assenza di una fanaleria, tradisce quello che e' realmente: una vettura nata per essere un esercizio di stile, non per circolare su strada e indubbiamente questo contribuiva a dare un'aura irrealistica al film. Una parziale giustificazione si puo' trovare nel fatto che i creativi, non potendo usare una Firebird Trans-Am del 1982 perche' anziana, si erano ispirati al Concept "Banshee" della GM datato 1988, che era Pontiac e sotto diversi aspetti poteva sembrare l'estrema, futuristica evoluzione del concetto Firebird TransAm. Ed era anche rossa. Pero'... la Diana del film non era la Banshee. Il regista aveva appunto chiesto a GM di poter usare quella concept, ma prima la Casa e poi la produzione (visto il rifiuto della prima di partecipare in maniera così pesante da dover creare delle repliche del concept il quale per forza di cose doveva rimanere alla GM ) visti i costi pare abbiano risposto qualcosa del tipo "non esiste proprio, scordatevela...". Forse nemmeno la concept Banshee della GM fatta e finita sarebbe stata del tutto perfetta perche' sembrava comunque un auto fuori dal mondo, fin troppo "aliena". Pero' era parecchio piu' bella,ben proporzionata e probabilmente, vernicita di nero, sarebbe stata una degna erede della Trans-Am 1982. O magari avrebbe riportato alla mente il bolide guidato da Charlie Sheen ne "Il replicante".

Infine il problema più grave di tutti: la regia. Si tratta della classica regia da telefilm e questo e' un errore gravissimo poiche' un telefilm, dovendo condensare in mezz'ora tutta una storia, necessita di una regia dai ritmi serrati e di trame semplici. Un film, che dura tre o quattro volte di più, non puo' adottare la stessa regia poiché si rischia di stancare lo spettatore, imponendogli dei ritmi molto serrati per un tempo troppo lungo, oppure di addormentarlo dilatando troppo i tempi di una storia troppo semplice, un esempio puo' essere la scena della collutazione all'interno della centrale di polizia: la collutazione e' girata con le stesse inquadrature e le stesse dinamiche che avrebbe avuto in un telefilm, ma per adattarsi ai maggiori tempi del film è durata troppo e cio' rende evidente quanto sia poco realistica, ovviamente in un telefilm questo sarebbe passato inosservato poiche' la sequenza sarebbe durata meno di un minuto.
Max Bramante




















12 commenti:

  1. Come B-movie non è affatto da buttare pur tenendo conto dei limiti connaturati al suddetto tipo di regia. Non indolore il passaggio dalla mitica Trans-Am 1982 a questo concept la cui forma forma ricorda quella di una scarpa da donna: piacera' ai feticisti.

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  2. I'm Napoleon.
    Le tue rece sono quelle che mi piacciono di più Max (Roby except), indipendentemente -o quasi- dal tipo di film che scegli di affrontare -tranne forse la "saga delle seghe" di "Fast and the Furios" che proprio aborrisco per il becero edonismo sessual-tamarroide- , e mi compiaccio di essere forse il primo ad averlo notato e ad averti proposto di scrivere, qui. Mi piacciono per il senso di attaccamento al dettaglio e alla curiosità,all'appassionato fervore citazionistico e di rimando ad una vera conoscenza e di "profondità" del proprio argomento e del proprio interesse, e non solo al parlare forbito. In questo per molti aspetti, simile a me. Io sarò rimasto fuori dal tempo a definizioni della "critica" cinematografica si potrebbe dire un poco "aristarchiane", ma la prima cosa che voglio di una recensione appunto è, che mi faccia capire l'argomento e la storia del film, il tenore con cui è portata avanti, e se ci riesce, la sua posizione rispetto ad essa e l'atmosfera generale. Importantissimo anzichenò, se ha una bella fotografia, una bella musica, il tipo e la qualità di regia e degli apporti interpretativi, ecc., Così, si potrebbe dire "banalmente". E importantissimo, un bel pò se ve ne sono, di curiosità e aneddoti sulla lavorazione e i trivia, che quasi sempre fanno capire molto di più di come è un film ed è stato creato,che certo certune e cotante seghe personalistiche. Non mi è mai interessato leggere di fughe pindariche dallo stampo poetico-montaliano, in una recensione cinematografica.
    Tutto questo per dirti che, ti parrà strano ma non sono mai stato un fan della serie originale di "Supercar" (la quale ho "vissuto" e per anni, fin dalla prima messa in onda italiana sulla neonata Italia1 ex-Quarta Rete, nel settembre del 1984), e che ho sempre trovato troppo bambinesca e banale,di fattura non oltre una programmaticità di stampo para/propagandista a "stars and stripes" tipicamente anni '80, e mai oltre che "media/mediocre", dato gli sviluppi che avrebbe invece potuto ben altrimenti offrire. Ma per quanto riguarda questo Pilot e dopo ben ventuno anni dalla sua realizzazione, con la tua rece mi hai fatto venire la voglia di una sua -spero- "riscoperta".
    L'ho già messo in scarico, spero solo che sia una copia da dvd -se esiste, e con un formato non televisivo 1.33;1-e non da vecchia vhs da nolo magari tutta sbiadita e dall'immagine "grubberosa", come purtroppo pare dai frame postati- che certo ne inficierebbe già di partenza ogni eventuale effetto positivo.

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  3. Grazie Napoleone, mi fa immensamente piacere che anche tu non vieni facilmente impressionato dai voli pindarici di certi film/recensioni/recensori a volte così pedanti e e farcite di dettagli inutili da rendere la lettura della rece stessa un po' faticosa.Bello che nello stesso tempo tu sia affascinato dai trivia legati al film stesso che come giustamente hai fatto notare, lasciano scoprire tanto di piu' di un film. Relativamente a questo Knight Rider 2000 l'ho voluto recensire come riconoscimento postumo per una serie tv che, al contrario di te, forse per via del fatto che da bambino ero un botto frescone, ho amato alla follia, la serie e l'auto stessa. Certo, se consideriamo il fatto che all'epoca noi italiani eravamo abiutuati ad un parco auto tipo fiat uno e ritmo (ad andar bene qualche alfa romeo e BMW) o al massimo Renault Fuego sulle coupe', e' normale che in molti si siano innamorati di una bellezza come la Firebird Trans Am, auto cosi' moderna all'epoca da risultare attualissima ancora oggi senza aver perso alcunche' del suo fascino misterioso. Solo un consiglio sul film: Meglio in lingua originale, il doppiaggio lo aveva banalizzato parecchio come spesso succede ogni volta, se ne discuteva l'altra volta (e su ben altri livelli, anche per Solaris no?)

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    1. Sulle auto americane tutte (penso non possa esistere al mondo berlina più bella di una Cadillac Fleetwood anni '70)e non solo GT, come sai e mi pare ti dissi già in un mio precedente commento, sfondi con me una porta aperta. Mi sono infatti sempre messo a ridere quando gli ignoranti in Italia, rimanevano semplicemente scandalizzati, quando sostenevo che macchine come le Corvette, le AC Cobra, le Mustang 4500 GT (se non mi sbaglio) come quella di Halicki nel celeberrimo, entusiasmante, e forse più bell'inseguimento automobilistico mai realizzato, nei 40' finali di "Rollercar, 60 secondi e vai!"(Gone in 60 seconds)('74), ecc., non avessero niente di meno da rivaleggiare e senza nulla togliere, con le varie Ferrari, Lamborghini, Maserati,De Tomaso(che avevano proprio motori americani Ford) e compagnia nazionale.
      Ricorderei anche che alcune innovative soluzioni tecniche dei '70 come ad esempio l'iniezione elettronica le supercar americane in molti casi le avevano già, quando Ferrari e Lamborghini ancora no.
      Cosa hanno da invidiare ad esempio ad una Ferrari GTO, modelli leggendari come la Dodge Challenger di "Kowalski" in "Punto zero", o la Challenger di "Zozza Mary, Pazzo Gary"(Dirty Mama, Crazy Larry(('74) e poi famosissima "General Lee".
      D'accordo certo, la Pontiac Firebird Trans-Am di K.I.T.T. era/è un'auto fantastica, avveniristica, dalle linee mai desuete e che paiono sempre attuali, ed è del 1981!

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    2. Eh, immagino che il doppiaggio di questo Pilot sarà televisivo stile Mediaset anni '90, senza rumori ambientali o comunque attutissimi, in pratica come quello di una telenovela messicana.

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    3. L'hai detto, poi alla fine guardare i film in lingua originale è pure un occasione per rinfrescare il proprio inglese!

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  4. Poi vabbe', off topic ma relativo al mio commento sopra, ma come diavolo si fa ad affidare l'adattamento dei dialoghi di un film come Solaris a Dacia Maraini? Non lo sapevo neanche, l'ho letto nella rece, e non sono intervenuto per non risultare oltremodo offensivo.

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  5. Eh la Mustang di Rollercar era una 71 Fastback allestita come una Mach l, se fai mente locale un modello identico la guidavano Connery e Jill St. John in "Diamonds are Forever", film zeppo di bellissime esotiche roller, (c'erano anche una Pantera De Tomaso e una Ferrari Daytona), certo hai ragione sul fatto che gli europei peccano di supponenza quando parlano delle auto USA, (noi si parlava pure tempo fa della Ford Falcon Coupe XB GT V8 che poi era un modello per il mercato australiano) il fatto e' che noi europei siam fatti cosi' (non io fortunatamente perche' non mi sono mai rifugiato in posizioni da piccolo borghese del cazzo come fa la massa), abbiamo ferrari,maserati,bmw,mercedes e compagnia bella e se le tengono strette ignorando il resto e arroccarsi in questo modo e' da piccolo borghesi del cazzo, ma addirittura sulle riviste: ho comprato top gear, rivista inglese ma edizione italiana e sbeffeggiavano la la nuova Corvette 2014 dicendo che era la brutta copia di "una classica bellezza europea" come la ferrari 599 GTB anche se non e' affatto vero e a dirla tutta la Vettona,che costa pure poco, pare anche piu' sexy del 599 GTB

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  6. Avevo un caro amico portoricano del Bronx negli anni '80, che era reduce del Vietnam e ufficiale in congedo della base USAF di Camp Darby, qui near Livorno. Aveva una splendida Corvette roadster nera dagli interni in pelle colore marrone chiaro del 1985 e quante volte siamo andati a giro insieme, macchina che sarebbe favolosa ancora oggi, che cruscotto e strumentazione, per i tempi poi.
    Certo che davvero, bastava l'usassero di nuovo nera questa "Diana 4000" da Dodge Stealth, e il film intero ci guadagnava tanto, così nei campi lunghi pare quasi una Hyundai coupè!

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    1. Corvette C3, per me, ancora la piu' sexy di tutte! Livorno, hai mai incontrato Bobby Rhodes?

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    2. No Rhodes no, te lo dissi, Johnny Parker, lui sì, quando se ne andava in estate a spasso tra la gente per Tirrenia con il suo leone tenuto al guinzaglio. Poi quel leone glielo misero -e giustamente- allo zoo labronico (al tempo esistente) dove qualche tempo dopo sbranò nella gabbia un poveretto addetto a dargli da mangiare. Avrà anche probabilmente sbagliato lui, ma tant'è. Andò su tutti i giornali in campo nazionale, era -mi pare- il 1987 o il 1988.

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  7. non so cosa dire sul film, ma mi piace che questo blog ospiti recensioni di questo genere. mi spiace invece leggere che non si perde occasione di sparlare di altri, siano di questo o di altri blog/siti/pubblicazioni poco importa.
    per quanto riguarda noi, perché di altri non mi occupo, penso che l'eterogeneità sia una grande ricchezza, sempre, perché s'impara da chi è "diverso", mentre con chi è "uguale" nel migliore dei casi puoi fare un club, nel peggiore una setta, ed è una prospettiva molto poco interessante.

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