giovedì 7 marzo 2013

Revolutionary Road

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2008, Sam Mendes.

Revolutionary Road segna il ritorno al cinema della coppia di Titanic Kate Winslet e Leonardo Di Caprio, quindi le aspettative prima della visione erano altissime. Frank e April Wheeler, sono una coppia borghese che vive in un quartiere tipico americano, con prato verde e bambini che riempono la giornata ad April, la quale si rende conto di sentirsi in prigione dentro quella casa confortevole, e vedersi estranea dentro quella vita che sente di non appartenerle per niente. Dalla vita vorrebbe di più, molto di più e propone al marito di trasferirsi a Parigi per cercare lei un lavoro, poi sistemeranno anche lui.
La vita sceglierà il loro destino.

Sam Mendes con Revolutionary Road rischia moltissimo, prima di tutto perchè ha nelle mani un soggetto tratto dal romanzo di Richard Yates , il che la dice lunga sulla narrazione che ha deciso di prendere per filmare la versione cinematografica.
Uno dei pregi di questo film è senza dubbio il criticare la vita borghese ma soprattutto la condizione della donna, che non ha i mezzi per farsi valere ed esprimere se stessa - il film è ambientato negli anni cinquanta - il voler sognare una vita diversa da come si è costruita, forse verrà visto ai più come una pazzia, ma sognare non ha mai fatto male a nessuno, anche se poi bisogna pur stare con i piedi per terra.
Non è mai facile rinunciare a una vita confortevole, ma allo stesso tempo se non si è felici di cosa si è costruito, un cambiamento potrebbe essere una soluzione, per cosa si vuole davvero dalla vita.

Non aspettatevi di trovare la grandiosità di opere come Scene da un matrimonio del grande Ingmar Bergman, che lui si sfidava le convenzioni sociali, e metteva davvero alla berlina il matrimonio, per questo film invece Sam Mendes, pur sottolineando una critica al matrimonio non va fino in fondo, è come limitato a seguire letteralmente il romanzo senza dare un suo specifico punto di vista personale alla storia, e questo è un grande limite del film, le interpretazioni dei due protagonisti valgono la visione del film , che resta un buon film ma che poteva essere migliore, se con audacia avesse parlato chiaro di come era la condizione della donna in quel periodo, ecco il punto cardine è proprio narrare il romanzo e tradurlo sul grande schermo, non l'ho messo nell'ADE perchè è un ritratto sulla famiglia che bene o male si fa vedere bene e si fa apprezzare, anche se di Mendes ho apprezzato di più altri lavori.
Resta comunque un opera che poteva dare di più, perchè le potenzialità per essere un grande film ce li ha, soltanto avesse parlato col cuore al pubblico, ecco al film manca l'audacia di provocare, cosa che Mendes non ha fatto, comunque sia il finale salva il film, in cui April sceglie di compiere un atto che ritiene liberatorio per se, ma non dico altro perchè altrimenti vi rovino la sorpresa se non l'avete visto.
Il film parte bene, ma poi c'è qualcosa che non lo fa decollare del tutto, come se una certa retorica fosse constantemente presente e limitasse le sue potenzialità, è come se dovesse sottolineare il vuoto esistenziale che alleggia presente sulla vita dei due giovani coniugi, che cercano di esprimere le loro aspirazioni ma sono incapaci di andare fino in fondo, almeno per lui. April è quella che effettivamente si rende conto che quella vita, fatta di certezze non le appartiene, e non appartiene neanche a suo marito ma lei si accorge che all'inizio lui ne è entusiasta, ma a lungo andare grazie a un offerta di promozione del suo capo, capisce che può costruire qualcosa anche qui. Ecco che qui April vede crollare tutto ciò a cui aspirava, lasciare una vita di certezze non è mai facile, tutt'al più un lavoro decente ben retribuito e via di seguito.

Il film mette a punto una cosa precisa, cosa vogliamo veramente? Una vita noiosa senza sbocchi, fatta di certezze e sicurezze, oppure una vita in cui vogliamo esprimere noi stessi e fare finalmente ciò che vogliamo fare? Uno degli aspetti fondamentali è senza dubbio il sogno americano, se nel romanzo veniva fatto a pezzi, nel film c'è una freddezza che ne limita l'espressione, alla fine è la classica descrizione in cui l'uomo non accetta mai di essere superato dalla donna, che rimane in secondo piano rispetto all'uomo, se prima Frank ha accettato la proposta di April, parlando con amici e superiori - uno dei suoi grandi errori che trasuda immatirità, se c'è qualcosa di cui doveva parlare c'era sua moglie, non gli amici - si accorge di scegliere la strada più accomodante, si accontenta diciamo, di vivere una vita normale, come qualsiasi americano, restando attaccato al suo sogno americano, quando April resta incinta lei giustamente gli domanda lo vuoi davvero un altro figlio?

L'incomunicabilità, il vuoto esistenziale di due giovani che devono accettare i compromessi della vita rimanendo attaccati a qualcosa che detestano, e che nessuno sa, tutti credono che loro sono speciali, ma sono uguali agli altri, il film mette bene in evidenza l'idea che gli estranei si fanno di una famiglia non è mai uguale a come quella famiglia effettivamente è, in effetti lui dimostra poco coraggio davanti a sua moglie, che gli propone qualcosa di azzardato si, ma che va bene per tutti e due, ma agli uomini non va giù che una donna lavori al posto loro per anche per un breve periodo.
L'aspetto più drammatico della storia è la condizione della donna proprio negli anni cinquanta, in cui l'emancipazione femminile era ancora lontana, e noi donne dovevamo stare a casa senza essere padrone del nostro destino, perchè era l'uomo a provvedere per noi.
In Conclusione, resta comunque un opera da vedere, ma certamente prima di farlo consiglio vivamente di leggere il romanzo, che sarà sicuramente migliore del film; che è un ritratto di una coppia borghese che vorrebbe di più dalla vita che vivono, ma che alcune condizioni , e soprattutto i tempi che vivono non gli permettono di fare ciò che vorrebbero per questo rimangono impantanati nella loro vita borghese, senza nessuno sbocco, e senza una via d'uscita, la loro rimane una sfida incompiuta, ma almeno possono dire di aver sognato una vita diversa un giorno.
Da vedere.
ArwenLynch


































6 commenti:

  1. ehy nessuno ha commentato? Faccio io, un film dalle potenzialità grandi, ma che non vengono espresse come dovrebbero...peccato.

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  2. Quando un commento è richiesto,non lo nego mai Arwen,anche se il film non è proprio "la mi tazza da thè", Io. Mendes è bravissimo nel rivitalizzare o proprio dare primigenia linfa a qualsivoglia, disparato, materiale. Sia per la struttura narrativa -aspetto quantomai importante oggi quasi desueto- che per quella espressiva ed estetica. Basti citare su tutti, lo splendido e commovente "Era mio padre"('02), il potente seppur irrisolto "Jarhead"('06), e da ultimo, lo stupefacente, riuscitissimo e magistralmente compiuto, "007 Skyfall".
    Questo, "Revolutionary Road" però, non lo ho mai visto.

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  3. Di Caprio e la WInslet secondo me sono davvero due bravi attori che hanno avuto finora pochi riconoscimenti

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    1. confermo. Io ho letto anche il libro e ahimè il film non è altrettanto "efficace", ma non a causa degli attori. Per me l'interpretazione di Di Caprio e della Winslet è piu' che buona.

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    2. si, loro due sono straordinari il film è retto soprattutto sulle loro spalle :)

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  4. Non ho letto il romanzo, ma a me il film è piaciuto molto, probabilmente grazie alle due interpretazioni dei protagonisti che ho trovato molto efficaci.
    Per quanto mi riguarda uno dei punti di forza è stato il fatto che il "contorno" fosse molto..uhm non so come dire...asettico?
    E' tutto molto duro e realistico, senza troppi "fronzoli"

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