venerdì 22 marzo 2013

The Way of the Dragon - L'Urlo di Chen terrorizza anche l'occidente

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1972, Bruce Lee

«Il Colosseo... il campo di battaglia di Bruce Lee e Chuck Norris» (Video Australiana)
«RAGAZZI, possiamo vederlo, ORA! Bruce Lee è tornato in tutte le sue nuove fantastiche avventure di Super Eroe da "Enter the Dragon ..." .. La sua ultima performance è la sua migliore!»
Frasi di lancio originali del film

Ho/Ping Ou Wei[Paul Wei Ping-Ao] :- [passa la mano verso il basso sul petto Tang] “Oh, che increspatura dei muscoli! Non vogliamo ucciderti.”

Tang Lung[a.ka. “Il Drago”]/Bruce Lee :- Movimento numero 4: il Drago cerca il suo percorso. Hi-yah! "(Calcio diTang, scaraventa lontano un teppista)" Il Drago frusta con la coda!”

Boss/Jon T. Benn :- “Quello che voglio, ottengo. E voglio quel ristorante!”
Ho :- “Sì, Boss. Sì, capo.”
Boss :-"Sì, Sì Boss, Boss.». Non hai già perso abbastanza tempo!”
Ho :- “Ma io .. ma ho sempre fatto del mio meglio.”
Boss :- “Allora perchè hai fallito?”
Ho :- Ah! Ho scoperto che è stato aiutato da un uomo di nome ... Tang Lung.”
Boss :- “Un uomo? Solo * un * uomo?”
Ho :- “Ahh, ma quest'uomo conosce il cinese Kung-Fu.”
Boss :- [incredulo] “Kung-Fu?”

Tang Lung :- “Fateglielo sapere. Se mai lo vedrò qui ... Non lascerà questo posto VIVO!”

[Ultime battute]
Ah Quen/Di Chin :- “In questo mondo di pistole e coltelli, ovunque Tang Lung possa andare, lui viaggerà sempre per conto suo.”

Teppista :- “Mamma Mia!”

Tony/Tony Liu :- [dopo essere stato pugnalato da zio Wang] “Zio Wang, perché l'hai fatto ...?”
“Zio” Wang/Chung-Hsin Huang[Wang Chung Hsin] :- “Non prendertela con me per tutto questo. La colpa è di Ah-Lung. Ha suscitato questo problema, il buffone!”
Tony :- “Che cosa significa questo ... cosa significa questo?”
“Zio” Wang :- “Cosa significa? È necessario conoscere. Ho lavorato duro per tutta la mia vita. E non ho niente da dimostrare per essa! Mia moglie e dei figli mi aspettano a Hong Kong. Se collaboro per il ristorante, loro per tutto questo mi pagano bene. Dopo di che io posso tornare a Hong Kong da uomo ricco. Quindi, vedete, devo farlo. Devo farlo!”
[Ride maniacalmente]

"Zio” Wang :- [tradire] “Devo farlo! Devo ... muahahahahahahahahahahaaaaa ...”

Tang Lung :- “Queste baraccopoli sono proprio come le nostre.”

Chen Ching Hua/Nora Miao :- “Ti piace questo posto?”
Tang Lung :- “E' uno spreco. Tutto questo. A Hong Kong, vorrei costruire su di esso. Fare i soldi.”

Ho :- “Tang Lung, presto sarai un uomo morto!”

Ho :- “Per favore, siamo amici! Tang Lung è il nostro nemico. Siete pregati di attendere che il nostro capo ritorni per decidere chi di voi si prenderà cura di questo cinese. Va bene?”
[Il combattente giapponese si alza in piedi, il che fa arrabbiare Bob Fred. Iniziano a combattere di nuovo]
Ho -: “Ahhhh! Ohh, oh, no, non, smettetela! Oh, ohh, smettetela! Smettetela!”
Boss :- “FERMATELO!”
[I combattimenti si fermano. Bob Fred e Colt con il boss della mala si avvicinano]
Fred(Bob Fred)/Robert Wall :- “Sensei!”
[Musica d'archi]
Colt/Chuck Norris:- [sorride] “Bob è un mio studente.”
Fresco dall'enorme successo dei suoi primi due film “The Big Boss”(Il Furore dalla Cina colpisce ancora) (1971) e “Fist Of Fury” (Dalla Cina con furore) (1972), Bruce Lee si presenta con il suo lavoro più ambizioso fino a quel momento, l'integrazione di se stesso come scrittore e regista, nonché ovviamente con il ruolo da protagonista, Lee dunque realizza nel 1972 “L'Urlo di Chen terrorizza anche l'occidente” (The Way Of The Dragon). Il quale non venne distribuito negli Stati Uniti che solo successivamente al film della svolta di Lee nel mercato nordamericano, ovvero “Enter The Dragon” (I Tre dell'Operazione Drago, 1973), al quale aveva conferito l'imprimatur affinchè il film avesse comunque delle grandissime scene d'azione, che lo salvarono già “The Way of the Dragon” da altre parti altrimenti un poco noiose.
La storia è piuttosto semplice. Tang Lung (Lee) è un ragazzo di Hong Kong che arriva a Roma, per aiutare la sua amica Chang (Nora Miao, immancabile diva del cinema hongkonghese del periodo) e suo zio (Chung-Hsin Huang [ Wang Chung Hsin]) con il loro ristorante, che è stato costantemente vittima di atti di bullismo da mafiosi italiani i quali vogliono costringerli a venderlo loro. Tang di primo acchito pare soltanto un ignorante perché non sa come aiutare, ma poi fa un passo in avanti in loro soccorso e riesce a buttare fuori la spazzatura dei taglieggiatori dal locale, ma le cose non andranno comunque per il meglio, in quanto il racket assume allora tre grandi marzialisti per prenderlo a calci nel culo, così Tang dovrà ora assumere di nuovo e definitivamente la difesa dei suoi amici e del ristorante.

”The Way of the Dragon” è stato un film pesantemente modificato nelle varie edizioni con le quali venne distribuito nei paesi del mondo, eppure ne rimane immutato lo scarto stilistico e di novità portato dalla innovativa e inventiva regia di Bruce, rispetto ai precedenti wuxiapian di Hong Kong, e ai tradizionali e ben più primitivi film di Lee diretti dall'artigiano degli Shaw Bros., Lo Wei. La maggior parte dei primi 60 minuti come detto venne modificata per la versione degli Stati Uniti a causa delle molte sequenze nelle quali il personaggio di Lee è una vittima. Grazie a questo, la spinta propulsiva alla vendetta del personaggio di Tang è confusa. E sempre come detto prima, il film non venne distribuito subito negli Stati Uniti, ma soltanto dopo che Bruce era morto proprio come era già morto quando “Enter The Dragon” uscì nei cinema nel 1973 con oceanico e internazionale successo di pubblico, quindi questo film è uscito comunque pochi mesi dopo la sua definitiva e imperitura affermazione. Dopo aver visto il montaggio originale del film contenuto nella splendida Ultimate Edition U.K. A due dischi in dvd, a mio parere, credo che fosse necessario modificare tali parti, dal momento che fanno un po' perdere la brillantezza originale della pellicola e lo sviluppo del personaggio. Ma la spinta propulsiva di Tang alla sua rivincita era molto importante, mentre nella versione statunitense rimane soprattutto il ritratto di una persona proveniente dalla campagna di Hong Kong (nel 1972 forse ne esisteva ancora), che non ha mai vissuto in città, e quando arriva a Roma ciò è abbastanza chiaro. Sente fame e vuole mangiare, ma non sa come fare, dal momento che ... lui non parla inglese. Egli spaventa subito un bambino innocente perché vuole un pezzo del suo gelato e non sa come chiederglielo, finisce addirittura per ordinare sette-SETTE- piatti di zuppa perché non è in grado di leggere il menu al ristorante di Fiumicino, viene addescato e invitato a casa di una prostituta (l'italiana Malisa Longo, che ritornerà persino in “Enter the Dragon”) e poiché egli non sa cosa fare inizia a praticare di fronte a lei degli esercizi di arti marziali, si accovaccia sul water invece di sedercisi (proprio come un uomo comune rurale della Cina di quarant'anni fa avrebbe fatto), e come descritto sotto non ha mai visto prima un bidet ecc. Voglio dire, gli americani avranno pensato che dopo “Enter” mostrare Bruce Lee che si ridicolizza raffigurando l'ignoranza dello sfortunato ragazzo di campagna in una grande città, potesse essere un male per la sua immagine di star, anche se questa idea era una totale stronzata. Avrebbero invece dovuto lasciare il film, proprio com'era. Eppure, tanto per dirne una anche nell'edizione italiana sono rimasti i sottotitoli in inglese ripassati con l'italiano, presenti nelle scene in cui Lee sta parlando al traduttore del boss mafioso per quello che dice, anche se invece che parlare in cinese lo sentiamo in inglese(!). Accidenti, avevano mai sentito parlare di sottotitolazione prima delle varie stampe?

La sceneggiatura, che è stata scritta da Lee stesso, è la sua rappresentazione accurata di un uomo rurale in una grande città. Certo, è divertente e, a volte un pò stupida, ma questa è solamente la raffigurazione di come era la gente di campagna della Cina di allora, ben diversa da quella della Cina iper-capitalista di oggi, è. Si sarebbero fatti sempre sentire a disagio in città perché non era il loro ambiente. Lee coglie delle annotazioni elevate proprio in queste rappresentazioni, e le sue buffonate comiche sono qui mostrate anch'esse molto bene. La parte più bassa dello script risiede casomai nella stessa trama. La trama stessa contiene infatti diversi buchi imbarazzanti che possono suscitare una o anche due risatine nel pubblico. La presunta suspense con la quale i i mafiosi italiani molestano il ristorante ed i gestori e lavoranti è praticamente inesistente, ed i colpi di scena come le presunte doppie sorprese non sono credibili, e praticamente si trascinano durante la maggior parte del film. La scena in cui i mafiosi minacciano Chang e cercano di costringerlo a firmare l'atto di vendita non contiene alcuna suspense per nessuno. Alcuni spettatori anche all'epoca mi ricordo avrebbero preferito sopravanzare rapidamente queste parti, dal momento che trascinano e ostacolano abbastanza l'intero film. La regia di Lee non è granchè in questi momenti, e non riesce a creare la giusta atmosfera nella maggior parte delle scene che richiedono l'accumulo di suspense, mentre la recitazione del cast di supporto non è tutta allo stesso livello. Ma poi, tutto è perdonato quando le scene di combattimento si fanno avanti.

Quando Lee brilla come regista come detto, è naturalmente nelle scene di combattimento, dal momento che è allora che la tensione scatta improvvisamente fuori come in un inferno. Le scene di combattimento, in particolare quella nella quale affronta 12 mafiosi 12, sono totalmente avvincenti, e molto ben coreografate. La fotografia come la splendida colonna sonora originale di Joseph Koo, è uno degli elementi migliori. Ma il momento più memorabile è riservato per ultimo, si tratta naturalmente del celebre finale che inizia con Lee e i suoi compagni i quali vanno ad affrontare i campioni di arti marziali al soldo del racket Wang Ing-Sik e Robert Wall, prima in un combattimento in una campagna che si vede benissimo essere quella alle porte di Hong Kong ma dovremmo essere a due passi dal Colosseo(!), e poi il celeberrimo faccia a faccia tra Lee e Chuck Norris nel suddetto Colosseo romano. Lungo, terribile, infernale combattimento finale, che è probabilmente la ragione per cui il film è, e giustamente, così famoso. E' qui, che esso afferra infatti la sua propria e infuocata ragion d'essere.

Lee offre la sua performance più carismatica fino a quel momento mentre il resto del cast di supporto come detto in qualche modo vacilla durante la maggior parte del film, e non tutte le prestazioni sono al livello di quella al solito eccellente di Ping Ou Wei [ Paul Wei Ping-Ao] nel ruolo di Ho, il tartufo omosessuale della gang (nei film di Lee era spesso presente una macchietta frocesca, Bruce aveva gusto a inserire personaggi di checche o di viscidi, laidi finocchioni, sempre dalla parte dei cattivi); dell'incisivoJon T. Benn nei panni del Boss, e in particolare è cazzuto anche il tizio che impersona il traduttore del boss mafioso Benn, oltre a Chung-Hsin Huang [Wang Chung Hsin] che interpreta il malvagio doppiogiochista e traditore “Zio” Wang, proprietario del ristorante .
Alla fine, il film colpisce sicuramente alla grande e conquista la sua imperitura statura, e ancora, se ne può apprezzare la prova fornita da Lee quale esordiente giovane sceneggiatore e regista, e la propria abilità e innovazione apportata nell'allora un po' stantio e sorpassato cinema di arti marziali di Hong Kong. Ci si chiede quindi da sempre quali progressi avrebbe mostrato Lee nel suo progredire verso la maturità, a cominciare dal progetto co-scritto con David Carradine e James Coburn di “The Silent Flute[Circle of Iron]”( Messaggi da forze sconosciute, poi realizzato da Richard Moore nel 1978), se solo avesse vissuto un po' più a lungo. In un modo o in un altro, questo film merita sempre una visione, e rimarcandolo, soprattutto perché si arrivi a vedere il violento e magnifico combattimento tra Lee e Norris, di un livello tale che ancora di questi giorni, a oltre quarant'anni dalla realizzazione, abbiamo raramente occasione di vedere.

"As A Judgement"
(Tema di Colt)
di Ennio Morricone

Golden Horse Film Festival , Anno 1973. Ha Vinto il Golden Horse per il Miglior Montaggio a
Yao Chung Chang

Tutti i tagli di cui sotto della versione originale cinematografica per gli Stati Uniti sono stati ripristinati di nuovo nel 2005 per l'uscita del DVD. Inoltre è stata ritrovata una realizzata aggiuntiva scena divertente di Lee, quando egli pronuncia "excuse me" ad uno dei truffatori dopo essergli sbattuto contro.
Nell'originale versione Mandarina di Hong Kong Tony Liu, Unicorn Chan, Malisa Longo, Fu Ching Chen, Chin Ti, Wu Ngan, e Robert Chen sono stati accreditati nell'introduzione del film, mentre in tutte le altre versioni poi distribuite non lo sono.
L'originale versione cinematografica del Regno Unito è stata fortemente ridotta di circa 6 minuti dalla BBFC per modificare le scene di violenza, e nel 1986 la diffusione in video ha perso un ulteriore 1 min e 11 sec. di riprese dalla scena di lotta con i nunchaku. I tagli sono stati completamente reintegrati per l'edizione di Hong Kong del 2001 da parte della Communication Legends, anche se quella più tardiva del 2005 in dvd Universal è caratterizzata per errore la stessa stampa modificata, pubblicata per errore in sole 1'986 copie.
L'edizione cinematografica giapponese distribuita nel 1974, era un ibrido unico nel suo genere, in quanto è stata doppiata in inglese, ma nelle vere e proprie lotte ha ancora mantenuto le reali urla di Bruce Lee. Per qualche ragione sconosciuta, tutte le altre stampe inglesi soprannominate sono caratterizzate da un "doppiaggio dell'urlo" di Lee (salvo per la lotta finale, in alcune stampe). A parte questo, la musica è stata anch'essa un po' alterata per caratterizzare le versioni vocali di apertura e del tema della fine (cantato da Mike Remedios), nonché dotata di uno spunto musicale in più, "The Big Guy", durante la lotta di Lee contro Bob Wall e Whang In Sik.
Nella versione originale ci sono diverse scene che sono state modificate rispetto alla versione USA:
Una scena è quando Bruce Lee sta camminando in aeroporto. In quanto il personaggio è perennemente e atavicamente affamato, cerca di avere un po' del gelato di un bambino, ma a causa della barriera linguistica, i suoi gesti spaventano il ragazzino;
In un'altra scena, assistiamo a varie vampate di imbarazzo di Bruce in bagno di fronte ad un bidet, perché non ne ha mai visto uno prima (situazione ripresa pari pari anni dopo da Paul Hogan nel grande successo aussie “Mr. Crocodile Dundee” [Australia 1986] di Peter Faiman).
La scena in cui Bruce entra in un ristorante dell'aeroporto e ha difficoltà a comunicare con la cameriera;
La scena della prostituta;
Nella lotta con Chuck Norris, Bruce lo prende a calci in testa tre volte. Questa scena è stata poi mostrata all'inizio di "Game of Death/L'Ultimo combattimento di Chen (1978).

La versione USA ha anche brani musicali dello score di John Barry da “Agente 007: Una Cascata di diamanti” (1971).
Anche nella versione di Hong Kong, quando lo zio prende a coltellate Tony Liu lo vediamo presumibilmente sanguinare o morire. Nella versione americana questa scena è stata offuscata e messa poi fuori campo.
Le versioni cinematografiche e video in Nuova Zelanda sono state originariamente tagliate per ridurre al minimo l'uso dei due nunchaku nella famosa sequenza di lotta nel vicolo, anche se la censura ha in seguito permesso a questa scena di rimanere intatta nel documentario “La Maledizione del Drago”(1993). Nel 2005 i tagli sono stati mantenuti di nuovo per l'uscita del dvd Regione 4 di "Way of the Dragon".

Ultimo film a essere girato nel reale Colosseo.

Il tutto è stato girato senza sonoro, con gli attori che hanno doppiato le loro battute in fase di post-produzione.

Venne intitolato come "Return of the Dragon", per la sua uscita in occidente, al fine di incassare il successo come “sequel” di "Enter the Dragon".

Bruce Lee doppiò in lingua inglese quasi tutti i personaggi di questo film tra cui una battuta per il capo. Quella battuta è: "Fatelo fuori, ma attenzione con quella pistola in pubblico".

Bruce Lee scrisse di suo pugno la nota minaccia di morte che la mafia ha dato allo zio Wang, quale appare nel film.

Bruce Lee trovò Chuck Norris così ingrassato che gli pareva meno impressionante rispetto a come lo conosceva.

Nelle versioni in lingua cinese del film (cantonese e mandarino), l'attore coreano Wong In-Sik in realtà parla sia in inglese ("Chi può fare meglio del Karate giapponese?"), che in giapponese.

Secondo il citato documentario su Bruce Lee, questo è da parte di Linda Lee Caldwell (la moglie di Bruce), il favorito di tutti i film del marito.

Spoiler
Le voci di trivia seguenti possono rivelare importanti aspetti della trama.
Parte della musiche presenti in questo film sono in realtà originarie della colonna sonora di Ennio Morricone composta per il celeberrimo western di Sergio Leone “C'era una volta il West”. La musica utilizzata per Chuck Norris è tratta dal famoso pezzo “Man with a Harmonica". Inoltre, vi è un estratto da un brano della colonna sonora di John Barry per il film di James Bond “Agente 007:Una Cascata di diamanti”, "Death At The House Whyte," che è stato usato nella scena in cui lo zio Wang, mostrando il suo vero volto, malvagiamente pugnala con un coltello Tony e Jimmy alle loro spalle.

Questo è uno degli unici due film in cui Chuck Norris interpreta un cattivo (ironia della sorte, l'altro film, “Yellow Faced Tiger” aka “Massacro a San Francisco”, è anch'esso un film di Hong Kong) e l'unico film in cui viene ucciso (è solo eliminato ome cattivo nell'altro film, ma senza certezza che venga ucciso).

Bruce Lee non combatte fino quasi 30 minuti dall'inizio del film.

Il personaggio di Bruce Lee ha una sola uccisione commessa e confermata, nel film. Uccide infatti soltanto Colt ( Chuck Norris). Non è chiaro se abbia ucciso anche Fred (Robert Wall ) o lo abbia soltanto reso inoffensivo.

Napoleone Wilson


1 commento:

  1. hai voglia se la merita la visione, caro Napoleone! e certo, la scena del Colosseo con Norris da sola vale tutto, ma non solo. divertentissimo l'arrivo a Roma e tutto quello che hai descritto. come dissi in altre occasioni, Bruce Lee, che sicuramente rimane il genio inarrivabile delle scene di arti marziali, aveva talento per ogni aspetto della recitazione, che ai tempi emerse soprattutto nel comico/commedia. sono sicuro che, avesse avuto più tempo da vivere, l'avremmo ammirato anche in thriller, noir, con parti ben diverse

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