mercoledì 2 giugno 2010

The Fall

6
2006, Tarsem Singh.

Il primo fantasy ad entrare alla grandissima nel mio Olimpo!
Sono estasiato.

Espediente narrativo classico: un adulto racconta ad una bambina una favola e poi il film illustra la favola. E fin qui, tutto normale.
Entrambi sono ricoverati in un ospedale di Los Angeles agli inizi del '900. Alexandra è una bambina di 5 anni figlia di poveri contadini appena immigrati, vivace e curiosa. Roy è uno stuntman cinematografico che vediamo in azione in uno splendido ralenty in bianco e nero sui titoli di testa.

Si scoprirà presto che Roy in quell'ultima scena, a causa della quale si trova paraplegico, in realtà ha tentato un suicidio. Innamorato dell'attrice protagonista, non sopportava vederla flirtare con l'attore famoso che lui sostituiva nelle scene d'azione (che agli albori del cinema erano davvero d'una pericolosità unica). Roy comincia a raccontare ad Alexandra una storia che in realtà...

I personaggi dell'ospedale, del set cinematografico, che ruotano intorno alle vite di Alexandra e di Roy diventano protagonisti in costume di una favola epica senza tempo. Con numerosi richiami storici, con riprese che propongono in paesaggi glabri alcune delle meraviglie architettoniche e pittoriche del mondo, 5 personaggi di diversa epoca e cultura (Darwin, uno schiavo ribelle, un bandito mascherato, un guerriero arabo e un altro che non saprei descrivere) coalizzano per combattere il tiranno Odius. Nella mente di Alexandra vivremo questa specie di "Mille e una notte" di assoluta magia, con immagini sature e definite di una bellezza indescrivibile (le più belle che abbia mai visto!) e non ci provo nemmeno a farlo, ne allego alcune per rendere l'idea. Belle per la fotografia, i tempi e le modalità di ripresa, ma soprattutto la fantasia simbolica. Tarsem in potenza, regista e scrittore, stratosferico!

Roy in realtà vuole ancora morire, usa Alexandra per procurarsi la morfina, poi quando la bimba a causa sua si farà male le carte si scopriranno e la favola, sempre più legata alla vita reale, diventerà sempre più forte e drammatica, trasposizione della situazione vissuta che Alexandra rifiuta e lotterà contro la negatività di Roy per riportare, la favola e la vita del suo amico, sui binari dell'amore e della gioia di vivere.

Imperdibile! Non è uscito in Italia, reperibile però in inglese coi sottotitoli.





Questo film l'ho conosciuto sfogliando il bel blog di Eraserhead, cinefilo con gusti molto affini ai miei, che ci tengo a menzionare.

6 commenti:

  1. Grazie Roby per il titolo di cinefilo che non so se merito veramente, e grazie, ovviamente, per la citazione e per aver pescato dal mio diario uno degli incontri cinematografici più belli che abbia mai fatto.
    Con Satantango poi com'è finita?

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  2. lo meriti eccome, pure io lo merito, chi ama il Grande Cinema e si sforza anche solo un minimo di diffonderlo come facciamo lo merita. :)
    Satantango sono in attesa dei sub-ita, sono in arrivo finalmente.

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  3. non l'ho ancora visto ma mi incuriosisce parecchio
    visivamente in effetti sembra davvero notevole!

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  4. il film non è bello, è grandioso! :)
    il regista credo sia indiano, il film è una coproduzione usa/uk/india.

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