martedì 15 giugno 2010

La Horde

18
2009, Yannick Dahan, Benjamin Rocher.

L'horror francese prosegue la sua strada, fra alti e bassi ma prosegue, dimenticata troppo presto da altri europei (italiani anzitutto) ma sempre in tempo per recuperare.

Sinossi breve: 4 poliziotti si recano in un malconcio palazzo di una banlieau parigina per vendicare l'uccisione di un loro collega. Quando arrivano al dunque, loro e la banda che cercavano,
si rendono conto che il palazzo è infestato da zombie che si nutrono di carne umana, alcuni sono gli stessi che loro hanno ammazzato. Senza alternative uniscono le loro forze per uscire da quel palazzo trappola. Quando si troveranno sul tetto vedranno Parigi a ferro e fuoco, tutta la città è invasa da zombie, intorno al palazzo ve n'è un formicaio. Lotta durissima...

Una volta tanto ci vengono risparmiate quelle rotture di palle introduttive che ci devono portare, a volte solo in pochi minuti finali, alla polpa, cioè alla violenza ed al sangue che noi che amiamo vedere questo genere di film desideriamo come mannari. Se non ci sono particolari trame da esporre, andiamo subito al dunque!
La Horde non delude, un breve funerale iniziale e poi adrenalina a mille per il resto del film, sempre, prima durante e dopo scene orrorifiche di prim'ordine. Pure qualche battutina socio-politica, qualche richiamo alle guerre, flebili tentativi da parte dei nostri eroi di mantenere valori umani in mezzo a quella carneficina. Ma non disturbano, per il resto pressione cardiaca alle stelle.

Grazie. Quando si fa dichiaratamente un horror violento lo vogliamo così!

Stasera ci mangio sopra un bel roastbeef all'inglese tagliato a mano e sempre con le mani penso lo mangerò. Niente pane, il sangue deve colare pulito nello stomaco. Un bel Nebbiolo, tra i vini che amo di più, a rafforzare il colore.

18 commenti:

  1. Solo in italia l'horror dei nostri registi viene denigrato? Shadow di Zampaglione merita, perché dobbiamo essere per forza indietro su tutto in questo periodo storico?

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  2. scusa vitone, non riesco bene ad interpretare la tua affermazione... non intendevo denigrare l'horror italico, anzi, abbiamo grande tradizione, il mio è proprio un dispiacere. se intendevi dire che mediamente è poco considerato dai nostri cineasti siamo d'accordissimo :)

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  3. hmmm...non è un po' copiato da [REC] questo film? A giudicare dalla trama almeno...

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  4. non conosco quel film, non saprei dire

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  5. dovresti vederlo, puoi leggere la mia recensione sul mio blog a proposito, è un horror spagnolo, immagino ne avrai sentito parlare...la situazione base è quasi identica.

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  6. mi sembra leggermente estremo, ma se mi viene voglia di sangue me lo vedo :)

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  7. @ale: metto in lista, magari fra un po' ;-)

    @marco: sì, la voglia di sangue serve, ahah!

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  8. La seconda che hai scritto Roby! Riguardo alle foto: sono quello col contrabbasso e la bombetta:)

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  9. Sebbene i francesi non abbiano mai lasciato il segno col loro cinema. L'horror migliore lo sanno fare solo loro. (fonte un amico cinefilo come me) Anche se comunque l'unico horror che guardo con piacere è quello di Dario Argento.

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  10. tra gli horror europei che ho visto i francesi la fanno da padrone, con questa perla su tutte: http://robydickfilms.blogspot.com/2010/03/martyrs.html

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  11. Divertentissimo e sanguinolento. Da vedere al cinema, se e quando uscirà.

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  12. "Il cinema francese non ha mai lasciato il segno"...?????????!!!!!!!!!! Mi sà che l'amico e il suo amico "cine[o]filo" son stati investiti da un'autobotte, del buon "Nibbiolo", perchè un'affermazione così...Non c'è nemmeno da resettarla a replicarci sopra, e solo enumerando le centinaia e centinaia, di capolavori e grandi film, registi, attori, generi, musicisti ecc, ecc.,, del cinema francese- e che hanno contribuito enormente, alla storia del cinema,ma anche contemporaneamente, visto che pure il miglior poliziesco, e il miglior noir, lo stanno facendo proprio loro più degli americani, adesso in questo momento, anche se poi molti dei migliori e di successo ovunque, film francesi, qui in Italia non escono perchè ampiamente e apertamente boicottati, oltre che perchè quello italiano è un mercato purtroppo apertamente ostile a ciò che è appena al di là delle Alpi. Tolto tornando al discorso di prima, Michael Mann,James Gray, Johnnie To e Dante Lam da Hong Kong, e pochi pochi altri...Ma forse l'amico è solo imbevuto della solita penosa ignoranza e insofferenza italica rispetto a tutto ciò che è francese, e per primo ovviamente il cinema.Ma ha visto almeno, solo per rimanere all'ultima stagione "Un Prophète" (Il Profeta) di Jacques Audiard che è un vero capolavoro e uno dei migliori film in assoluto,"Welcome","Les Insoumis" di Richard Berry, o il di poco precedente capolavoro in due parti "Mesrine-L'Instinct dè mort I &II"(in Italia banalmente Nemico pubblico n'1)di Jean-Francois Richet, film che hanno lasciato anche il segno eccome, pure adesso, senza bisogno di chiamarsi Henri-Georges Clouzot o di fare "Vite vendute", o di essere Jean-Pierre Melville e fare "Le Cercle rouge"(I Senza nome)('70), o "Tutte le ore feriscono, l'ultima uccide" (Le Deuxième Souffle)('66)...Come si fà a sostenere certe stonatissime enormità...Màh.."Il Nibbiolo di notte, certamente"...Parafrasando il celebre film di Robert Bresson...

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  13. eheh! Wilson, nulla da dire...
    è un commento di un po' di tempo fa, Giovanni è un ragazzo intelligente e ultimamente il suo "amico" cinefilo, quello diciamo "di riferimento", è cambiato... ;-)

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  14. Riguardo a "La Horde" (vedi, qui l'hanno intitolato "The Horde", come a non far capire che si tratti di un film francese), è una bella variazione decisamente riuscita del fiorentemente rinato filone zombesco, una delle mie più formidabili e completiste passioni, dell'intero genere horror. "La Horde" per il nuovo filone si pone come un film non derivativo e dotato di una deragliante personalità e buoni motivi per rilanciare onorevolmente nuove proposte di "crossover" per il filone zombesco. Nel caso di "La Horde" il "crossover" si compie con i fumetti francesi a là "Metal Hurlànt", fumetti in genere di cui la Francia è particolarmente piena di "addicted". Michel Prèstia è irresistibile come al solito, e l'ambientazione banlièuseur è felice e non ciafaltrona e all'acqua di rose come nelle produzioni di Luc Bessòn, na trucida, dura e cruda, come realisticamente conviene di essere. Certo, io contonuo a preferire la versione zombesca romeriana, senza tutto questo cinetismo iper velocizzato degli zombi, ma caracollanti e deambulanti con disarticolata lentezza, portatori nel loro sguardo assente di tutto l'immenso peso e tabù rimosso delle società occidentali, della morte. Ma anche questa ennesima variazione de "La Horde" mi piace, sarà, perchè anche qui l'horror è usato anche per fini di metafora radicale, politica e sociale, a partire dall'ambientazione veramente incazzata e a chiudere su un finale di rara e veramente potente, amaramente stoica ironia,proprio in linea con i celebrati finali di Romero dell'esalogia zombesca.

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  15. così sei appassionato e esperto anche di zombie... be', fra non molto affronterò Romero, tabù per me per molti anni in modo preconcetto. avrai modo di parlarne. :)
    a proposito di film francesi col titolo inglesizzato, m'hai ricordato questo gioiellino: http://robydickfilms.blogspot.com/2009/11/monsieur-hire.html

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  16. Fra i miei dieci registi preferiti Romero, da quando ho 12 anni, mai cambiato opinione.

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  17. ..Se vuoi vedere una delle cose migliori in termini zombeschi, che mi sia stato dato da vedere, dalla "rinascita" del grande filone sugellatasi a partire da "28 giorni dopo"(2003) di Danny Boyle, e "Resident Evil"(2002) di Paul T.Anderson,e ho visto tutto, essendo un completista fissato del tema e del genere, dicevo, di vedere "The Walking Dead" (2010) di Frank Darabont(una garanzia, vedi anche il bellissimo "The Mist"),la nuovissima serie tv prodotta dall'AMC.
    Per Halloween ne ha programmato il primo episodio il bouquet di Sky, a poche ore dalla prima americana, ma sono in trepidante attesa che si trovi da un momento all'altro sul mulo anche il secondo episodio andato in onda negli states lo scorso giovedì 4, dei sei della prima serie. E', ma lo stanno dicendo già tutti, semplicemente una delle più belle novelization (tratta da una già famosissima, e giustamente, graphic-novel anche trasposta in motion comic a mini episodi) zombesche mai realizzate, per certi aspetti e molti sviluppi concretizzati supera per gli anni 2000 persino "La Terra dei morti viventi" (Land of the Dead)(2005), il capolavoro dell'epocale ritorno di Romero, a vent'anni dall'atroce capolavoro assoluto "Il Giorno degli zombi" (Day of the Dead)(1985).E si rifà appunto anche molto alle trasposizioni visive ed estetiche della morte e degli zombi, di concezione romeriana, anche come situazioni, e per il cupo e lucido realismo apocalittico, Romero è sempre stato uno dei più bravi e grandi, attraverso la potente metafora degli zombi, a descrivere e a ritrarre la società in "finis vitae", quando ella è ormai in disfacimento per un evento apocalittico, appunto i morti che tornano in vita...-:"E quando i morti tornano in vita..Bisogna smettere di uccidere signori, o si perderà la guerra" ...Cit. da "Zombi"(Dawn of the Dead)(1978), semplicemente, insieme a "L'Esorcista", il miglior film horror(e anche molto, tanto di più) mai realizzato...

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  18. grazie mille Wilson, tengo da conto questo commento. comincerò però dall'inizio, dal primo Romero, "Zombie" sarà uno dei temi del blog dell'inizio del 2011 penso.
    intanto questo mese finisco Bava, poi ho una chicca italiana finalmente sull'hd... ;-)

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