domenica 6 giugno 2010

I Gatti Persiani

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2009, Bahman Ghobadi.

Siamo a Teheran, particolare fondamentale, ai giorni nostri.
Un duo appena uscito di prigione, che canta e compone indie-rock, ha un sogno: andare a Londra a proporre la propria musica. Vivono però in un paese in cui le libertà civili sono ridotte al lumicino, il solo procurarsi passaporto e visti per uscire dal paese è impresa titanica. La musica stessa la devono suonare clandestinamente.

Tramite amicizie ed un manager bravo ma inevitabilmente confusionario, iniziano un percorso nell'underground della città, alla ricerca di musicisti, cantanti e quant'altro occorre sia per formare la band che per ottenere i permessi. Tutti, senza eccezione, devono lottare e fare carte false per poter suonare. Si organizzano persino concerti col passaparola.
La retata della polizia, però, è sempre in agguato, si vive nel terrore di finire nelle loro grinfie, eppure è più forte di loro, sono condannati dalla loro passione a vivere da fuorilegge.

E' una bella storia, di giovani che amano il proprio paese pur essendo da esso maltrattati. Tanta la musica che si sente, ogni incontro è occasione per suonarla, con generi i cui nomi sono noti a tutti, come metal, pop, ecc..., ma tutti, e ci tengono a dirlo, non dimenticano mai di mettere "tracce persiane" nei loro pezzi. Poi dipende dai gusti, io ho particolarmente ammirato un canto arabo di world-music, che m'ha ricordato tantissimo i famosi islandesi Sigur Ros. Ad ogni modo la musica m'è piaciuta tutta. Colonna sonora da procurarsi.

Questo è però uno di quei film che va giudicato andando oltre la semplice rappresentazione, che pure ho apprezzato molto. Ghodabi, di origine curda, ha girato tutto in 18 giorni nella stessa Teheran, lo stesso film è clandestino, proprio come i musicisti che hanno partecipato mettendoci le loro facce ed opere. Grande coraggio quindi, bel Cinema che è anche denuncia, forte! Teheran emerge come una città che coltiva nel sottosuolo un fermento artistico importante, che nemmeno l'oppressione attuale può scardinare, è un fenomeno giovanile diffuso e popolare.
Il titolo, molto indovinato, identifica questi giovani come i gatti persiani, animali molto amati e presenti nelle famiglie iraniane ma che è vietato esibire, devono restare relegati. Bellezze condannate a restare nascoste.

Premiato a Cannes 2009 nella sezione "Un certain regard", devo dire che questo premio individua sempre film molto belli e spesso, come in questo caso, significativi.
Assolutamente da vedere, dinamico, brillante, anche divertente, la componente drammatica interamente dovuta al regime ma questi giovani sono una grandissima speranza, nascerà una democrazia libera in quel paese prima o poi, bisogna solo sperare che qualche idiota non ce la voglia esportare con la forza perché poi di fatto quello che accadrebbe è che non se ne verrebbe più fuori.

Ci ho messo un po', ma ho trovato il video col pezzo che dicevo prima.


8 commenti:

  1. interessante. Non ho ancora visto nulla dei film del festival, meno male che qualcuno mi tiene aggiornato ;)

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  2. felice di renderti un servizio! :)

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  3. Questo è nella mia lista dei "da rimediare", è passato anche al cinema da me, ma l'ho perso ugualmente (il 16 esce in dvd a noleggio... proverò a rimediare)... poi tornerò a leggermi la rece. ;)

    P.S. Restando in Iran segnalo che mymovies.it darà in anteprima web il 15 Giugno "About Elly" vincitore dell'orso d'argento per la miglior regia all'ultima berlinale e miglior sceneggiatura al Tribeca Film Festival.
    La visione in streaming è gratuita ma i posti sono limitati (400) occorre iscriversi al sito e accaparrarsi un invito (è tutto descritto nella home del sito). ;)

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  4. grande dritta azzo!
    stasera appena torno a casa provo subito a prenotarmi, e se no mi rivolgo al solito fornitore :P

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  5. in effetti la speranza è il sentimento più forte che emerge da questo film, molto piacevole nonostante il rischio (scongiurato) di fare la solita menata lamentosa fosse giusto dietro l'angolo

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  6. non hai per niente torto, quel "rischio" è sempre dietro l'angolo.

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  7. un film molto bello. è particolare come la fine abbia una valenza quasi totalmente simbolica, visto che in realtà i due protagonisti se non sbaglio dovrebbero essere da qualche parte in inghilterra da un po' di tempo.
    fa comunque incazzare abbestia il fatto che certa gente si debba ancora nascondere per suonare, che dico io, mica fa male a nessuno, no?

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  8. ogni forma di espressione culturale a chi vuole dominare le opinioni dà fastidio...
    non saprei dei 2 protagonisti, so che il regista dopo questo film non ha più permesso d'entrare in iran, e al posto suo anche col permesso non so se ci andrei

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