martedì 1 giugno 2010

The Hospital

5
1971, Arthur Hiller.

Dopo M.A.S.H. dell'anno prima, ancora una volta la sanità americana, stavolta quella civile ed a Manhattan, è presa di mira da un film satirico e grottesco. Se possibile, qui lo humor è ancora più nero e tetro!

Pronti via si assiste alla morte di un uomo anziano, vittima di un errore medico dietro l'altro. Certo, non è il solo, nella stessa stanza dove viene lasciato agonizzante ce n'è un altro, un uomo entrato praticamente sano e trasformato in un comatoso terminale. Iniziano, tra deliri vari, una serie di morti inspiegabili, però non si tratta più di pazienti! Morti come tali, sotto cure, al pronto soccorso o in sala operatoria, apparentemente per banali per quanto tragici e fatali errori di medici e/o infermieri, si tratta però sempre di personale dell'ospedale.
Il primario dell'ospedale interpretato da un grandioso George C. Scott non mancherà d'innamorarsi di una ex figlia dei fiori, col padre ricoverato che è una specie di posseduto, riportato in vigore con riti notturni sciamanici dopo aver rischiato la morte, religiosamente fanatico quanto confuso che ne combina di ogni. Non mancano un po' di conflitti sociali e relative proteste giovanili... e penso di aver detto anche troppo! Un po' di tracce, ma il film è un tutt'uno ben assortito.

Film notevolissimo, imperdibile, almeno per i miei gusti. Non so bene in che genere inquadrarlo, perché definirlo un film comico è impossibile. Eventi e contesti sono drammatici, ma i comportamenti, le soluzioni, i dialoghi sono assurdamente grotteschi , c'è persino un finale caotico degno di John Landis. Non posso non pensare ad una similitudine marcatissima con "Il Regno" di Von Trier.

Non è un film semplicemente divertente, e non sarebbe certo un'offesa, sia chiaro. Oltre alla forma ci sono contenuti, tutti nella satira sociale che esprime. Ha vinto premi agli Oscar, Golden Globe e pure a Berlino, non male.

Per una volta mi esento quasi dal commentare il titolo italiano con cui è stato proposto ai tempi nelle sale: "Anche i dottori ce l'hanno". Ci vuole proprio una mente perversa.


5 commenti:

  1. stupendo, esilarante, tragicomico, intelligente film intercettato quasi per caso su non ricordo che tv satellitare: e stavo per scartarlo a priori proprio a causa del titolo italiano cretino, frutto di una mente stupida, banalotta e inferiore... come la chiamavo ultimamente? ah, già: Lobotom-Italy... :D

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  2. grande film, lo vedrò stasera

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  3. nik, me lo segnalarono col titolo italiano e risposi quasi con un vaffa di petto, pensa te! facci sapere qualcosa darko. ;-)

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  4. allora, il film è molto bello, ed anche molto figlio dei suoi tempi, gli attori sono molto bravi, il protagonista è da oscar, è non schiavo del suo senso del dovere ma amante di quel suo ospedale che non può abbandonare così alla deriva.

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  5. "molto figlio dei suoi tempi" è una bella descrizione ;-)

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