martedì 8 giugno 2010

Das Experiment - The Experiment

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2001, Oliver Hirschbiegel.

Una equipe di psicologi universitaria decide di fare un esperimento di simulazione di un carcere. Siamo in Germania. Viene pubblicato un annuncio dove si spiega per sommi capi di che si tratta e grazie soprattutto al compenso di denaro cospicuo per 2 sole settimane di lavoro molti uomini rispondono, alcuni di loro solo per curiosità di fare un'esperienza fuori dall'ordinario.

Verranno scelti 24 uomini. Per 2 settimane 12 di loro faranno i prigionieri, il ruolo più duro perché quello che prevede la rinuncia ad alcuni diritti civili e soprattutto la permanenza in prigione senza possibilità di uscita. Gli altri faranno le guardie, seguiranno dei turni e quando in riposo potranno uscire. Poche regole di base vengono impartite dall'equipe: i prigionieri devono limitarsi ad obbedire e non possono rifiutare il cibo; le guardie devono far rispettare l'ordine e le regole; per tutti è vietato far uso della violenza.

Inizio scherzoso e giocoso, tutti sono complici, guardie e reclusi, col solo scopo di portarsi a casa i soldi promessi. Non passeranno però nemmeno 36h che cominceranno i problemi, per futili motivi ma strettamente connessi alle regole stabilite. Il recluso 77 in particolare, un reporter entrato con l'intento di documentare quanto accadrà, non è minimamente in grado di tollerare alcun sopruso ed interviene sia che la cosa è rivolta contro di lui che contro altri compagni. Fra lui e le guardie, coinvolgendo poi tutti, nascerà una lotta durissima, le regole salteranno, con un escalation di violenza drammatica! Lascio i dettagli alla visione...

Film sconvolgente, con qualche "concessione" narrativa sul recluso 77, il bravissimo attore tedesco Moritz Bleibtreu, che stempera un attimo la tensione. Fosse stato per me, non avrei tolto la telecamera dal carcere un solo secondo ché della fidanzatina del 77 non ce ne poteva fregare di meno! Ecco, ho evidenziato il solo neo, per il resto un film veramente fantastico, di fortissima tensione, adrenalinico: Imperdibile!

Ciò che però è veramente incredibile è che la storia è ispirata, e ne riproduce i fatti con un realismo totale ad eccezione del finale, ad un esperimento condotto nel 1971 negli Stati Uniti, ora noto come Stanford Prison Experiment. Consiglio un'approfondita lettura QUI, testimonianza e conclusioni di Philip G. Zimbardo, il professore che ha ideato e diretto l'esperimento. Tutt'oggi un esempio di come la prigione possa trasformare, ed in peggio ovviamente, le persone fino ad arrivare a dei livelli patologici.
Durante l'esperimento solo alcune delle umiliazioni a cui sottoporre i prigionieri furono premeditate, alcune delle guardie andarono ben oltre. I reclusi dopo solo 3 giorni provavano la sensazione che non sarebbero mai più usciti da lì e manifestavano seri problemi psicologici. Vennero di fatto attuate tutte le forme di tortura psicologica possibili e l'esperimento non poté superare il 6° giorno, per il grave rischio di situazioni incontrollate. Non fu facile ricondurre alla "normalità" tutti, persino lo staff dei ricercatori in buona parte s'era completamente immedesimato nel ruolo, lo stesso Zimbardo si sentiva il direttore di un carcere più che un ricercatore.

Ci sarebbero tantissime cose da dire, ma insisto, leggete il sito linkato sopra, è interessantissimo. Qualcuno ricorderà quanto accaduto in certi carceri in Iraq, o a Guantanamo. In questa storia troverà la spiegazione di tutto ciò.
Dal sito voglio riportare qui lo stralcio di una lettera che un vero detenuto di un carcere americano inviò a Zimbardo, poco tempo dopo l'esperimento:
"Sono stato da poco liberato dopo trentasette mesi di cella di isolamento. Mi è stato imposto il silenzio assoluto e se appena sussurravo qualcosa all’uomo della cella accanto venivo picchiato dalle guardie, cosparso di una sostanza chimica, sbattuto in una cella ancora più piccola, denudato e costretto a dormire su un pavimento in cemento, senza coperte, senza lavabo e senza water… E’ giusto che i ladri vengano puniti, e non giustifico il fatto di rubare sebbene io stesso sia un ladro. Una volta libero, non credo che tornerò a rubare. Questo non vuol dire però che mi abbiano riabilitato. Adesso penso solo ad uccidere – uccidere quelli che mi hanno picchiato e trattato come se fossi un cane. Spero e prego per il bene della mia anima e per la libertà futura, spero di riuscire a sconfiggere l’amarezza e l’odio che giorno dopo giorno mi corrodono l’anima. Ma so che non sarà facile".
Ogni commento è superfluo.

21 commenti:

  1. lo vidi in tv qualche anno fa ma era già iniziato quindi non mi sono mai sentito di giudicarlo, però mi aveva colpito, sembrava fatto bene. Un giorno lo vedrò per intero...

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  2. Grande idea che mette insieme socioantropologia e argomento carcerario, due temi che ho sempre considerato di grande fascino e interesse.
    Più pessimisticamente di te, credo che non sia tanto (o solo) la prigione in sé a trasformare in peggio e a scatenare l'incubo, quanto piuttosto quell'" ESPOSIZIONE AGLI ALTRI" (totale) di cui parla la sentenza di condanna nella parte finale di The Wall dei Pink Floyd.
    Certo, è proprio nelle prigioni che tale esposizione è massima, continuativa, senza rimedio, e tutti sappiamo come nelle carceri vere i peggiori aguzzini possano essere, spesso, più i compagni che non i secondini, specie per chi non si piega a certe regole mafiose, o per chi è stato condannato (magari innocente) per crimini ritenuti particolarmente odiosi dai codici del branco (per esempio si considera normale che lo stupratore, anche solo presunto, venga ammazzato di botte da "eroici" trafficanti di droga pluriomicidi...)

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  3. visto qualche anno fa. assolutamente inquietante. fa riflettere su come sia difficile giudicare i comportamenti umani, se non sperimentando direttamente le condizioni in cui si verificano. il carcere, come anche la guerra, sposta tutti i parametri, e valutare gli eventi da seduti in poltrona è troppo limitativo, per non dire ipocrita.
    da inguaribile ottimista, o da pazzo, sono convinto che sia fisicamente necessario che a certi abissi di aberrazione debbano corrispondere delle vette di senso opposto. certo queste spesso si fa fatica a vederle.

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  4. @ale: devi vederlo assolutamente.

    @zio: sottoscrivo in toto, hai esteso la recensione :)

    @unwise: zoroastrica osservazione la tua, molto acuta. purtroppo le vette basse sono quelle che si vedono meglio e spesso nel mondo hanno la meglio.

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  5. ahah! mi riferivo al vero Zoroastro più che alla (FANTASTICA!!!) versione di Nietzsche, ma va bene uguale :D

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  6. io avevo pensato addirittura a Richard Strauss...
    paaa paaaaaa pa-paaaaaaaa
    bum bum bum bum bum bum

    LOL

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  7. Ciao Roby! Ieri mi sono sparato "l'orda". Comincia ad apparecchiare:)

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  8. bella vitone! passa domani che c'è la cronaca di una cenetta consumata qualche sera fa :P
    ah, e mandami email con il link dell'orda...

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  9. l'attore protagonista lo notai già nel film Lola Corre e mi meraviglia di come sia poco conosciuto nonostante il talento palese...

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  10. hai citato un film che ho in programma da un tot! :)
    sono d'accordo, tra l'altro recentemente Bleibtreu l'ho visto in parecchi film: la banda beider meinhof, le particelle elementari... i registi lo conoscono bene.

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  11. film recensito un pò di tempo fa,
    merita davvero!

    un saluto rob (è da un pò che non mi facevo vivo da queste parti..)

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  12. @ roby: e io che non mi sono mai avventurato a parlare di Lola rennt perchè pensavo fosse da tempo nel tuo carniere! proffeti zubito! schnell!
    mitica Franka Potente!

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  13. @unwise: jawohl meine haupt! :D
    avventurati pure, mica mi chiamo morandini né!

    @DNA: è un vero piacere ritrovarti, e vederti attivo nel tuo blog... bene! :)

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  14. eccoci. sia chiaro che la tua recensione la sono venuta a leggere appena finiti i titoli di coda e, come ti dicevo già dall'altra parte, oltre al film in sè che è già abbastanza disturbante/disturbato, mi sono davvero venuti i brividi nel momento in cui ho letto il link. chè fino a quando ci limitiamo a parlare di un film, bon, tutto quello che vuoi, ma è finzione. invece leggere che l'80% della pellicola sia ispirata (se non copiata paro paro) da un evento reale... beh, roby, questo mi ha davvero dato il colpo di grazia.
    sicuramente è una cosa che fa riflettere, sembra quasi che per l'uomo sia naturale instaurare un rapporto di 'superiorità imposta' e mantenerlo con tutti i mezzi possibili. allucinante.

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  15. tra l'altro m'è venuto in mente proprio ora quell'esperimento nel quale un tot di persone avevano la possibilità di scegliere se tirare una leva e dare una scossa elettrica (finta, ma loro non lo sapevano) ad un uomo che non conoscevano per guadagnare x soldi. alla fine, nonostante fossero stati avvisati del rischio di uccidere l'uomo, in pochissimi hanno preferito non tirare la leva, mentre tutti gli altri sbavavano dietro al dio denaro (si si lo so, assomiglia ad un film appena uscito, chissà che non si siano ispirati a questo fatto).
    è comunque un altro esempio terribile che ci dimostra come l'uomo sia fondamentalmente un bastardo dentro.
    (scusa per il wall of text)

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  16. anzi dr.nick, grazie per il copioso contributo! :)
    dell'ultimo esperimento che citi non so nulla, ma chiaro che affinità ce n'è. questo di Zimbardo è però d'un estremismo credo mai eguagliato, non penso sia nemmeno possibile con le leggi di oggi realizzare qualcosa di simile, il contratto che firmarono era troppo lesivi dei normali diritti umani.

    sono sicurissimo che invece, sottobanco e per scopi certo non pacifici, di esperimenti anche peggiori ne fanno sicuramente, lo studio dei limiti della mente umana è importantissimo e chissà cosa combinano.

    la fiction, perlomeno quando vuol essere realista, non raggiungerà mai le vere "capacità" umane.
    sostengo spesso che nessun film horror, nemmeno il più macabro e sanguinario, riuscirà mai a rappresentare le realtà che si verificano nel mondo, ne sono convinto.

    ciao :)

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  17. Recensione impeccabile. E film inquietanto ma bello...eh sì mi ha ricordato the Road to Guantanamo. E' veramente sottile la mente umana, la mente che si trasforma da vittima a carnefice e viceversa. Questo è quello che mi ha decisamente colpito di più di questo film. L'idea subdola che si innesta nella testa della gente fino a trasformarla.
    *Credi sempre di essere piu in alto della scimmia sulla scala evolutiva?*

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  18. grazie Laura. su quello che dici, nulla da aggiungere.

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