lunedì 28 giugno 2010

Tokyo Sonata

8
2008, Kiyoshi Kurosawa.

Su una famiglia di Tokyo, genitori e 2 figli maschi, cade una brutta tegola. Il padre, 46enne, zelante direttore amministrativo, viene licenziato dall'azienda in cui lavora, senza alcun demerito, semplicemente perché col suo stipendio ci pagano 3 cinesi che fanno le stesse cose. L'uomo, fiero ed orgoglioso, non dice nulla in casa e si produce in espedienti per fingere che tutto è come prima, e nei luoghi dove si radunano i disoccupati (uff. collocamento, distribuzioni pasti gratuiti ai poveri) troverà altri come lui, un amico in particolare che non reggerà a lungo la cosa. Umiliazioni di ogni sorta ai colloqui, non troverà un lavoro commisurato ed estenuato finirà per accettare di fare le pulizie in un grande magazzino. Le bugie, come si dice, hanno le gambe corte, prima o poi tutto emergerà.

Il declino inevitabile di una famiglia che sarà salvato moralmente dal grande talento del figlio minore nel suonare il pianoforte (c'è un pezzo nel finale che è di una bellezza smisurata!). Questo potrebbe essere un lungo sottotitolo.

Una storia molto "europea". Non tantissimo tempo fa avevo visto "Cacciatore di teste", sullo stesso argomento, altro ottimo film ma molto diverso per trama. Raro vedere in Giappone affrontare questo tema.
Lessi parecchi anni fa, quando ancora quel paese non conosceva la crisi attuale, che per un giapponese perdere il lavoro era un fatto di una gravità enorme, come da noi d'altronde, ma per loro è un qualcosa che tocca l'onore e la dignità a livelli che ci sono sconosciuti, molto più in alto di quanto non tocchi la stabilità economica personale. I casi di suicidio dopo licenziamento erano numerosissimi se rapportati ad altri paesi. Ecco, ho visto in un film, molto ben fatto ed interpretato (premio "Un certain regard" a Canes), tutto ciò, senza sconti su nulla. Com'è la vita di una famiglia tipo, prima e dopo un evento del genere.

Situazioni al limite del comico, non si ride per il contesto drammatico. Il verbo dominante è Ricominciare, ma scollinare dalla montagna delle abitudini, e di una vita radicata su valori e rapporti sia familiari che interpersonali interamente da rivedere, è operazione difficilissima. Ci sarà uno scollamento, uno sfibrarsi dei legami che porterà quasi ognuno dei 4 a vivere per sé. Perfettamente scelte tutte le scene a evidenziare ciò, con fantasia e realismo.

Assolutamente imperdibile!

Del genere musicale che più amo il Tema della colonna sonora, di un pianista e compositore che per me è una felicissima scoperta, Kazumasa Hashimoto. Ho trovato uno splendido video di animazione che la riproduce, così non vi anticipo nemmeno le scene.



8 commenti:

  1. ottimo, vedo che nonostante Kairo ti abbia deluso, non hai abbandonato il grande Kurosawa ;)

    RispondiElimina
  2. bravo Ale, hai memoria eh! ma non avevo preconcetti sul regista :)

    RispondiElimina
  3. non l'ho visto,ma c'è mun film francese di lcuni anni fa,non ricordo il titolo,praticamente identico come trama

    RispondiElimina
  4. e non è il cacciatore di teste che cito nella recensione?

    RispondiElimina
  5. non l'ho visto cercherò di rimediare
    un saluto buona giornata

    RispondiElimina
  6. dio sai che non son sicuro?invecchio..la memoria precipita

    RispondiElimina
  7. Roby che tu sia maledetto! :D scherzo eh... però la mia lista si allunga e non ho avuto il tempo di provvedere a procurarmi tutti i film che mi hai fatto venir voglia di vedere! Il video che hai messo è fighissimo!

    RispondiElimina
  8. caro brazz, come ti capisco...
    un saluto all'amico Ernest :)
    rospo, sei troppo forte, ahah! vero che è bello quel video? condivido.

    RispondiElimina