domenica 23 dicembre 2012

50/50 - 50 e 50

4
2011, Jonathan Levine.

La bella vita di Adam (tipo tranquillo, non fuma, non beve, non ha nemmeno la patente...) viene sconvolta in pochi giorni. Prima viene a sapere che ha un raro tumore alla colonna vertebrale che gli dà il 50% di possibilità di vita, poi l'inevitabile chemioterapia coi soliti effetti, poi scopre che da tempo la sua bella fidanzata, che a lui non la dà mai, lo tradisce. La chemio non produrrà nemmeno gli effetti sperati, servirà un pericoloso intervento chirurgico. Tutti ingredienti per un film pesantissimo, ed invece...

Nel mezzo della breve menzione della trama ci sono una serie di dettagli la cui somma produce un totale piacevole, che nemmeno volendo riesci a sminuire e alla fine anche il finale "pink" non stona. Operazione anche coraggiosa questo film, trattare argomenti del genere con questa "leggerezza non leggera" non è semplice. Adam non si dà alla sregolatezza con la scusa dei pochi giorni di vita restanti, non dà in escandescenze per nulla, continua a mantenere il suo profilo.

Dettagli che in altri film diventano pregnanti qua si accumulano. Il migliore amico prosegue nella sua istrioneria quasi nulla fosse. La fidanzata verrà cacciata di casa, non c'è più motivo di far finta di non sapere. La psicologa dell'ospedale, inesperta ma molto carina, è umanamente molto vicina. C'è occasione di riallacciare i rapporti coi genitori. Si faranno amicizie durante la chemio di persone sorprendentemente allegre ed ottimiste, con le quali imparerà che farsi una canna non è poi così male nelle loro condizioni. Ma... uno di questi colleghi di chemio morirà, la morte tornerà ad essere minaccia concreta, poi l'operazione, prima della quale si concederà la sola bravata: guidare la macchina dell'amico senza esserne capace.

Mai assente la morte, mai assente che l'esperienza può essere occasione per migliorarsi e non per imbruttirsi, mai presente alcuna facile retorica, mai abusi di buonismi o peggio di comicità fuori luogo. Eppure riesce a mantenerti quasi costantemente con un sorriso, tranne ovviamente quando si arriva all'intervento, là le cose diventano ormai tremendamente serie.

Un film carino che consiglio, se non altro perché parla di gente piacevolmente normale.
Robydick


























4 commenti:

  1. Un grande e bellissimo (anche rapato) Joseph! Bel film!

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  2. grazie Lisa, contributo "femminile" alla rece importante :)

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  3. Questo film dovrebbe finire dritto nell'OLIMPO. Davvero un grande capolavoro.

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  4. oddio Giova', esagggerato! :D
    ma apprezzo molto che apprezzi...

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