domenica 23 dicembre 2012

Made in Dagenham - We Want Sex

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2010, Nigel Cole.

Cenni e trama da wiki:
Ispirato a fatti realmente accaduti, il film racconta lo sciopero del 1968 di 187 operaie alle macchine da cucire della Ford di Dagenham. Costrette a lavorare in condizioni precarie per molte ore e a discapito delle loro vite familiari, le donne, guidate da Rita O'Grady, protestarono contro la discriminazione sessuale e per la parità di retribuzione. Pagate come operaie non qualificate, le lavoratrici attuarono uno sciopero che riuscì ad attirare l'attenzione dei sindacati e della comunità, trovando infine l'appoggio della ministro Barbara Castle, pronta a lottare con loro contro una legge iniqua e obsoleta.
Tra gli interpreti principali figurano Sally Hawkins, Bob Hoskins, Miranda Richardson e Rosamund Pike. Il film ha ottenuto 4 candidature ai British Independent Film Awards 2010.

Le storie delle lotte operaie non sono mai bazzecole indolori. Scioperi ad oltranza, difficoltà economiche che ne conseguono con forti rischi di malumori fra gli stessi scioperanti dovuti ai debiti ed alla mancanza di cibo...
Qua si aggiungono, alle normali rivendicazioni, motivi di genere per nulla banali. Fu, credo, il primo vero caso mondiale di lotta per parità di diritti e di reddito tra uomini e donne nel lavoro, perlomeno di lotta coronato da successo. Si andava ancora più in là, perché si esigeva, a ragione, un pari riconoscimento della professionalità delle donne. In breve: quanto hanno ottenuto, proprio perché ne derivò la prima legge al mondo che sanciva le parità descritte, è d'importanza veramente storica e questo basti per vedere con piacere questo film e per esprimere massima stima a Rita O'Grady.
Permettetemi di aggiungere grande stima anche per suo marito, per i tempi decisamente uno "molto avanti", che mi ha regalato una delle scene c.d. "minori" che però sono quelle che ti rimangono in mente persistenti, creano un ricordo. Nel momento della lotta ormai difficile, rivendica a Rita di aver sempre rispettato lei ed i figli, di non averli mai picchiati. Be', negli anni '60 questo bastava a fare di un uomo uno di quelli bravi e buoni! Rita glie lo farà notare ovviamente e lui saprà cambiare idea, ammettere che quella è una follia. Parliamo di un operaio, uomo certo non colto, che ha saputo da solo, contro il pensiero comune, cambiare un atteggiamento radicato, non è cosa da nulla...

Nei tanti piccoli drammi e sforzi fatti, alcuni davvero eroici, anche per contrastare lo strapotere del maschilissimo e maschilista sindacato, s'inserisce un'allegria e solidarietà, materiale e di spirito, tutta femminile e molto divertente. Se da una parte - forse - sdrammatizza, dall'altra ha anche il pregio di non trasformare quella che fu una vittoria di classe e genere in una vittoria di Rita O'Grady  la quale non assurge agli altari. Ho apprezzato molto, moltissimo!, questo aspetto. Terminata la lotta, Rita non ha capitalizzato la fama acquisita in alcun modo, ma semplicemente è tornata in fabbrica con le compagne a lavorare. Difficile trovare sue foto in giro, per lei nemmeno una pagina wiki, nessun partito (anzi partitucolo) ha potuto godere del suo seguito di voti e prestigio. Lezione da non dimenticare, una vicenda che è Storica e Istruttiva anche nel suo epilogo!

Intrigante il titolo con cui è uscito in Italia ma non fuorviante, per una volta persino più bello dell'originale. Gli striscioni delle operaie coi quali manifestavano dicevano "We want sex equality", solo che per il vento o qualsiasi inconveniente potevano ridursi nella scritta, con effetti appunto esilaranti. E perché poi non dovrebbe essere quello uno slogan serio? Ricordo una canzone che diceva "chi non lavora non fa l'amore", un concetto che richiederebbe precisazioni su quel "lavora", dicendo che lo si deve fare con giustizia ed uguaglianza, senza distinzioni di sesso, razza, età, credo...

Bravo il regista, Nigel Cole, quasi uno specialista di queste "commedie sociali", che derivino o meno i loro soggetti da fatti realmente accaduti. Suoi sono altri film che prima o poi vedremo anche qua, come L'erba di Grace (2000), Calendar Girls (2003), 5 dollari al giorno (2008). Non si punta al virtuosismo di macchina, tutto è ben fatto per quanto occorre e l'attenzione resta desta sulla vicenda come dev'essere.

Visione consigliatissima.
Robydick


























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