mercoledì 19 dicembre 2012

Figures in a Landscape - Caccia sadica

7
1970, Joseph Losey.

La libertà non è la forza.”
L'Uccello nero sta arrivando per la sua preda.”
Frasi di lancio originali del film

Due uomini, Mac ( Robert Shaw) e Ansell ( Malcolm McDowell ), sono scappati forse evasi, venendo incessantemente inseguiti dal cielo, da un uccellaccio meccanico ovvero un elicottero nero pilotato da due uomini con il casco nero e senza volto come il camionista di “Duel”. I due uomini in fuga probabilmente non si sarebbero mai neanche guardati, se non fosse per il modo in cui sono stati costretti a unirsi, e qui, come ne “La Parete di fango” (The Defiant Ones) (1958) di Stanley Kramer, sono costretti a fuggire ancora legati ai polsi, mentre litigano l'un con l'altro quando inciampano attraverso la campagna, alla ricerca di acqua e di una sega con la quale tagliare le loro catene. Mentre l'elicottero li cerca sempre, sempre più inesorabilmente in un accrescersi della loro caccia - c'è qualche possibilità che possano farla franca?

Il romanzo di Barry pubblicato in Inghilterra nel 1968 intitolato come il film nell'originale “Figures in a landscape” venne molto acclamato al momento che uscì, la sua storia di due prigionieri (di guerra, politici?) in fuga dai loro carcerieri attraverso quel che pare un paese tropicale, forse di una dittatura militare del Sud America (il film venne girata in Spagna, in Andalusia la terra di centinaia ivi girati western italo/spagnoli), catturava l'entusiasmo dei lettori dell'epoca, quindi era inevitabile che una versione cinematografica ne sarebbe seguita. L'uomo che adattò il libro a film fu in realtà il protagonista Robert Shaw il quale come si saprà era anche un ottimo narratore e scrittore in proprio, ma che non aveva inizialmente previsto di essere uno dei due protagonisti, e come sempre fu perfetto anche per questo ruolo.

Ciò che distingueva il film a quel tempo era che non c'era nessuna spiegazione di ciò che accadeva, e che come spettatori non si scopriva molto in termini di ciò che aveva causato la situazione attuale della storia, nemmeno alla fine.

Il che significa che il film pone un sacco di domande alle quali si rifiuta di rispondere, che per molti non è l'aspetto più frustrante di esso ma quello più affascinante . Nelle mani del regista Joseph Losey il materiale di partenza divenne una pellicola d'eccezione. Infatti, Losey dette vita fin dal titolo del film ad un grande film d'azione, inseguendo con riprese sempre magistrali e di perfezione tecnica, ricercatezza formale mai casuale, i due fuggitivi sono sempre così ben incorniciati contro la campagna della Spagna, anche se nel film non è mai identificata come tale (e Franco non avrebbe gradito). E' semplicemente facile essere coinvolti dal rimarchevole lato visivo del lavoro di Losey, ma è l'enigmaticità la caratteristica che infiamma di più lo script di Shaw, il quale volutamente si mantenne sul vago, venendoci forniti solamente spezzoni di informazione, con Ansell che apparentemente è stato una sorta di maestro di scuola, ad esempio, ma non è mai abbastanza.

Tanto più che qualunque frammento o spezzone di dialogo che ci possa consentire di scorgere maggiormente lo sfondo della storia è spesso inudibile e non illuminante. Questo ci lascia con la purezza narrativa del misterioso e spietato inseguimento, mentre diventa rapidamente chiaro che non riusciremo mai a sapere da cosa questi uomini stanno scappando ciò, e di che sono stati accusati, chi sono i loro inseguitori, o qualcosa di vagamente utile, anche se ad un certo punto Losey sembra suggerirci che Ansell -il personaggio interpretato da Malcolm McDowell, tra i forse due più importanti film della sua carriera, “Se...” (If...) (G.B.,1968) di Lindsay Anderson, e “Arancia meccanica” (1971)-, sia stato imprigionato per reati inerenti alla sfera sessuale.

Come per un esperimento di narrazione due impersonificazioni di figure semplici e senza fronzoli si stagliano inserite con estrema bravura in un paesaggio così interessante, dimostrando se ce ne fosse bisogno da parte di un regista dal talento prepotente quanto Losey, come egli sia riuscito anche nella sua fase più “matura” (Messaggero d'amore”(The Go-between) da “L'età incerta” di L. P. Hartley e vincitore del Gran premio della Giuria al Festival di Cannes del 1971, fu girato subito dopo “Figures in a landscape”) della propria carriera a provocare ed ottenere qualsiasi tipo di investimento emotivo nei personaggi, e si potrebbe dire anche in questo caso che Losey con questo film ritrova la sua canonica impronta in un'esplorazione delle proprie potenzialità anche le più inusitate e fuori dai propri toni abituali, sperimentando come non mai e non avendo paura di niente che potesse apparire da principio sconveniente. Ovvero l'osservazione di due topi da laboratorio che si affannano a trovare un'uscita dal labirinto in cui sono stati immessi. .

Quindi, da quanto è buono il film non importa nemmeno di quei momenti in cui può essere ancora ostacolato da una certa mancanza di risolutezza. Al contrario ti lascia aggrappandoti a ciò che la trama del film offre in modo pungente allo spettatore, quando Mac e Ansell trascorrono i primi venti minuti o giù di lì con le mani incatenate fino a che non possano entrare nella una casa di un villaggio e liberarsi, anche spogliandosi delle divise della prigione, rivestendosi, trovando acqua e cibo . E le armi. Poi è una sequenza di inseguimento dopo l'altra, che a livello di film d'azione metafisico e cerebrale opera a tali livelli che pochi altri film hanno raggiunto, viene subito in mente come illustre antecedente “La Preda nuda” (The Naked Prey) (1966) di Cornel Wilde, e anche perchè molto simile come spunto e trama l'eccezionale e recente “Essential Killing” (2010) di Jerzy Skolimowski. Proseguendo nella sua stilizzazione del reale, Shaw e McDowell sono perennemente inseguiti dal misterioso elicottero nero, fino all'ottimo finale. Il film potrebbe essere interpretato anche come una forte parabola, nella quale le spacconate e un certo “machismo” del personaggio di Mac inducono l'ambiguo Ansell per vie della virilità in modo che entrambi possano sopravvivere. Interessante di sicuro, è un film che non si attesta mai in niente su quel che si possano propriamente definire dei livelli convenzionali. Musica, bella, di Richard Rodney Bennett.

"Cartagena"
(Non accreditata)
Musica di Julián Palanca

BAFTA Awards Anno 1971 Nomination all' Anthony Asquith Award per la Musica da Film a Richard Rodney Bennett
San Sebastiàn International Film Festival Anno 1969 Nomination al Gold Seashell a Joseph Losey

Richard Vanstone è stato provinato per un ruolo in questo film

Robert Shaw fu il sostituito di Peter O'Toole.

Joseph Losey fu il sostituito di Peter Medak.

Le riprese sono durate quattro mesi.
Napoleone Wilson



























7 commenti:

  1. film veramente notevole, credo non abbia la fama che merita. l'alternare equilibrato e affascinante della vita ripresa da vicino e dei paesaggi sterminati è, come dici, magistrale. rispetta in pieno le aspettative come da titolo originale.

    a me invece il titolo italiano ha tratto in inganno. a lungo ho pensato che i 2 fossero come le vittime designate di un gioco appunto sadico e poi, effettivamente, non è chiarissimo alla fine da chi fuggono e perché erano imprigionati.

    veramente espressione di purezza stilistica, in immagini e azione.

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  2. Sì Roby, difatti come da titolo originale "Figure in fuga nel paesaggio". Oggi è un film certamente "dimenticato", tant'è che il dvd della Paramount è stranissimamente pubblicato solamente in Olanda, però negli anni settanta anche la Garzantina del cinema lo incluse addirittura fra i 50 migliori film mai realizzati.

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  3. l'ho visto anni fa e ne sono rimasto affascinato, ma anche stordito. Per parecchio tempo sono stato incerto fra non aver colto un simbolismo per me troppo croptico oppure semplicemnte consideravo in maniera troppo buona un film che non era niente di che.
    pra però mi vien voglia di recuperarlo.

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  4. questo film mi manca,di Losey vedo e rivedo sempre con grandissima goduria cinefila e politica,il suo capolavoro,uno dei tanti: il Servo

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  5. ciao babordo... ma quanti blog hai? :)
    interessante "Il servo", me lo son segnato

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  6. blog?Eh...Uno sul cinema e sulla letteratura,su blogspot e poi uno sulla politica e uno di racconti su wordpress! ^_^

    ciao!

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  7. metti nel blog il gadget dei follower così m'iscrivo. intanto ti metto tra i link degli "amici di cinema" ;)

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