giovedì 29 aprile 2010

B13 - Banlieue 13

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2004, Pierre Morel.

Nel 2010 a Parigi la Banlieu 13 per eccesso di criminalità viene chiusa da un alto muro di cinta. E' una zona socialmente franca, priva di ogni servizio compreso quello di polizia che si ferma nei posti di blocco ai punti d'ingresso.
Leito è un civile ma combatte la banda dominante, che per ricattarlo rapisce sua sorella.
La libera e consegna il capo banda alla polizia che invece d'arrestarlo arresta Leito e lo libera consegnandoli persino la sorella.
Demian invece è un agente speciale, che viene incaricato di andare in B13 per recuperare una bomba devastante che è stata rubata è portata lì. Si farà aiutare da Leito, condividendo lo scopo di combattere la banda anche se con obiettivi diversi...

Il finale conterrà persino un duro messaggio sociale, ma siamo di fronte ad uno spettacolare film d'azione che si poggia su due grandissimi stuntman qua attori in prima persona, nemmeno troppo male visto le parti che devono interpretare.

Leito è interpretato dall'inventore e fondatore del Parkour, il traceur (così si chiamano i praticanti) David Belle, una sorta di sport di acrobazia urbana estremamente spettacolare. Sarà protagonista subito in apertura di una scena d'inseguimento tra i palazzi ubriacante e garantisco che non c'è né trucco né inganno.
Demian è invece Cyril Raffaelli, anch'egli traceur di livello molto alto, esperto d'arti marziali ed amico anche nella vita di Belle.

La storia è finzione, il sangue certamente pure, ma le scene eccezionali d'azione interpretate dai 2 protagonisti no, e in questo risiede la quasi eccezionalità di questo film! Bisogna tornare ai tempi di Bruce Lee per trovare interpreti di pari capacità fisiche ed acrobatiche.

Ogni tanto un film di svago ci vuole. L'ho apprezzato molto e sicuramente non mi perderò il sequel "Banlieu 13 Ultimatum" appena uscito.

Ecco la fantastica scena iniziale


5 commenti:

  1. Mah, per una volta la mia impressione è quasi totalmente negativa, un po' perché l'idea del muro di cinta mi sa di banale scopiazzatura del famoso Fuga da New York, un po' perché non ho mai considerato "svago" gli effetti, gli inseguimenti, le arti marziali e la gente che si picchia (a meno che la cosa non sia proposta con ironia come nei film, secondo me piuttosto sottovalutati, con Bud Spencer e Terence Hill).
    Ovviamente si tratta di gusti, e la tua recensione è comunque interessante.

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  2. il parkour mi affascina
    pierre morel però, nonostante from paris with love non mi sia dispiaciuto, non mi convince granché

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  3. sì sì, c'è un po' di "Fuga" effettivamente.
    Morel è il "braccio" di Besson.
    be', le recensioni servono anche ad evitare cose che possono non piacere :)

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  4. ahah! tutta colpa delle toghe rosse, ma stringo i denti :D

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