sabato 17 aprile 2010

Man on Wire - Un uomo tra le Torri

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2008, James Marsh, Philippe Petit.

Ha vinto "qualche" premio:
# Premi Oscar 2009 * Oscar al miglior documentario
# BAFTA Awards * BAFTA al miglior film britannico
# British Independent Film Awards 2008 * Miglior documentario
# National Board of Review Awards 2008 * Miglior documentario
# Chicago Film Critics Association Awards * Miglior film documentario
# Independent Spirit Awards 2009 * Miglior documentario
# Kansas City Film Critics Circle Awards 2009 * Miglior documentario
# Satellite Awards 2008 * Miglior documentario
# Sundance Film Festival * Audience Award World Cinema - Documentary * Grand Jury Prize World Cinema - Documentary
# Broadcast Film Critics Association Awards * Miglior documentario

# Boston Society of Film Critics Awards * Miglior documentario
# Las Vegas Film Critics Society Awards 2008 * Miglior documentario
# New York Film Critics Circle Awards * Miglior film no-fiction
# Phoenix Film Critics Society Awards * Miglior documentario
# San Diego Film Critics Society Awards * Miglior documentario
# Toronto Film Critics Association Awards * Miglior documentario

E' la storia raccontata in stile Caper Movie di colui che può essere definito il più grande funambolo di tutti i tempi: il francese Philippe Petit. Il film è ricavato dal suo libro "Toccare le nuvole", scritto dallo stesso Petit che ha anche posto condizione per concedere i diritti a che lui partecipasse attivamente al film. Come se ce ne fosse bisogno! Petit è un artista istrione a tutto tondo, ancora adesso ha una vitalità ed un "pazza" visione della vita che lo rendono unico.

"... Divenuto famoso per le sue traversate clandestine sul cavo a grandi altezze, fanno parte del suo lungo curriculum la traversata che nel 1971 unisce i campanili di Notre Dame a Parigi, quella di Sidney, che nel 1973 unirà le cime dell’Opera House e dell’Harbour Bridge, il più grande ponte ad archi del mondo; e ancora la traversata delle Grandi Cascate di Peterson, quella delle cascate del Niagara, il Superdome a New Orleans, le guglie della cattedrale di Laon, in Francia..."
Un bel curriculum, non c'è che dire.
Ma è il 7 Agosto 1974 che compie un'impresa che è ancora leggenda: con un cavo di oltre 60 metri di lunghezza danza per 45 minuti tra le Twin Towers di New York a 450 metri d'altezza! Questa è la storia che viene raccontata.

Con un misto di interviste attuali ai protagonisti di allora, immagini ed anche video originali dell'epoca, qualche breve pezzo di fiction in bianco e nero (girati alla grande!) per raccontare momenti che non permisero allora di essere ritratti, viviamo tutta l'avventura. A parte il percorrere quel cavo, è un'impresa che richiede una preparazione e programmazione complessa. Non è che Petit ha goduto della collaborazione dei proprietari delle TT.
Tutto è avvenuto nell'illegalità, come una rapina in banca. S'è dovuto trasportare al 104esimo piano quasi una tonnellata di materiale, nascondendosi, in 2 edifici controllatissimi da guardie in ogni dove. 2 viaggio Parigi-NY con il primo tentativo fallito, poi andato in porto al secondo. Come stendere il cavo, che materiali usare, plastici, disegni, esercitazioni nel campo d'allenamento coi collaboratori a muovere il cavo per simulare il forte vento...

UN'AVVENTURA FANTASTICA! Ed anche il film lo è!
Quella faccia sorridente di Petit che percorre il vuoto come librata nell'aria ha qualcosa di magico. E' la faccia di un uomo che ha realizzato il suo più grande sogno, che ha fatto qualcosa di unico ed irripetibile, ha rotto il muro delle regole, sia fisiche e meccaniche che legali, sfidato ogni vincolo della paura. "Non c'è un perché" nel senso che in termini materiali non è spiegabile cosa porta un uomo a compiere una simile impresa. Te lo chiedi tutto il tempo, ma poi, quando lo vedi lì sopra, anche tu spettatore provi una strana e commovente sensazione di felicità, una cosa che non avevo mai provato prima.
ASSOLUTAMENTE DA OLIMPO!

Bellissime anche le musiche di Michael Nyman tratte dalle colonne sonore di alcuni film di Peter Greeaway che ho visto, qualche pezzo di quegli anni e la struggente Gnossienne No. 1 di Erik Satie.
Chiudo con una serie di frame, la più corposa e lunga che ho mai pubblicato, sono immagini che meritano.
Notre Dame


TTower, prima presa di confidenza





FOTO MAGICA!







3 commenti:

  1. l'ho visto mesi fa..molto bello davvero

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  2. Confermo. Vale davvero la pena. Emozionante e coinvolgente. E una volta di più abbiamo un fulgido esempio della lungimiranza culturale e artistica dell'Italia, in cui questo gioiellino, peraltro Oscar come miglior documentario, non ha avuto alcuna distribuzione in sala (almeno a me non risulta), ma è uscito direttamente sul mercato home video.

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  3. non mi risulta passato per le sale in italia, forse in qualche rassegna. as always... :(
    e dire che il grande schermo si presta alla spettacolarità delle immagini e viceversa.

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