lunedì 12 aprile 2010

L'uomo con la macchina da presa

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1929, Dziga Vertov.

E' un film Storico. Vado su Wiki a prenderne qualche info:
"Il film è forse il compimento massimo (e finale) del movimento kinoglaz (cineocchio), nato negli anni venti per iniziativa di Vertov e propugnatore della superiorità del documentario sul cinema di finzione che, in sostanza, deve essere bandito perché inadatto a formare una società comunista.
Vertov raccoglie l'esperienza di anni di documentari propagandistici, le sue radici futuriste, le sue teorie secondo le quali il cinema deve essere uno strumento a servizio del popolo e della sua formazione comunista, e sublima il tutto in un'opera tecnicamente all'avanguardia e che ancora oggi colpisce per originalità e vivacità."

Completamente muto e privo di didascalie, la versione che ho visto è quella che è stata presentata al Pordenone Silent Film Festival nel 1996 rimusicata da un incredibile trio, The Alloy Orchestra , dichiaratamente composte secondo quanto dettato a suo tempo dall'istrionico Vertov.

Il film è di un dinamismo stupefacente! Vertov con un montaggio che per buona parte del film è parossistico, ci mostra la vita lavorativa di un cameraman, mostrandoci le riprese che lo stesso effettua e poi in sequenza non sempre lineare le immagini che riprendono il cameraman stesso mentre le ha riprese: appeso ad un treno in corsa oppure in una buca tra le traversine per vedere il treno che passa sopra; in piedi sulla portiera di una macchina che affianca una carrozza per riprendere gli occupanti; sulla cima di palazzi; appeso a gru o teleferiche...

Vertov è chiaramente un entusiasta della professione e del suo paese. Non c'è limite a quello che va a ritrarre, persino una precisa inquadratura di un parto. Innumerevoli i dettagli della vita comune di operai, minatori, cittadini, donne ed uomini parimenti, anche nello sport, in ogni ordine di contesti, mai individuali.
L'effetto più Potente che vuole ottenere è di valorizzare ogni persona ed ogni mestiere alla stessa stregua e ci riesce benissimo! 2 inquadrature in sequenza che passano sfumando dal dattilografo al pianista sono l'apogeo, ma tutto il film è così. Il cineasta è operaio e fatica, fisicamente, al pari degli altri. Tutte le professioni sono particolarmente sottolineate nella loro fisicità. Questo aspetto, questo dare ad ognuno pari dignità livellando verso l'alto, secondo me, per come la penso io ideologicamente e filosoficamente, è BELLISSIMO! Ero incantato...

Oltre alle professioni sono rappresentati gioie e dolori: il parto citato e la maternità, matrimoni, divorzi, malattia, vecchiaia, miseria, gioventù. Un ritratto a 360° della Unione Sovietica (Vertov non avrebbe mai detto Russia). In questo c'è proprio la volontà di mostrare la forza della cinepresa al servizio della rappresentazione del reale, un servizio che prevede anche il non-protagonismo di chi riprende: è il mondo reale il più grande soggetto esistente.

Un finale gioioso. Il film parte all'interno di una sala di proiezione e ci fa ritorno nel finale. Cinema nel Cinema, tra i primi a farlo, curioso e divertente. Il treppiede animato che saluta e s'inchina al pubblico è simpatico e significativo, coerente: il cineasta svanisce e rimane il suo prodotto, proprio come l'operaio non esiste più una volta terminato il manufatto. Antidivismo totale.

Difficile immaginare un film più futurista di questo. Le musiche degli Alloy sono azzeccatissime, moderne con chiari richiami alle musiche dell'epoca, Internazionale compresa, e sincronizzate alla perfezione.
Sono quasi 70 minuti di emozione, un galoppo sfrenato!

Capolavoro da Olimpo senza alcun dubbio.



6 commenti:

  1. film straordinario,davvero,..ah,tsukamoto 3(che alcuni amici han visto a cannes 2 anni fa)..son messo come te..inchiodato all'1%..che palla...

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  2. testuo 3 è stato proiettato anche a venezia 2009...
    mi sa che bisogna aspettare ancora un po' :)

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  3. Figata! E chi ne sapeva nulla di quest'opera?! Io no di certo. Il titolo mi diceva qualcosa, ma era per l'album della Cinematic Orchestra...
    Allora ho cercato qualche video sul tubo e...figata! Davvero magnetico! E anch'io ho avuto la stessa sensazione di futurismo...
    Bella chicca. :-)

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  4. Ottimo! È da tempo che desidero vederlo, spero di poterlo fare presto. Bella recensione!

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  5. Roby, dovrai scusarmi. Ma non commento mai in quanto ignorante in materia. Immaginati il tempo che mi resta dopo una giornata di lavoro, torni a casa e c'è da fare di tutto e di più, poi quando stramazzo non ho voglia di guardarmi un film.

    Quando andrò in pensione giuro, me li guardo tutti!
    :)
    :)
    :)

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  6. Ciao Stefania! Ok, intanto prendi appunti, poi però quando vai in pensione mi aspetto commenti su tutti i 43215423 film che troverai nel blog, ahah!

    @Ale: ne conoscevo la fama e m'ha stupito ugualmente, vedrai...

    @Lu: il mio caro amico Andreas, cultore di Cinema degli albori, m'ha infatti detto che esistono diverse rimusicazioni, tra le quali quella dei Cinematic, ma anche di Michael Nyman e persino una di Battiato. Io per la prossima visione (e non sarà l'ultima!) punto a quella dei Cinematic Orchestra.

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